• 24 Settembre 2026

Libri: ‘La Resistenza armata nell’Italia centrale’ presentato a palazzo del Pegaso

Il volume raccoglie saggi risalenti al convegno di studi organizzato nel 2024 dall’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e dal Consiglio regionale

Comunicato n. 0795
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Firenze – Il libro ‘La Resistenza armata nell’Italia centrale. Territori, protagonisti, rappresentazioni’ (Carocci, 2026), a cura di Ilaria Cansella, Stefano Gallo e Laura Mattei è stato presentato mercoledì 23 settembre nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso.

Il volume è una raccolta di saggi risalenti al convegno di studi organizzato nel 2024 dall’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e dal Consiglio regionale della Toscana.

Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali della presidente dell’Assemblea legislativa toscana, Stefania Saccardi: “Mi fa molto piacere ospitare qui l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea per parlare di una Resistenza meno conosciuta e forse sottovalutata. Mentre si tratta di una Resistenza importantissima ai fini della Liberazione del nostro Paese e non possiamo non ricordare l’11 agosto 1944, il giorno in cui Firenze si liberò grazie all’insurrezione soprattutto del suo popolo. L’Italia centrale ha dato un contributo di sangue rilevantissimo e l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema ne è un esempio emblematico”.

Il dibattito è stato introdotto da Matteo Mazzoni, direttore Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea: “Questo libro è frutto di un convegno tenuto in Consiglio regionale nel 2024 proprio sul tema della Resistenza armata nell’Italia centrale. Un tema non trattato tendenzialmente dalla storiografia e quindi abbiamo cercato di colmare un vuoto e di intervenire per stimolare un confronto e un approfondimento con una call che stimolasse la partecipazione di ricercatori della Toscana, ma aperta a tutta l’Italia centrale e questo volume ne è il risultato”. “Si evidenzia – ha proseguito Matteo Mazzoni – che esistono tante resistenze e che il modello che tradizionalmente noi abbiamo della banda partigiana che è quello dell’Italia settentrionale non è l’unico. L’Italia centrale ha delle proprie peculiarità geografiche e temporali ovvie, legate ai tempi diversi della guerra. Però anche qui c’è stata una resistenza partigiana armata combattuta in campagna e in città che ha avuto delle sue specificità e una sua articolazione e che merita attenzione anche per arricchire il ragionamento complessivo sulla Resistenza italiana”.

A presentare il volume Francesca Cavarocchi, dell’Università di Firenze e Luca Baldissara, dell’Università di Bologna, che hanno dialogato con i curatori.

Francesca Cavarocchi ha spiegato che “l’obiettivo centrato è stato quello di riuscire a mettere insieme territori diversi ragionando su una scala sovraregionale”. “Ci sono – ha aggiunto – rapporti particolari con le forze Alleate che risalivano l’Italia e con la società mezzadrile e un altro tema centrale è quello della molteplicità dei modelli di azione resistenziale messi in pratica dalle diverse bande”.

Luca Baldissara ha messo in evidenza un altro aspetto: “La guerriglia partigiana in questo campo di battaglia assume tecniche diverse e particolari, condizionate dal territorio collinare. Il rapporto con la dimensione contadina è complesso e si passa dalla simpatia alla preoccupazione che la presenza dei gruppi partigiani porti a una repressione. Un altro aspetto da evidenziare è quello della sinergia con gli Alleati che risalgono il Paese molto velocemente”.

Ilaria Cansella, curatrice del volume è la direttrice dell’Istituto Storico della Resistenza dell’Età contemporanea grossetana: “Quello organizzato nel 2024 è stato un convegno importante, quindi significa in qualche modo mettere a disposizione di tutti gli studiosi quello che quel convegno ha fatto emergere in termini di ricerche, piste di studio e comunque spunti anche interpretativi sulla storia della Resistenza. È emerso un quadro interessante perché mentre normalmente noi guardando alla Resistenza pensiamo a quella dell’Italia del Nord quindi siamo un pochino focalizzati su quell’immagine della Resistenza o nelle valli alpine o nelle grandi città industriali. Invece è emersa una Resistenza del centro Italia che non è fatta di vuoti quindi di mancanze rispetto a quel modello settentrionale, ma è invece fatta di una serie di peculiarità importanti che ci dicono qualcosa in più su tutta la Resistenza italiana in generale e quello che sono state le modalità d’azione delle bande partigiane”.

A condividere il lavoro con Ilaria Cansella, Stefano Gallo, direttore scientifico della Biblioteca Franco Serantini, che è l’Istituto Storico della Resistenza in provincia di Pisa. “La proposta – ha spiegato – era quella di riflettere sulle specificità della Resistenza armata nell’Italia centrale. L’ipotesi è che ci fossero dei caratteri peculiari e delle caratteristiche sociali differenti e ci sono degli indizi che vanno in questa direzione. Le peculiarità sono varie, si tratta di una Resistenza che risente, da un certo punto di vista, della vicinanza con Roma e quindi c’è una forte presenza ad esempio delle formazioni autonome, e di quelle monarchiche legate all’esercito e poi c’è una forte connessione con il tessuto sociale. È una fascia d’Italia in cui il paesaggio collinare predomina e c’è una forte presenza della mezzadria e questo porta le formazioni ad avere un rapporto quotidiano con il mondo contadino in cui spesso i componenti restano vicino a casa perché fanno parte di quel contesto. Un rapporto con la società più stretto che vuol dire anche sottoporsi al rischio di spiate da parte di fascisti o di contatti con chi era contro il movimento resistenziale”.

I lavori raccolti in questo volume cercano di rispondere alla domanda se esista una peculiarità nella guerra partigiana che si svolse fra il 1943 e il 1944 nell’Italia centrale. Il quadro che ne esce restituisce alla Resistenza dell’Italia centrale una fisionomia propria: non una versione minore di quella settentrionale, ma un’esperienza modellata dai suoi poderi e dalle sue colline, dai suoi mezzadri e dai suoi sbandati. Poi c’è la parte dedicata alla costruzione della memoria di quella lotta armata, che è stata da subito terreno di conflitto.

 

Le dichiarazioni in video

La dichiarazione di Matteo Mazzoni, direttore Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea

 

Le parole di Ilaria Cansella, curatrice del volume e direttrice dell’Istituto Storico della Resistenza dell’Età contemporanea grossetana

 

L’intervento di Stefano Gallo, direttore scientifico della Biblioteca Franco Serantini

 

La galleria delle foto

 

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana