Mostre: a palazzo del Pegaso la ‘Toscana vissuta’ di Mario Caciotti
L’esposizione, visitabile fino al 22 ottobre nello spazio espositivo Ciampi, è stata inaugurata dalla presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi
di Angela Feo
Firenze – Un viaggio tra luoghi ed esistenze della Toscana più autentica. È quello che ci restituiscono le 29 tele di Mario Caciotti, artista di Calenzano nato nel 1923 e scomparso nel 2018, esposte nella mostra ‘Toscana vissuta’, inaugurata questa mattina (giovedì 1 ottobre) a palazzo del Pegaso, nello spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi (via dei Pucci, 16). Sono intervenuti Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale, Mauro Pratesi, storico dell’arte, e i familiari dell’artista.
“Attraverso le opere di Mario Caciotti – ha detto la presidente Stefania Saccardi – incontriamo non solo un artista, ma una Toscana fatta di persone, tradizioni, lavoro, fede e vita quotidiana. La sua pittura racconta un territorio vissuto e autentico e ci restituisce volti, paesaggi, memorie che appartengono alla storia delle nostre comunità. Valorizzare Caciotti significa quindi custodire una parte importante della nostra identità culturale e renderla viva anche per le generazioni future”.
Dalla ‘Processione in via Verdi’ (1957) al ‘Viale delle Cascine’ (1973), da ‘Alluvione a Firenze’ (1966) a ‘Robertino al lavoro’ (1981), dalla ‘Trebbiatura’ (1964) ai ‘Giocatori di carte’ (1985), i dipinti di Caciotti accompagnano lo spettatore tra mestieri, relazioni e momenti di vita quotidiana della provincia in cui l’artista è immerso.
Mauro Pratesi ha ricordato di aver conosciuto l’artista fin dagli anni Ottanta, evidenziandone “la grande forza, vitalità, energia, voglia di scoperta”. “Per Caciotti reale e virtuale coesistevano in un modo quasi unico – ha affermato – . Attingeva dalla vita reale, quella del paese, della provincia, dei personaggi di Calenzano e di Sesto Fiorentino, ma allo stesso tempo traeva ispirazione dal mondo virtuale, dai media e dalla televisione. Nei documentari vedeva combattimenti tra animali che rimandavano al suo amore per Ligabue. Tuttavia i suoi dipinti hanno una carica e un vigore espressivo che vanno ben oltre i suoi artisti di riferimento e le regole canoniche che pure aveva imparato e coltivato fin dalla gioventù”.
E’ intervenuto il figlio di Mario Caciotti, Daniele, che ha curato la mostra insieme ai tanti nipoti. “Questa esposizione è frutto di una comunità di intenti che ha coinvolto tutta la famiglia – ha spiegato – . Siamo infinitamente grati al Consiglio regionale per questa occasione. Le tele raccontano Mario, mio padre, che aveva una galleria a Sesto Fiorentino dove ospitava non solo colleghi pittori, ma anche persone bisognose, accogliendo la loro umanità, nella vita come nei suoi dipinti”.
La mostra sarà visitabile fino al 22 ottobre con il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19; sabato dalle 10 alle 13.
Nato a Calenzano nel 1923, Mario Caciotti è stato un pittore attivo a Firenze e provincia fin dagli anni Quaranta. Ha dipinto per tutta la vita, trasformando la sua casa di Sesto Fiorentino in un grande atelier. I suoi quadri sono stati esposti in Italia e all’estero, in Germania e negli Stati Uniti. Una selezione di suoi dipinti è esposta al Contemporary Folk Art Museum di Savannah, in Georgia. Lo stile di Mario Caciotti si è evoluto nel tempo: dai toni ambrati e tenui dei primi anni fino ai colori forti e alle pennellate energiche della maturità. Definito un espressionista contemporaneo, si è ispirato ad artisti come Ligabue e Van Gogh.






















