• 15 Ottobre 2026

Incontri: il futuro delle liberaldemocrazie, il dialogo tra Pier Ferdinando Casini e Luciano Violante

Si è tenuto il primo appuntamento di un ciclo che metterà a confronto quattro ex presidenti della Camera dei deputati. È intervenuta la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi

Comunicato stampa n. 0888
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Firenze – Quale futuro per le liberaldemocrazie: Pier Ferdinando Casini e Luciano Violante ne hanno parlato questo pomeriggio, giovedì 15 ottobre, nella sede del Consiglio regionale della Toscana a palazzo Bastogi.

Si tratta del primo incontro di “Democrazia: crisi e prospettive. Dialoghi con ex presidenti del Parlamento della Repubblica”, un ciclo pensato per affrontare i grandi nodi del nostro presente, promosso dall’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, in collaborazione con il Consiglio regionale della Toscana e con l’Istituto nazionale di studi sul Rinascimento – Centro sull’Umanesimo contemporaneo.

“Con grande piacere do il benvenuto nella sede del Consiglio regionale della Toscana per questo incontro dedicato a una delle questioni più importanti del nostro tempo”, ha dichiarato la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi. “Con questo appuntamento inauguriamo un percorso di confronto e approfondimento che vuole riportare al centro del dibattito pubblico il valore della democrazia rappresentativa, le sue trasformazioni e le sfide che è chiamata ad affrontare. Quale futuro per le liberaldemocrazie è una domanda che riguarda ciascuno di noi”.

“La crisi della democrazia – ha detto ancora Saccardi – non si misura soltanto nei rapporti tra poteri pubblici e grandi interessi economici. Si misura anche nella distanza che può crearsi tra cittadini e istituzioni, nella disaffezione verso la partecipazione politica, nella crescita dell’astensionismo e nella convinzione, sempre più diffusa, che le decisioni importanti vengano prese altrove, senza un effettivo coinvolgimento delle persone. La forza della democrazia sta nella capacità di tenere insieme la volontà popolare e i limiti al potere, la partecipazione e le garanzie, la decisione politica e il rispetto dei diritti”.

“Oggi la democrazia liberale è insidiata a tutti i livelli”, dice Pier Ferdinando Casini. “Ha nemici esterni, il primo è l’espansionismo militare della Russia, e nemici interni, pensiamo al bullismo che esercita Trump nei confronti dei suoi alleati e addirittura la defezione nei confronti dell’Ucraina che sta in queste ultime ore praticando. La democrazia liberale è un insieme di pesi e contrappesi, chi vince non è il padrone, oggi si pensa di interpretare il concetto di democrazia come ho vinto, prendo tutto io. Non funziona così”.

Per rafforzare le democrazie in crisi, sostiene Luciano Violante, oggi si dovrebbe “rendere il parlamento, più in grado di decidere. Vedo delle cose inutili, in particolare quelle che si ripetono dall’una all’altra Camera: penso ad esempio, al discorso sulla posizione italiana per il Consiglio europeo che la presidente del Consiglio ha dovuto pronunciare due volte così come alla legge di bilancio. Le cose ripetitive tolgono solidità e autorevolezza alle istituzioni parlamentari, si dovrebbe fare in seduta comune”. E c’è un processo storico che si sta compiendo: “Durante la guerra fredda l’Occidente ha pensato allo Stato sociale, dopo, quando ha pensato di aver vinto, si è orientato sul mercato e questo ha aumentato le disuguaglianze. Oggi, poi, non c’è più l’asse tra Europa e Stati Uniti che faceva da argine alle autocrazie e i sistemi autoritari tendono a prevalere”.

“Le democrazie liberali, quelle di tipo rappresentativo sono in una condizione molto grave”, ha detto il professor Michele Ciliberto, presidente dell’Istituto nazionale di Studi sul Rinascimento, che ha curato l’introduzione ai lavori di oggi. “Si tratta in realtà di una crisi che è esplosa in questi ultimi anni, ma in Italia e non solo in Italia deriva dagli anni Settanta del Novecento, quando si è avviato un processo di disgregazione di una serie di strutture che tenevano insieme la democrazia rappresentativa, i partiti di massa, i sindacati di massa. È qualcosa che viene da lontano e che bisogna afferrare andando alle radici del fenomeno – ha proseguito Ciliberto –, se vogliamo riuscire in qualche modo a contenerlo. Il problema della democrazia, cioè dell’eguaglianza va sempre intrecciato alla questione della libertà. L’eguaglianza è fondamentale, ma si può essere eguali e servi. Il problema è di essere liberi ed eguali, altrimenti possiamo ritrovarci in condizioni che abbiamo già sperimentato nel Novecento, con regimi in cui tutti erano eguali e tutti erano servi”.

Secondo Vannino Chiti, presidente dell’ISRT, “le democrazie liberali sono attaccate, era accaduto anche nel secolo scorso, sembrava che se ne fosse fuori. Invece sono attaccate da forze che vogliono abbattere lo stato di diritto, sono attaccate all’interno dalle disuguaglianze che crescono e che sembrano non avere risposte; e sono attaccate dalle guerre, su cui sembra che le democrazie non abbiano la forza di dire, insieme alla difesa di chi è aggredito, una parola di pace e proporre un progetto di pace. Il ciclo di incontri che comincia oggi vuole approfondire, mettendo a dialogo quattro ex presidenti della Camera dei deputati, due temi che sono collegati: da una parte il futuro delle democrazie e dall’altra quale ordine internazionale si va configurando nello scenario mondiale attuale, dove proliferano le guerre e cresce il riarmo”.

Il prossimo appuntamento è per venerdì 23 ottobre, sempre con inizio alle ore 16 e sempre nel salone delle Feste di palazzo Bastogi, quando saranno a dialogo Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini sul tema del ‘Disordine mondiale, multilateralismo e multipolarismo’. A introdurre il tema del confronto sarà Vannino Chiti.

 

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