Fidi Toscana: necessario aggiornare le strategie di potenziamento
In Aula la comunicazione della Giunta sugli strumenti di intervento regionale a sostegno dell’economia. Ritirati, dopo la discussione in aula e la replica dell’assessore, gli atti collegati presentati da Pd, Lega e Fratelli d’Italia per discutere un atto unitario da votare in commissione Sviluppo economico
Firenze – “E’ necessario sospendere la procedura di cessione della partecipazione di maggioranza fin qui attivata, che si ritiene di rinviare ai futuri Piani di razionalizzazione delle partecipazioni regionali”. Così nella comunicazione della Giunta “Aggiornamenti in merito alla strategia di potenziamento e innovazione degli strumenti di intervento regionale a sostegno dell’economia toscana: Fidi Toscana, Sviluppo Toscana e Sici Sgr”, che l’assessore regionale all’Economia, Leonardo Marras, ha esposto nella seduta di ieri pomeriggio (martedì 29 ottobre) del Consiglio regionale della Toscana. Un documento lungo e dettagliato di cui Marras ha condensato i punti salienti e sul quale si è sviluppato un lungo e intenso dibattito al termine del quale la replica dello stesso Marras ha indotto Pd, Lega e Fratelli d’Italia a ritirare gli atti di indirizzo collegati per discutere, nella commissione Sviluppo economico, il testo di un atto di indirizzo condiviso da tutti i gruppi consiliari.
Marras ha ricordato come Fidi Toscana in questi 50 anni abbia svolto tantissime funzioni e abbia ricoperto “un ruolo straordinario di accompagnamento dell’economia regionale”. Ha sottolineato tuttavia come in questa fase “abbia bisogno di essere riprofilata per non sovrapporsi all’attività di Sviluppo Toscana e di ricercare nel mercato le sue nuove ambizioni, facendo scendere il livello di controllo della Regione, secondo confini, regole e condizioni coerenti con le strategie regionali”.
“Questo ha portato al rafforzamento del ruolo e dell’organizzazione di Sviluppo Toscana – ha continuato l’assessore – e a dotarsi di professionalità molto qualificate”. Marras ha inoltre ribadito come sia stata realizzata una nuova governance e che è stata depositata presso il Consiglio regionale la proposta di legge per la modifica della disciplina per i requisiti del direttore generale.
L’assessore ha poi riassunto le fasi del tentativo di collocazione sul mercato (che la comunicazione della Giunta riporta in modo dettagliato), ricordando come non siano pervenute proposte adeguate.
“A Sviluppo Toscana chiediamo quindi di cambiare atteggiamento rispetto agli ultimi 10 anni e di proporre un nuovo piano industriale che vada nella direzione di un servizio alle piccole e medie imprese e di ritrovare un’intesa col sistema bancario”. Un piano industriale che Marras ha definito “una sfida alla storia”, annunciando che sarà presentato in occasione del 50esimo anniversario di Fidi Toscana, a significare la volontà del suo rilancio.
Su Sici Sgr Marras ha spiegato invece come non solo la possibilità di creare una società in house con la Regione Umbria (che già ne deteneva una quota di capitale) sia decaduta, ma che l’Umbria ha addirittura deciso di uscire da Sici. “Dovremmo dunque tenere conto della dismissione della partecipazione dell’Umbria e del percorso di acquisto della partecipazione totalitaria da parte di Sviluppo Toscana per conto di Regione Toscana – ha detto – . Ci vorrà il tempo necessario perché questi momenti possano essere realizzati parallelamente, ma è nostro interesse che ciò avvenga rapidamente, perché nella nostra programmazione abbiamo previsto almeno 20 milioni di euro per la partecipazione al capitale di rischio per le start-up innovative e portato altre risorse per la cosiddetta finanza alternativa che favorisca il ricorso delle piccole imprese a forme di finanziamento di semi equity”.
