Internet Festival: a Pisa ‘Odissea. Le città ai tempi dell’AI’, incontro con l’urbanista Carlos Moreno
L’iniziativa rientra nel percorso Toscana 2050 promosso dal Consiglio regionale. Il vicepresidente Antonio Mazzeo: “Applicare a Pisa il modello della ‘città dei 15’ minuti e farne, grazie all’intelligenza artificiale, un laboratorio per la Toscana”
di Angela Feo
Firenze – Tutto esaurito ieri (venerdì 9 ottobre) al cinema Arsenale per ascoltare l’intervento di Carlos Moreno, urbanista di fama mondiale, teorico della ‘città dei 15 minuti’, docente alla Sorbona di Parigi, membro dell’Accademia francese delle Tecnologie. La sua conferenza, al centro dell’iniziativa ‘Odissea. Le città ai tempi dell’AI’ nell’ambito dell’Internet Festival, si inserisce nel percorso del progetto del Consiglio regionale Toscana 2050, promosso dal vicepresidente Antonio Mazzeo quando, nella scorsa legislatura, era presidente dell’Assemblea toscana. Proprio Mazzeo ha aperto i lavori. Sono inoltre intervenuti Nicola Vitiello, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna; Francesca Coppola, assessora all’Urbanistica, Smart City e Centri storici del Comune di Genova; Valerio Di Pietro, assessore alla Transizione digitale e Smart City del Comune di Napoli; Federico D’Annunzio, imprenditore e autore. A moderare il confronto la giornalista Silvia Perdichizzi. Presenti in sala molti sindaci e amministratori del territorio, rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo accademico. Tra gli altri anche l’assessore alla Regione Toscana con delega all’innovazione tecnologica Alberto Lenzi e il presidente del Corecom Marco Meacci.
“Con Carlos Moreno abbiamo lanciato una sfida: applicare a Pisa il modello della ‘città dei 15 minuti’ e farne, anche grazie all’intelligenza artificiale, un laboratorio per la Toscana e per l’Italia – ha affermato Mazzeo – . A Pisa ci sono le competenze per realizzare un programma così ambizioso. Serve una direzione politica: ogni trasformazione urbanistica deve essere pensata prima di tutto con uno sguardo sociale. Progettando la città dobbiamo cambiare paradigma e chiederci: chi potrà abitarci? Come migliorerà la sua vita? Quali servizi avrà vicino? Dobbiamo progettare pensando allo spazio, ma anche al tempo: quello necessario per raggiungere una scuola, ricevere una cura, andare al lavoro. Restituire tempo alle persone significa restituire loro libertà. Questo cambia anche il modo di intendere le periferie. La distanza da ridurre è quella da ciò che serve per vivere bene. E dove queste possibilità mancano dobbiamo investire prima”. “Come può essere applicato il modello della ‘città dei 15 minuti’ a Pisa? Il trasferimento dell’ospedale a Cisanello e il futuro del Santa Chiara sono il banco di prova di questa visione – ha continuato Mazzeo – : come ripensare quest’area che nei prossimi anni perderà funzioni? Noi vorremmo renderla un quartiere aperto e vivo, con case accessibili, cultura, verde e servizi. L’intelligenza artificiale può aiutarci a prevedere gli effetti delle scelte. Spetta a noi fare di Pisa una città dove chi arriva per studiare possa scegliere di restare e dove ogni persona trovi lo spazio e le opportunità per costruire il proprio futuro”.
La presenza di Moreno a Pisa ha coinciso con l’uscita italiana del suo nuovo libro, ‘La città che cura. Prossimità e partecipazione: una nuova grammatica territoriale’, pubblicato da ADD Editore e che fa seguito alla sua prima pubblicazione ‘La città dei 15 minuti. Per una cultura urbana democratica’ uscito nel 2024 e tradotto in 15 lingue.
