12 Maggio 2026

Garante per l’Infanzia: Scaramelli nominato a maggioranza

Ha ottenuto 19 voti. Gli altri due candidati, Trovato e Pistacchi, hanno ricevuto rispettivamente un voto e 14 voti. Le schede bianche sono state cinque

Comunicato n. 0379 - 381
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Firenze – Il Consiglio regionale ha nominato Stefano Scaramelli, che era stato proposto da Casa Riformista, come nuovo Garante per l’Infanzia e l’adolescenza. L’elezione è venuta a maggioranza, con 19 voti di preferenza registrati nel corso del voto segreto effettuato tramite dispositivo elettronico. Gli altri due candidati, Paolina Pistacchi e Luciano Trovato, proposto da Alleanza verdi e sinistra, hanno rispettivamente ottenuto 14 e un voto di preferenza. Le schede bianche sono state cinque.

Prima del voto per la nomina del garante dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Aula ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto – Futuro Nazionale, che dà mandato all’Ufficio di presidenza, di rivedere la normativa sulla figura dei garanti, prevedendo di eleggerli con una maggioranza qualificata, riducendo il tempo del mandato, e rendendo obbligatorie le audizioni in commissione dei candidati alla carica di garante.

Grazie a questo voto, poiché il nuovo testo riassume tutte le richieste esplicitate in altri ordini del giorno, Forza Italia ha ritirato i propri atti di indirizzo (erano indicati con numero dal 390 al 429) e lo stesso ha fatto Fratelli d’Italia, i cui atti di indirizzo andavano dal numero 430 al numero 520.

 

Il dibattito in Aula

Torna in Aula la nomina del nuovo Garante toscano per l’infanzia e l’adolescenza. Prima dell’avvio del dibattito, viene respinta a maggioranza una richiesta pregiudiziale di rinvio dell’atto in commissione presentata da Forza Italia. Il presidente della commissione Affari istituzionali, Vittorio Salotti (Casa riformista), ha quindi illustrato il lavoro della commissione, che ha espresso parere favorevole alle altre due candidature presentate dalle forze politiche – oltre a quella originaria di Stefano Scaramelli, “ci sono arrivate le proposte di Luciano Trovato da parte del capogruppo di Alleanza verdi e sinistra e di Paolina Pistacchi da parte della capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta – e ha rimesso all’Aula la decisione in merito alla nomina

“Le abbiamo provate tutte per ripristinare correttezza, trasparenza e soprattutto dignità alla figura del Garante per l’infanzia”, ha esordito il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (Fratelli d’Italia), che ha confermato l’appoggio alla candidatura di Paolina Pistacchi. “Ruolo delicatissimo, vacante dal maggio 2025, sta al Consiglio regionale attestare comprovata competenza di chi si è candidato. Con Scaramelli non abbiamo niente di personale – ha chiarito Tomasi –, ma non ha i requisiti, nemmeno uno. Così come consideriamo non ricevibile la candidatura di Luciano trovato Abbiamo chiesto le audizioni dei candidati, non si sono volute fare. La questione è tutta politica, si tratta di questioni legate alla ripartizione di posti, al mantenimento di promesse elettorali: un passaggio per noi intollerabile che mina l’autorevolezza e la trasparenza della figura del Garante. Credo che si scriva una brutta pagina, di basso profilo politico. Da domani, cambiamo le norme sulle nomine”.

In risposta a Tomasi, è intervenuto il presidente della Toscana, Eugenio Giani: “Possibile che ci si debba vergognare di fare politica? Non ci sto più. Ho letto la relazione del garante, Scaramelli ha guidato per cinque anni la commissione regionale sanità e sociale (nella legislatura 2015-20, ndr), la più alta funzione per acquisire esperienza e conoscenza. Occorre che la persona abbia sufficiente personalità, competenza e sensibilità politica. La politica – ha aggiunto Giani – ha una funzione alta e nobile”.

Il consigliere Matteo Zoppini (FdI), detto che “Scaramelli è inadeguati e da escludere con decisione”, perché il Garante “deve avere qualificata e comprovata esperienza professionale”, ha illustrato le motivazioni per cui Fratelli d’Italia considera “impresentabile” la candidatura di Luciano Trovato, che indica come “in quest’Aula ci sia ancora chi non ha preso coscienza di quello che è successo al Forteto. Si tratta di un fatto grave – ha dichiarato Zoppini –, l’ennesimo schiaffo che le vittime del Forteto sono costrette a subire da parte della sinistra toscana”. Zoppini ha ricordato il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta sulle vicende del Forteto e richiamato le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo”.

Per la consigliera Marcella Amadio (Fratelli d’Italia), riferendosi alla candidatura di Scaramelli, “aver rivestito questi ruoli come consigliere regionale, sindaco o dipendente di una banca non costituisce comprovata esperienza per svolgere il ruolo del Garante. Credo che il curriculum vero del dottor Scaramelli sia nelle parole abbastanza grottesche che ha utilizzato per spiegare le ragioni della sua candidatura: siamo al mercato delle vacche, davanti a una politica senza pudore. E ci siamo dimenticati – ha concluso Amadio – i protagonisti di questa vicenda: i bambini e i ragazzi, il loro diritto di essere tutelati”.

