Mostre: inaugurata a palazzo Bastogi ‘Dialoghi tra Montagne e Mari’
La rassegna delle opere dei docenti dell’Accademia di Belle Arti della Xiamen University cinese si chiuderà il 23 novembre
Firenze – È stata inaugurata giovedì 5 novembre a palazzo Bastogi la mostra ‘Dialoghi tra Montagne e Mari’, la rassegna che raccoglie una selezione di 40 opere dei docenti dell’Accademia di Belle Arti della Xiamen University. A tagliare il nastro la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi alla presenza del console generale ad interim della Repubblica popolare cinese a Firenze Huang Xinhua.
Sono intervenuti il vicepresidente dell’Accademia di Belle Arti della Xiamen University Wu Ronghua, la presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze Cristina Acidini, i curatori della mostra Fang Guangzhi e Gianni Zhang, presidente della Zhong Art International.
“La mostra ‘Dialoghi tra Montagne e Mari’ – le parole della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – offre l’opportunità di accogliere e conoscere esperienze artistiche maturate in un contesto culturale di grande ricchezza, creando un confronto tra visioni, linguaggi e percorsi creativi differenti. Le opere riunite in questa mostra restituiscono la pluralità della ricerca artistica dei docenti dell’Università di Xiamen. Nelle diverse scelte espressive emergono sensibilità che guardano alla tradizione, esplorano le possibilità dei linguaggi contemporanei e indagano il rapporto tra l’essere umano, la natura e il mondo circostante. È proprio nella varietà di queste esperienze che risiede una delle qualità più significative dell’esposizione: la possibilità di avvicinarsi a prospettive differenti senza ricondurle a un’unica interpretazione, lasciando che ciascuna opera conservi la propria identità e trovi nello sguardo del visitatore nuove occasioni di significato”.
“Il dialogo evocato dal titolo – ha concluso la presidente Saccardi – si sviluppa così ben oltre il riferimento ai paesaggi. Montagne e Mari diventano immagini di mondi che si incontrano, di radici che custodiscono la memoria e di orizzonti che invitano a guardare oltre ciò che già conosciamo. La mostra assume un significato importante anche sul piano della formazione artistica. Il confronto internazionale tra istituzioni accademiche, artisti e docenti favorisce la circolazione delle conoscenze e contribuisce a formare generazioni capaci di interpretare la complessità del presente con autonomia di pensiero e libertà espressiva. ‘Dialoghi tra Montagne e Mari’ testimonia come l’arte possa dare forma a un incontro che non si esaurisce nello spazio di una mostra, ma può diventare l’inizio di un percorso più ampio di collaborazione e scambio. Un’occasione per riconoscere nella pluralità delle culture una ricchezza condivisa e nell’arte uno strumento prezioso di conoscenza e dialogo tra i popoli”.
Quella di oggi – ha detto il console generale ad interim della Repubblica popolare cinese a Firenze Huang Xinhua – è un’occasione speciale ed essenziale per favorire gli scambi umanistici e il dialogo culturale tra i nostri due Paesi e tra le città di Xiamen e Firenze. Mi ha colpito molto il significato di questa iniziativa, perché si svolge a Firenze, in Toscana, ed è un’importante occasione di apprendimento reciproco tra le nostre civiltà”.
Questa mostra – racconta il vicepresidente dell’Accademia di Belle Arti della Xiamen University Wu Ronghua-, che abbiamo portato in Italia dopo il covid, riunisce 23 docenti dell’Accademia, e rappresenta diverse forme artistiche. Abbiamo l’arte orientale e quella occidentale. In quella orientale viene rappresentata la pittura cinese tradizionale, a lacca, una forma di arte cinese antica. Ci sono poi le opere realizzate con la pittura a olio e le sculture vicine alla tradizione occidentale. Io ho utilizzato la tecnica dell’inchiostro su carta, che ho realizzato dal vivo in aula per i miei studenti. L’obiettivo della mostra è fare uno scambio tra le culture orientale e occidentale. Siamo venuti qui per imparare mostrando la nostra identità”.
“Abbiamo scelto le opere insieme all’altro curatore Fang Guangzhi – spiega Gianni Zhang presidente della Zhong Art International – e abbiamo selezionato ventitré artisti che sono i più rappresentativi di questa scuola. Il nostro obiettivo è costruire un ponte tra la Cina e l’Italia.
Questa mostra offre uno scambio anche tra Occidente e Oriente. L’Accademia ha l’obiettivo di educare e formare gli artisti e per questo abbiamo portato la tradizione dell’arte cinese, come la pittura a lacca, l’incisione e la pittura olio e una serie di opere dell’arte della Cina contemporanea”.
“L’anno scorso – le parole del curatore della mostra Fang Guangzhi – ho incontrato il presidente dell’Accademia di Belle Arti della Xiamen University, e abbiamo proposto questo progetto, e pensiamo di proseguire incentivando il dialogo con l’Accademia delle Belle Arti di Firenze costruendo un rapporto di amicizia e di scambio sia nella didattica che nelle mostre. Il nostro obiettivo è portare qui gli studenti dell’Accademia di Xiamen per ammirare l’arte del Rinascimento e vorremmo che i docenti e gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze venissero da noi”.
“La mostra che si inaugura a Palazzo Bastogi – ha sottolineato la presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze Cristina Acidini – è veramente un ponte tra Oriente e Occidente grazie alla presenza importante dei docenti e degli artisti dell’Accademia di Belle Arti della Xiamen University che sono rappresentati da opere interessanti e molto diverse tra loro. Mi ha sempre colpito la versatilità degli artisti cinesi che padroneggiano straordinariamente le tecniche tradizionali, ma al tempo stesso sono molto aperti al linguaggio contemporaneo delle arti.
Sono rappresentati i paesaggi tradizionali così come le sculture, anche abbastanza brillanti e fuori dagli schemi, e una pittura che per la tradizione cinese è relativamente recente, la pittura a olio, per la quale esistono anche corsi appositi nelle accademie e con cui hanno acquisito familiarità”.
La mostra proseguirà negli spazi espositivi di palazzo Bastogi fino al 23 novembre 2026 con il seguente orario: da lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.






















