Mostre: la ricerca raffinata e poetica di Angiolo Liverini
All’inaugurazione sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani, il figlio dell’artista Paolo e il nipote Michele
Firenze – Nello spazio espositivo al primo piano di palazzo Bastogi si è inaugura la mostra dedicata all’opera di Angiolo Liverini ‘Energie nello spazio’. Dopo i saluti di Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale sono intervenuti Francesco Liverini, figlio dell’artista; Michele Liverini, nipote dell’artista e Paolo Sottani, sindaco di Greve in Chianti.
La mostra si propone di valorizzare e celebrare la lunga carriera di Angiolo Liverini, artista fiorentino il cui percorso ha attraversato il Novecento con uno sguardo sempre personale e indipendente. Le opere selezionate appartengono al ciclo Energie nello Spazio, esito estremo e maturo di una riflessione durata anni, dove la pittura si fa materia vibrante, campo di forze, tensioni cosmiche e simboliche. Con questa mostra si vuole dare visibilità a un progetto che ha occupato l’artista negli ultimi anni della sua vita, in un isolamento operoso che ha avuto come unica bussola la sua coscienza creativa.
“Con questa ultima ricerca Angiolo Liverini ha voluto confrontarsi con l’immenso universo di cui siamo una piccolissima parte e soprattutto dare forma a quella energia che tutto pervade – ha detto il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo – e l’energia che tutto muove da sempre ha spinto l’uomo alla ricerca, ha interrogato la coscienza di tutti per dare un nome, un volto, una forma a questo “motore”. Angiolo Liverini prova, dal suo punto di vista di artista, a dare forma a questa energia che percepisce e che anima lo spazio infinito in cui ci troviamo. Da questa ricerca appassionata e tenace, certamente faticosa, emergono forme e colori, che si incontrano e si scontrano, che si uniscono e si separano, in un movimento dinamico incessante.”
“Una mostra che prova a raccontare il presente – ha proseguito Mazzeo – e Liverini è nato in uno dei borghi più belli della nostra regione, a Greve in Chianti. Oggi abbiamo raccontato la nostra vita attraverso gli occhi, le mani, il pensiero di un artista profondo, che ama il movimento e racconta la vita di tutti noi attraverso la sua arte.”
“Una mostra importante per raccontare l’ultima fase della sua pittura – ha detto il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani – perché il primo periodo la sua pittura era più tradizionale e raccontava i paesaggi toscani e del Chianti. Diventa importante l’omaggio della Regione Toscana ad uno degli artisti più conosciuti del nostro territorio.”
“Siamo felici di questa location importante per far conoscere l’ultimo periodo della pittura di Angiolo Liverini – ha detto Paolo Liverini figlio dell’artista – che ha ricercato sempre nuove soluzioni stilistiche fino agli ultimi giorni della sua vita. Le ultime sale sono dedicate alle opere che ha chiamato Energie nello spazio, un serie di lavori dedicati al cosmo e allo spazio come superficie pittorica. A volte dipingeva su opere già fatte per dar vita sovrapposizioni e cercare una pluridimensionalità, per superare i limiti della pittura ordinaria.”
“Mio nonno ha dipinti nella sua carriera i paesaggi del Chianti, Parigi, ritratti, gli alfabeti per arrivare alle ultime opere che raccontano l’energia dell’universo – ricorda il nipote dell’artista Michele Liverini – e non è stato un progetto semplice, ma alla fine ha raggiunto dei risultati di assoluto rilievo come testimonia la mostra fiorentina.”
La mostra sarà visitabile fino al 27 giugno con il seguente orario: da lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. L’accesso sarà consentito nei limiti dei posti previsti ai sensi della normativa in materia di sicurezza.
Notizie biografiche di Angiolo Liverini
Angiolo Liverini nasce a Greve in Chianti il 22 gennaio 1926, ma è a Firenze — nel quartiere popolare di San Frediano, in Oltrarno — che forgia il suo sguardo sull’essere umano e sul mondo. Cresce tra le memorie vive di una città lacerata dalla guerra e dalla fame, in un ambiente che porta i segni della dignità silenziosa del vivere quotidiano, ben descritto nei romanzi di Vasco Pratolini. È in questo contesto che germoglia la sua sensibilità artistica.
Il suo ingresso nell’ambiente artistico fiorentino è segnato dalla frequentazione di artisti come Rodolfo Marma, Lucio Venna, Bruno Paoli e dall’assegnazione di uno studio presso la storica Fondazione Carnielo, dove lavora accanto a figure internazionali come lo scultore Dani Karavan. I primi lavori di Liverini si muovono nell’alveo di un post-impressionismo lirico, dove il Chianti, con le sue coloniche, i filari di olivi e viti, domina la scena pittorica. A questi paesaggi si affiancano i lungarni fiorentini, le piazze d’Oltrarno e, più tardi, figure femminili che ne arricchiscono il repertorio. Decisivo è il rapporto con Parigi, città che Liverini frequenta più volte, affascinato dalla sua carica rivoluzionaria e dal fermento culturale novecentesco.
Agli inizi degli anni ’80, tuttavia, la sua pittura entra in crisi. L’artista si sente disallineato rispetto alla società che lo circonda e avverte il bisogno di un rinnovamento profondo verso una pittura che si fa ricerca del senso profondo dell’esistere. Nascono così cicli pittorici come L’uomo robot, Le periferie e, soprattutto, Gli alfabeti, presentati nel 2007 in una significativa mostra presso gli Antichi Magazzini del Sale di Siena, insieme allo scultore tedesco Renate Seliger. Il catalogo della mostra è introdotto da un testo critico di Lara Vinca Masini, che coglie con lucidità il passaggio di Liverini verso un linguaggio simbolico e astratto, capace di parlare dell’uomo senza raffigurarlo. Negli ultimi anni, ritiratosi a Montefioralle, borgo nel Comune di Greve in Chianti, dopo la scomparsa dell’amata moglie, Liverini continua a dipingere e a scrivere, dando vita a racconti e memorie di vita contadina e artistica, autoprodotti con sobrietà. Nonostante l’età avanzata, il suo spirito rimane inquieto, mai sazio: distrugge, ricomincia, sperimenta. L’ultima fase della sua produzione e oggetto di questa mostra, Energie nello spazio, rappresenta l’approdo di una lunga navigazione, dove ogni opera è il tentativo di toccare il senso profondo e ineffabile della vita. Angiolo Liverini si spegne serenamente a Montefioralle il 24 novembre 2023. Riposa nel piccolo cimitero che guarda il paese, nel cuore della terra che ha nutrito la sua pittura.
Le dichiarazioni in video
La dichiarazione di Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale
La dichiarazione di Paolo Sottani, sindaco di Greve in Chianti
La dichiarazione di Francesco Liverini, figlio dell’artista
La dichiarazione di Michele Liverini, nipote dell’artista