Il dibattito in aula
Ad aprire il dibattito – sulla comunicazione della Giunta regionale “Aggiornamenti in merito alla strategia di potenziamento e innovazione degli strumenti di intervento regionale a sostegno dell’economia toscana: Fidi Toscana, Sviluppo Toscana e Sici Sgr” – è stato Diego Petrucci (FdI), che è partito dalle dichiarazioni del presidente Eugenio Giani del 2020 per sottolineare come da allora tutto sia cambiato. “Vi siete candidati pensando di andare al mare e invece vi siete persi, vi siete ritrovati in montagna ed oggi non sapete che strada prendere: dopo aver abbandonato la società tutta pubblica e in house, avete iniziato a parlare di vendita e co-vendita – ha continuato il consigliere – quando la nostra regione avrebbe davvero bisogno di una finanziaria all’altezza”. “La vicenda di Fidi è lo specchio del fallimento della Giunta Giani – ha concluso Petrucci – ed è la dimostrazione di un salto triplo carpiato”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Galli (Lega) che, dopo aver ripercorso il ruolo di Fidi negli anni, si è soffermato sull’operato delle banche che hanno perso la dimensione locale, e si sono caratterizzate sempre più dalla esasperata ricerca del profitto, non riuscendo ad offrire adeguate e concrete risposte al rilancio della finanziaria. Ma il vero errore, secondo il consigliere, è stato quello di legittimare due soggetti diversi, Fidi da un lato e Sviluppo Toscana dall’altro, finendo per trovarsi in “una sorta di labirinto dove si rischia di smarrire la strada”. Da qui la proposta, “per evitare una lenta agonia”, di definire una efficace strategia industriale regionale chiamata ad operare sulla gestione delle risorse, su nuove forme di garanzia al credito e sul sostegno al terzo settore. “Ancora una volta siamo noi a fare proposte – ha concluso – ma la politica finanziaria regionale, così come quella fieristica, hanno davvero fallito”.
“Sono il terzo consigliere dell’opposizione che intervengo, probabilmente per la maggioranza è sufficiente la comunicazione dell’assessore Leonardo Marras”. Così ha esordito Andrea Ulmi (Gruppo Misto – Merito e lealtà) che, dando per acquisita la lettura della comunicazione, ha parlato di tre società che si intersecano e che non riescono a dare risposte efficaci alle aziende ed ai toscani. “Le nostre imprese hanno bisogno di essere sostenute non solo economicamente, ma anche con un supporto strategico-operativo e di consulenze tecniche – ha affermato – ma finché i Consigli di amministrazione saranno usati come poltronificio che risponde alla politica, anziché alle logiche di mercato, questo non sarà possibile”.
Ripercorrendo la storia di Fidi negli anni, Anna Paris (Pd) ha sottolineato come le diverse comunicazioni svolte in Aula proponessero contenuti condivisibili, capaci di rappresentare lo stato dell’arte. E partendo dalla caratteristica di fondo di Fidi con la proprietà, da un lato della Regione, e dall’altro di diversi soggetti bancari, si è soffermata sui tempi che mutano soprattutto nella interlocuzione con le banche, rivendicando, nonostante le problematicità riscontrate nel corso degli ultimi anni, il risanamento della società. “Sono fiduciosa e credo nel nuovo Piano industriale di Fidi – ha concluso – auspicando anche la possibilità di interessare investitori internazionali”.
Di “situazione complessa e di clamorosa marcia indietro, rispetto ad un percorso cui la Regione aveva creduto” ha parlato Elisa Tozzi (FdI). “Oggi si apre una strada nuova e siamo chiamati a mettere in campo, imprescindibilmente, quegli strumenti di cui la Toscana ha bisogno”, ha affermato la consigliera, per supportare il tessuto produttivo e per dare maggiore organicità alla programmazione complessiva. “Auspico che il dibattito sia costruttivo – ha concluso Tozzi – e se oggi abbiamo fissato un punto, e stiamo ripartendo da capo, è nostra la responsabilità di garantire il successo di una operazione dal senso compiuto, nell’interesse della Toscana e del suo tessuto produttivo”.
“Perplesso sulle tempistiche, a meno di un anno dalle elezioni regionali”, Marco Casucci (Lega): “il tempo che non avete più lo prenderemo noi”, ha affermato rivolgendosi alla maggioranza. Quella stessa maggioranza che, sul fronte di Fidi Toscana, consegna “una fotografia venuta male”, avendo cambiato idea, e quindi avendo “preso in giro i cittadini”. Fidi Toscana sta per compiere cinquant’anni di vita, ma grazie alla Giunta toscana “rischia di celebrare un compleanno amaro, senza una visione a lungo termine”. Da qui alcune domande: quanto tempo occorrerà a Fidi per potenziare il nuovo piano industriale ed a Sviluppo Toscana a rafforzarsi? Anche su Sici la creazione di una unica società in house con l’Umbria è tramontata, ed i “tempi si allungano”.