Il capogruppo di Alleanza verdi e sinistra, Lorenzo Falchi, ha ricordato che “per la figura molto delicata del Garante per l’infanzia la scelta si deve basare fortemente sulle competenze. Ho deciso di presentare la candidatura, che per curriculum, esperienza e storia avesse il profilo migliore. Luciano Trovato – ha proseguito Falchi – riscontra la valutazione positiva di molte associazioni e realtà che operano nel campo dell’infanzia e dell’adolescenza e anche nei banchi dell’opposizione. Infangare e strumentalizzare la sua figura lo ritengo un atto miserabile”.

Per Diego Petrucci (FdI), “la figura del garante è fondamentale, se chi esercita quel ruolo la riempie di significato. Oggi gli adolescenti vivono un periodo molto complicato, soffrono il loro tempo. Ce lo dicono le centinaia di accessi di minorenni ai pronto soccorso per problemi psichiatrici nel 2025 e il moltiplicarsi del ricorso a psicologi e psichiatri anche in età giovanissima. Il Consiglio ha responsabilità di indirizzo politico, in questa occasione – ha concluso Petrucci – abbiamo svilito questa figura in un dibattito miserabile”.

La capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, rivolgendosi al presidente Giani e pur condividendo con lui che fare politica non è una cosa brutta, ha ribadito che se il presidente della Giunta aveva fatto promesse al candidato Scaramelli, di opportunità per mantenere la parola data ve ne possono essere tante. Da qui la riflessione sui mancati requisiti del curriculum di Scaramelli, dei legami con il Forteto dell’altro candidato Trovato che rendono irricevibile una sua nomina, fino ad arrivare alla individuazione di Pistacchi, che al contrario si basa esclusivamente sulle sue esperienze professionali maturate, ha tenuto a precisare La Porta. E ricordando che il voto di astensione è a favore di Scaramelli, la consigliera ha invitato l’Aula a votare in base ai curricula, pensando alle necessità delle fasce più deboli della popolazione.

Parafrasando il presidente della Giunta, secondo Marco Stella (FI) se vale il teorema di Giani, secondo il quale Scaramelli come ex presidente della commissione Sanità e vicepresidente del Consiglio regionale, ha le carte in regola per fare il Garante, il presidente della commissione Bilancio può fare il presidente dell’Abi. Ma nelle altre regioni la storia è diversa, l’incarico di Garante per l’infanzia e l’adolescenza è ricoperto da professori, avvocati ed esperti del settore; “fare politica è un impegno degno, ma occorre capire bene il perimetro entro il quale ci muoviamo”, ha sottolineato, affermando che la figura del Garante va scelta per curriculum e non per tessera di partito.

Delusione per come si è svolta la partita del Garante è stata espressa da Claudio Gemelli (FdI), a partire dai termini delle presentazioni delle autocandidature, dalle mancate audizioni in commissione, fino al colpo di teatro di Giani, che ha cambiato le regole in corso, e alla forzatura sulle modalità di voto, con la scheda bianca che equivale a voto di astensione. “E’ la modalità politica che mi crea disturbo – ha concluso – non si può garantire una autorità indipendente con un soggetto di parte”.

Secondo Jacopo Cellai (FdI) “stiamo giocando una partita che sta andando ben oltre un perimetro comprensivo e logico, siamo arrivati ad un punto di arroganza politica e la fotografia è nitida: non è il momento di Scaramelli”. La conferma viene anche dal silenzio della politica, con il segretario regionale del Partito democratico, solitamente sempre loquace, che su questa questione non si è pronunciato, ma soprattutto – secondo il consigliere – dal voto di Palazzo Vecchio, che si è espresso negativamente in modo pressoché unanime nei confronti di Scaramelli.

Di figura del Garante utilizzata per fine politico ha parlato anche Vittorio Fantozzi (FdI), invitando la maggioranza a trovare una sintesi al proprio interno. Qui siamo di fronte ad “una sorta di eremo con l’abate Bezzini e con la madre guardiana Saccardi che invita a votare”. Non solo, secondo il consigliere il presidente della Giunta avrebbe potuto curare meglio l’iter procedurale della nomina, ed evitare a Scaramelli questo tipo di trattamento.

Quale allora la dignità della politica? Alessandro Capecchi (FdI) non ha alcun dubbio: “questa si garantisce rispettando il ruolo del Consiglio regionale, che ha compiti di controllo e di indirizzo nei confronti della Giunta regionale”. Secondo il consigliere, il Governatore non può condizionare la nomina dei Garanti e quella di Scaramelli corrisponde ad una compensazione politica: “per onorare una cambiale elettorale vanno prima modificate le leggi”, ha concluso, auspicando un recupero dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Assemblea toscana.

Luca Rossi Romanelli (Avs) ha definito la proposta di nomina di Scaramelli frutto della composizione della precedente maggioranza, mentre oggi questa è garantita da ben quattro componenti, riconoscendo di non essere riusciti a trovare la convergenza sul Garante, ed esprimendo rammarico sulla mancata valorizzazione della voce della società civile e sul “kamasutra” interpretativo dei regolamenti e delle leggi. “Sarebbe auspicabile, idealmente, che l’oggetto del casus belli facesse un passo indietro”, ha affermato il consigliere, augurandosi che la maggioranza possa recuperare coesione. “Facciamo in fretta perché di questo spettacolo non ne possiamo più”, ha concluso.

Alla fine della discussione generale, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha proposto la convocazione dei capigruppo. A favore si è espressa la capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, sottolineando anche la disponibilità a ritirare tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati, “affinché questo spettacolo indegno possa finire al più presto”.

(testo di Sabdro Bartoli, Luca Martinelli e Paola Scuffi)

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