10 Marzo 2026

Meyer: concorso per giornalista annullato in autotutela

Il presidente Eugenio Giani risponde in Aula all’interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI): “Non è stata una bella pagina per il Meyer”

Comunicato n. 0175
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Firenze – L’iter del concorso, conclusosi con un annullamento, è durato due anni e non tre. Con queste parole, facendo riferimento ad una missiva del direttore generale del Meyer, Paolo Morello Marchese, il presidente Eugenio Giani ha risposto all’interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) riguardo al concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto a tempo pieno e indeterminato di dirigente giornalista da assegnare all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera universitaria Meyer.

Giani ha spiegato che “il piano triennale dei fabbisogni e personale è uno strumento di natura programmatica e modulabile a seguito di nuovi fabbisogni che, nel caso specifico, sono emersi a seguito di una valutazione ulteriore rispetto alla pubblicazione del piano da parte della nuova nomina di Morello”. “Si riteneva opportuno attivare nello staff un ufficio stampa adeguato”. Alla richiesta dei costi previsti per l’intera procedura, Giani ha risposto che “i costi imputabili al concorso in oggetto non ci sono, perché si tratta di fini istituzionali e quindi l’espletamento delle procedure non ha comportato in linea diretta dei costi aggiuntivi” e “il costo del parere legale richiesto rientra nell’ambito di conferimento di un incarico di consulenza.”

“Nell’interrogazione mancava una domanda, se secondo lei questa è stata una bella pagina per il Meyer, per la Regione e per la nostra l’amministrazione” ha detto Tomasi che ha poi sottolineato l’inopportunità, per motivi politici, che a questo concorso “avesse partecipato la dottoressa Manetti, portavoce e capo di gabinetto, una donna vicinissima a lei”. Il portavoce dell’opposizione ha ricostruito, in sintesi l’iter: “Il Meyer fa il piano del fabbisogno programmatorio con le misure per assumere personale, quanti dottori, quanti infermieri, ei delibera il piano triennale” e poi, “dopo tre mesi, ci viene in mente che manca non un dottore, non un infermiere, non un chirurgo ma uno che fa comunicazione”. E ancora, “si fa un bando di concorso Estar” e “poi dopo due mesi si ferma tutto, perché il bando è sbagliato e si cambiano i contenuti del bando” e “cosa si cambia? Si cambiano le caratteristiche richieste alla persona da assumere”. “Si parte con la procedura – continua – e cala il silenzio”. “Le valutazioni nascono da una lettera del sindacato Cisl che dice che il bando è sbagliato” e infine, conclude Tomasi “si chiede un parere legale e questo dice di annullarlo in autotutela”.

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