6 Marzo 2024

Mostre: le opere di Emilio Vedova inaugurano gli spazi restaurati di Palazzo Bastogi

Il presidente del Consiglio regionale ha presentato “Tu nell’universo”, la prima mostra pubblica dedicata all’opera dell’artista nella città di Firenze”. Gli interventi critici di Giuseppe Simone Modeo, Cesare Orler e Giuseppe Macrì

Comunicato stampa n. 0268
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Firenze – L’inaugurazione della mostra “Tu nell’universo” con opere di Emilio Vedova è stata l’occasione per presentare i nuovi spazi espositivi del Consiglio regionale di Palazzo Bastogi (via Cavour 18 – Firenze), frutto di un attento lavoro di restauro. Sono intervenuti Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale, i curatori della mostra Giuseppe Simone Modeo e Cesare Orler, e l’esperto di arte contemporanea Pasquale Giuseppe Macrì. Era presente il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli.

 “Sono felice e onorato di poter inaugurare gli spazi di Palazzo Bastogi e del salone delle Feste, dopo un lungo restauro, con la mostra di Emilio Vedova – ha detto Antonio Mazzeo presidente del Consiglio regionale – uno degli artisti italiani più importanti del novecento. Gli spazi del palazzo sono davvero unici e la mostra riesce a renderli ancora più belli. È motivo di orgoglio poter aprire questi spazi con una mostra di grande livello, la prima mostra pubblica dedicata a Emilio Vedova nella città di Firenze. Siamo riusciti a restituire uno spazio molto bello a questa città, che già possiede molti altri spazi di grande pregio artistico. Vorrei ringraziare la Galleria Orler per avere reso possibile la realizzazione di questa significativa mostra dedicata all’opera di Vedova.”

“Venire a Firenze, per un’artista contemporaneo, significa venire nella città dove è nata l’idea del bello – ha spiegato l’esperto d’arte Pasquale Giuseppe Macri – sia quello maschile con il David di Michelangelo sia quello femminile con la Venere di Botticelli. Sono i due prototipi del bello di cui non riusciamo a liberarci, pertanto venire a Firenze con le opere di Vedova significa portare un altro bello, aggiungere bellezza a bellezza. La rappresentazione di forme e di grazia del nostro rinascimento diventa con Vedova la rappresentazione di caos, tragedia, illogicità dell’età moderna e che meglio rappresenta la nostra epoca.”

“La mostra “Tu nell’universo” di Emilio Vedova è una mostra importante che si arricchisce di molti lavori che presentiamo per la prima volta –ha aggiunto il curatore Cesare Orler – e che vanno ad arricchire il percorso di un autore che ha lavorato per oltre sessant’anni. La mostra si colloca in un palazzo storico importante e non è stato facile armonizzare il lavoro estremamente moderno di Vedova con questi spazi così ricchi di storia e tradizione. Invece che seguire un semplice ordine cronologico abbiamo cercato di armonizzare le opere gettando dei ponti tra periodi artistici diversi, creando dei significati nuovi. Per raccontare la nostra idea di Emilio Vedova, trovo essenziale ricordare Venezia, la città che oltre ai natali gli ha fornito gli stimoli, messo a disposizione e donato le occasioni per potersi formare e diventare uno tra i più fenomenali artisti del secondo novecento.”

“Spesso le persone hanno timore nei confronti delle opere di arte contemporanea –ha detto il curatore Giuseppe Simone Modeo – e vengono respinti, non capiscono i nuovi linguaggi. Vedova invece vuol far entrare lo spettatore all’interno dei propri lavori, pertanto il titolo “Tu nell’universo”, perché ogni fruitore può entrare in contatto diretto con queste opere ed avere un’esperienza quasi sensoriale con il mondo costruito da Emilio Vedova.”

Emilio Vedova nasce a Venezia nel 1919 da una famiglia di artigiani-operai, inizia a lavorare da autodidatta fin dagli anni trenta. Nel 1942 aderisce al movimento antinovecentista Corrente. Antifascista, partecipa tra il 1944 e il 1945 alla Resistenza e nel 1946, a Milano, è tra i firmatari del manifesto “Oltre Guernica. Comincia ad esporre in mostre personali e collettive sin dagli anni quaranta, ottenendo presto fama internazionale; è del 1951 la mostra a lui dedicata alla Catherine Viviano Gallery di New York. A partire dal 1948 partecipa a svariate edizioni della Biennale di Venezia, manifestazione dove nel 1952 gli viene dedicata una sala personale, nel 1960 riceve il Gran Premio per la pittura e nel 1997 il Leone d’Oro alla carriera.
Nel 1954 alla Biennale di San Paolo, vince il premio che gli permetterà di trascorrere tre mesi in Brasile e nel 1956 riceve il Solomon Guggenheim Foundation Award for Italy. Per tutta la vita si dedica con passione alla attività didattica tenendo lezioni in diverse università americane e corsi alla International Sommerakademie Bildende Kunst di Salisburgo e alla Accademia di Belle Arti di Venezia. Muore a Venezia il 25 ottobre 2006 all’età di 87 anni, a poco più di un mese dalla scomparsa della moglie Annabianca. Tra le ultime mostre personali di rilievo la grande antologica al Castello di Rivoli nel 1998 e, dopo la sua scomparsa, alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma e alla Berlinische Galerie di Berlino.

Come scrive in catalogo Giovanni Faccenda: “L’avessero avuto gli americani o gli inglesi o i francesi, uno così, ne avrebbero fatto un mito già in vita o lo avrebbero idolatrato come un stella di prima grandezza.”

All’allestimento della mostra hanno contribuito alcuni sponsor, tra i quali Estra e Bper Banca. “Estra è con Il Consiglio regionale della Toscana nella scelta di promuovere la cultura e l’arte – ha dichiarato il presidente di Estra, Francesco Macrì. La nostra azienda, nata in Toscana e da sempre attenta ai temi della cultura, ha quindi deciso di sostenere questo progetto nella convinzione che la cultura sia energia irrinunciabile per la crescita complessiva del Paese”.

 “Bper Banca è sempre in prima linea nel promuovere l’arte, i territori e il saper fare attraverso il sostegno a progetti, mostre e iniziative, e grazie anche all’attività de La Galleria, corporate collection dell’Istituto, che dal 2017 a oggi ha realizzato diciotto esposizioni presso lo spazio espositivo di Modena e in altre sedi Bper in altre città italiane – ha affermato Paolo Nini, responsabile territoriale retail di Bper Banca. – La mostra dedicata a Emilio Vedova, che noi sosteniamo, si colloca proprio in quest’ottica, proponendo all’attenzione del pubblico il valore di un’artista che ha contribuito in modo significativo all’eccellenza artistica italiana del Novecento”.

La mostra si è aperta al pubblico con l’intervento musicale della violinista Lavinia Golfarini che ha messo a confronto la classicità di Vivaldi con la sperimentazione di Stravinskij, tradizione e sperimentazione.

La mostra proseguirà fino al 21 marzo 2024 con il seguente orario: da lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 19.00.

 

Le dichiarazioni in video

Le parole del presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo

 

Le parole di Cesare Orler, curatore della mostra

 

Le parole di Giuseppe Simone Modeo, curatore della mostra

 

Le parole dell’esperto di arte contemporanea Pasquale Giuseppe Macrì

 

La galleria fotografica

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana