Mostre: inaugurata l’esposizione ‘Marcello Guasti con Artemisia. Due artisti in dialogo’
La mostra è stata inaugurata a palazzo Bastogi dal vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli
Firenze – È stata inaugurata nello spazio espositivo, al primo piano di palazzo Bastogi (via Cavour 18) la mostra Marcello Guasti con Artemisia. Due Artisti in dialogo. Dedicata a una selezione di opere di Marcello Guasti (Firenze, 1924-Terzano, Bagno a Ripoli 2019) e Artemisia Viscoli (Camerino, 1937-Terzano, Bagno a Ripoli 2022), per un arco di tempo che va dai primi anni Ottanta alla scomparsa dei due artisti.
Dopo i saluti di Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale sono intervenuti Mirella Branca, storica dell’arte, e Nicola Schiavone, promotore della mostra.
La mostra nasce dalla volontà di uno dei figli di Artemisia Viscoli di raccontare il miracolo creativo prodotto dal viaggio della madre nel proprio mondo interiore. Questo percorso, che trovò la sua via di emersione nell’arte, la portò a un decisivo rapporto allieva-maestro e poi a un vero e proprio connubio con l’artista Marcello Guasti.
“Una mostra molto bella, questa che ospitiamo a palazzo Bastogi, dedicata a due artisti che hanno fatto la storia dell’arte fiorentina – ha detto Stefano Scaramelli vicepresidente del Consiglio regionale – e la grande affluenza di pubblico dimostra come il loro ricordo sia ancora forte nella comunità toscana e quindi è stato naturale, per il Consiglio regionale, scegliere di rendere omaggio a due grandi protagonisti della nostra vita culturale.”
“Questa mostra rappresenta non solo un contributo dovuto a due grandi artisti quali sono stati Marcello Guasti e Artemisia Viscoli – scrive in catalogo Antonio Mazzeo presidente del Consiglio regionale – ma anche un’adeguata rappresentazione di uno dei tratti caratteristici del contributo della Toscana alla vita culturale e artistica del nostro Paese. La Toscana infatti soprattutto nel secolo scorso si è distinta come luogo privilegiato di discussione e di dialogo intorno all’arte e alla cultura. La loro Casa di Terzano, nella campagna di Bagno a Ripoli, da cui provengono molte delle opere esposte in questa mostra, è stata punto di incontro per artisti e intellettuali.”
“Una mostra incentrata sulla memoria – ha detto la storica dell’arte Mirella Branca – e sul ricordo della loro casa di Terzano che, nel secondo novecento, era luogo d’incontro per artisti e intellettuali. Le opere di Marcello Guasti e Artemisia Viscoli che vengono presentate vanno dall’inizio degli ottanta al secondo decennio del duemila. È un dialogo tra le loro opere con particolare riferimento alla scultura, alle xilografie, ai libri d’artista. In questo confronto di parole, poesia, immagini che c’erano a Firenze in quegli anni attorno alla figura del poeta Mario Luzi.
Ecco, questa piccola mostra, quasi interamente composta di opere tuttora conservate a Terzano, intende suggerire un clima culturale ormai scomparso, reso anche attraverso parole di Artemisia richiamate nelle belle lettere inviatele dal poeta siciliano Riccardo Emmolo negli anni Ottanta e Novanta, messemi a disposizione dalla famiglia di lei.”
“Un’iniziativa nata per rendere omaggio a mia madre – ha detto Nicola Schiavone figlio di Artemisia Viscoli – e per spiegare i rapporti artistici tra Artemisia e Marcello Guasti. Il mio sogno è quello di fare in futuro una mostra soltanto su Artemisia, ma non dobbiamo dimenticare l’importanza di Guasti per la crescita artistica di mia madre. Comunque si sono inspirati a vicenda, anche nel lavoro artistico di Guasti possiamo vedere dei cambiamenti dopo l’incontro con mia madre.”
Al centro della mostra è il racconto dell’evoluzione del loro percorso dal momento in cui si sono conosciuti, quando Marcello Guasti, Maestro all’Istituto d’arte di Porta Romana, avviava alla scultura Artemisia, sua allieva e poi compagna di vita. Quindi nei luoghi del loro lavoro: il Conventino di via Giano della Bella a Firenze, la casa-studio di Terzano, a Bagno a Ripoli.
Nella diversa evoluzione dei due artisti, ma in un costante dialogo tra loro, ne emergono le peculiarità. La personalità di Artemisia, di formazione classica e interessata alla psicoanalisi e all’astrologia, con esiti di impronta simbolica e poetica, sostenuti dal rigore formale appreso dal maestro. Marcello Guasti, artista a tutto tondo, concentrato sul rapporto tra forma e contenuto, in una sicura padronanza delle tecniche espressive, secondo quanto era già emerso nelle fasi precedenti della sua attività, che lo collocano al centro dell’arte in Toscana nel secondo Novecento. La casa-studio di Terzano (Bagno a Ripoli) come luogo di incontro di artisti, critici e poeti, nella contemporanea stratificazione dentro il giardino di un loro quotidiano lavoro artistico, fianco a fianco.
Sono esposte circa quaranta opere in parte inedite provenienti dalla collezione di famiglia – dipinti, sculture, xilografie, libri d’artista- selezionate in un confronto costante con la storica dell’arte Mirella Branca, che ha conosciuto personalmente i due artisti. La mostra, che nasce dalla volontà delle famiglie dei due artisti- particolarmente di uno dei figli di Artemisia Viscoli, testimone della svolta personale della madre nell’incontro con lo scultore- è incentrata per Artemisia sulle esperienze plastiche e sulla realizzazione di libri d’artista, per Guasti sull’opera xilografica e su sculture di piccolo formato, progetti per le opere monumentali da lui realizzate in Toscana nella fase matura della sua attività. In area fiorentina, ne è un esempio la scultura-fontana Terra-Aria-Acqua-Fuoco all’ingresso autostradale Firenze-Certosa (1990-95). Accompagnano il percorso, video con interviste ai due artisti e riprese dentro la casa e nel giardino di Terzano.
La mostra proseguirà fino al 7 marzo 2025 con il seguente orario: da lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. L’accesso sarà consentito, previa esibizione di valido documento di identità, nei limiti dei posti previsti ai sensi della normativa in materia di sicurezza.
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Notizie Biografiche
Marcello Guasti (Firenze, 1924 – Terzano, Bagno a Ripoli 2019), si è formato come artista alla sezione di Arti Grafiche dell’Istituto d’arte di Porta Romana, divenendovi poi insegnante di Scultura. La sua opera di incisore e di scultore è conosciuta a livello nazionale e internazionale. L’attività giovanile, in xilografie ed opere plastiche dedicate in particolare alla serie dei Gatti e dei Renaioli dell’Arno, è documentata anche in un consistente nucleo di disegni donato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1948 e nel 1956, alla Quadriennale di Roma del 1951, 1965, 1973. Ha preso parte a numerose edizioni del Fiorino a Firenze e della Biennale di scultura di Carrara, dal 1962 al 1973. Sua scultura – simbolo è il Monumento ai tre carabinieri di Fiesole, del 1964, memoria dell’eccidio da parte dei nazisti, il 12 agosto 1944, di tre carabinieri offertisi generosamente in sostituzione di civili. Intorno a quest’opera, posta nel Parco della Rimembranza e documento del periodo informale dell’artista, si svolgono ogni anno commemorazioni pubbliche.
Artemisia Viscoli (Camerino, 1937 – Terzano, Bagno a Ripoli, 2022), si è formata da giovane nelle Marche, compiendo studi classici e nutrendo interesse per la filosofia, la letteratura, l’arte. Laureatasi in Scienze Naturali a Firenze, si è poi dedicata all’insegnamento. Nell’accentuarsi della sua vocazione artistica, in un crescente interesse per la psicologia e l’astrologia, si è perfezionata iscrivendosi all’inizio degli anni Ottanta all’Istituto d’arte di Porta Romana. Ha avuto come maestro Marcello Guasti, da cui è stata avviata al suo percorso nella scultura e nell’incisione. Ne ha poi condiviso lo studio al Conventino, in via Giano della Bella, in Oltrarno. Alla morte della moglie, Elda Migni, ne è divenuta la compagna, rappresentando insieme a lui, nella Casa di Terzano, un punto di incontro di artisti e intellettuali. Sono tuttora conservati suoi dipinti, disegni, incisioni, sculture. Un aspetto particolarmente originale della sua opera è stato nella realizzazione di alcuni libri d’artista, dove ha trovato piena espressione l’incrocio tra gli interessi letterari, nutriti da aspetti immaginativi, e la passione per la materia dell’arte.
Le dichiarazioni in video
La dichiarazione di Stefano Scaramelli, vicepresidente del Cosniglio regionale
La dichiarazione di Nicola Schiavone, promotore mostra
La dichiarazione di Mirella Branca, storica dell’arte
La galleria fotografica


