“Il concetto della ‘città dei 15 minuti’ vuole trasformare radicalmente il nostro modo di vita”, ha affermato Carlos Moreno. “La prossimità, cioè la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta le attività e i servizi quotidiani, permette di costruire una città policentrica, connessa e accessibile a tutti. Una città in cui vivere senza dover percorrere lunghe distanze o ricorrere sempre all’automobile”. “Per realizzare questo modello – ha spiegato – è necessario un cambiamento di mentalità. Inoltre, dopo il Covid abbiamo imparato anche a lavorare da remoto: non sempre è necessario recarsi al lavoro cinque giorni alla settimana. Abbiamo riscoperto quanto il tempo libero sia importante per la qualità della vita. Organizzare la vita quotidiana intorno alla prossimità significa rispondere ai nostri bisogni e, insieme, alle sfide del cambiamento climatico, che impone di ripensare le nostre abitudini di mobilità. In questa trasformazione le tecnologie hanno un ruolo importante, ma ci pongono davanti a una scelta. Possono alimentare l’isolamento tenendoci sempre connessi digitalmente, ma disconnessi sul piano sociale. Oppure possono favorire relazioni più umane, partecipazione e collaborazione nella città. Sviluppare la tecnologia digitale a servizio del bene comune, anziché per tenere le persone isolate, è una decisione pubblica”.
Il rettore Nicola Vitiello, ha evidenziato come la Scuola Superiore Sant’Anna sia “un’università votata all’innovazione. Dunque, può contribuire portando nuove idee, nuove energie, e un bagaglio di competenze maturare in settori di frontiera della tecnologia, che possono contribuire alla città del futuro”. “La tecnologia – ha detto – oggi ci permette di impostare strategie per risolvere molte problematiche, come ad esempio quella legate all’invecchiamento della popolazione. La tecnologia esiste, va implementata e sperimentata. Dovremmo iniziare dalla Toscana a portare avanti questo tipo di innovazione”.
Francesca Coppola, assessora all’Urbanistica, Smart City e Centri storici di Genova, ha raccontato l’esperienza del capoluogo ligure dove il Comune, con una delibera di Giunta, ha approvato le linee guida per attuare la ‘città dei 15 minuti’. “Credo in un’urbanistica che sappia guardare oltre l’urgenza del presente e immaginare nuovi modi di abitare la città – ha affermato – . Mi interessa capire come gli spazi possano generare relazioni, avvicinare le persone e migliorare la qualità della vita quotidiana. Per me progettare significa prendersi cura dei luoghi e di chi li vive, riconoscendo che ogni scelta ha un impatto sul futuro. Vorrei contribuire a costruire città più umane, accessibili e capaci di accogliere anche ciò che oggi non riusciamo ancora a immaginare”.
“A Napoli stiamo lavorando alla ‘città dei 15 minuti’ a partire da una visione policentrica – ha raccontato Valerio Di Pietro, assessore alla Smart City del Comune campano – che avvicini progressivamente servizi e opportunità alle persone nei diversi quartieri”. “La mappa dei rifugi climatici, frutto di una sinergia tra Comune, Università e associazioni del territorio, rappresenta un’esperienza che intendiamo rafforzare, rendendo più facile individuare i luoghi dove trovare sollievo nelle giornate più calde – ha aggiunto – . L’Assemblea cittadina per il clima servirà invece a raccogliere proposte e raccomandazioni degli abitanti sulle politiche ambientali. A questo lavoro si affianca lo sviluppo dei servizi digitali per semplificare l’accesso alla Pubblica Amministrazione. Anche l’America’s Cup sta rappresentando un acceleratore per il potenziamento di servizi e infrastrutture cittadine: tasselli diversi di una stessa visione, per una Napoli più accessibile, connessa e vicina ai bisogni delle persone».
La serata è proseguita con la presentazione e la proiezione di “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, introdotta da Antonio Capellupo e Fabio Gadducci.
Il percorso ‘Toscana 2050’, promosso dal Consiglio regionale nell’ambito della legge regionale 46/2015, ha lo scopo di mettere a confronto ricerca, istituzioni, imprese e territori sulle trasformazioni economiche, sociali e culturali destinate a segnare i prossimi decenni e sulle scelte da compiere oggi per governarle.
QUI è possibile scaricare le immagini relative all’iniziativa.





