Di tutt’altro tenore l’intervento di Vincenzo Ceccarelli (Pd) che, ringraziando l’assessore per la comunicazione, ha sottolineato come il “percorso” si sia sempre “svolto in trasparenza”. Non a caso, quando Fidi Toscana iniziava ad avere problemi di operatività e di bilancio, fu individuata in Sviluppo Toscana la società chiamata a svolgere un ruolo a sostegno dell’economia e delle imprese, con Sici società in house seppur indiretta. “Adesso siamo alla ricerca di un modello di business adeguato, tra attività strategiche, fondi Pnrr, azioni in campo ambientale e sostegno al terzo settore – ha affermato – credo sia opportuno continuare a individuare nuovi campi di azione e di rilancio, e sono convinto che l’assessore raggiungerà gli obiettivi che ci siamo prefissati. “Marras – ha concluso – non è certo un soggetto da salto triplo carpiato”.
Il consigliere Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia) riferisce come “da presidente della commissione Controllo abbiamo audito il presidente Petretto, Fidi costituisce un patrimonio della Regione su cui il Consiglio dovrebbe vigilare e si dovrebbe riflettere sulla funzione della commissione di Controllo: serve un’interlocuzione più approfondita e si dovrebbe stabilire una circuitazione dei documenti per mettere la commissione nella possibilità di fare completamente le proprie verifiche. Il Consiglio può e deve esercitare funzione di controllo delle partecipate. Il meccanismo dell’informativa diventa patologico. Ci vuole un’analisi più approfondita per compiere scelte consapevoli”. Riguardo ai conti di Fid, sostiene Capecchi, “c’è stata una dismissione importante di professionalità che ha permesso di migliorare i conti. Nessuno gioca alla meno su Fidi, ora, dopo un’operazione che era stata data per fatta e che non è andata a buon fine, c’è la volontà di migliorare le proposte. Quanto ai rapporti col mondo bancario, bisogna capire se i soci privati credono in questo soggetto”.
Secondo Massimiliano Riccardo Baldini (Lega), “Fidi Toscana è una sorta di fiume carsico, appare e scompare senza mai trovare un percorso credibile. Si tratta di una realtà importante, tanti soggetti economici dei nostri territori vi avevano visto un punto di riferimento, ma ora il quadro rischia seriamente di essere compromesso sino in fondo. Già la serie d’iniziative per sostenere questa compagine è apparsa sin dall’inizio debole. Lo si è percepito in tante occasioni di confronto in commissione: tanti interlocutori hanno fatto trasparire la scarsa credibilità del percorso che la Regione aveva intrapreso”. Un percorso, prosegue Baldini, “che segna le difficoltà dell’amministrazione regionale, c’è poca chiarezza”.
“Attendevo da tempo questa comunicazione: mi aspettavo di più”, esordisce la capogruppo della Lega, Elena Meini. “Già da anni abbiamo espresso dubbi e speravamo di non aver ragione, ma purtroppo ora siamo forse a un bivio di non ritorno. Fidi ha un legame con il sistema bancario, ma oggi vive grazie esclusivamente al proprio patrimonio”, per la capogruppo “ci sono state scelte strategiche errate, ci vuole il coraggio di ammettere di aver sbagliato. Nemmeno di Sici sappiamo quando si concluderà processo di acquisizione. Sviluppo Toscana ha acquisito mole importante di personale e oggi ci presenta un bilancio in perdita. Alcuni punti della relazione ci dicono che l’unico futuro di Fidi Toscana è quello della chiusura. Serve un chiarimento: c’è stata una mancata e fattiva collaborazione degli istituti bancari? Abbiamo il dovere e dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Dobbiamo capire a cosa si dovranno rivolgere i nostri distretti industriali e le nostre aziende, se ci sarà una finanziaria regionale, se sarà chiusa o se ci sarà una scelta coraggiosa, quella di acquisire totalmente Fidi e inglobarla in Sviluppo Toscana. Avevamo parlato già tre anni fa un sistema fieristico regionale, ora stiamo andando in quella direzione”.
Marco Landi (Lega): “Se dovessimo andare a vedere quello che hanno dichiarato Giani o l’assessore, su quella che doveva essere la mini-Iri, arriviamo a capire che chi sale sulla vostra barca non ha una direzione precisa. Torniamo all’ipotesi privatizzazione dell’aprile 2022: in quel momento si dice che Fidi Toscana non è in grado di assicurare la continuità aziendale con l’attuale configurazione e trasformarla in società in house richiederebbe un esborso di oltre venti milioni difficilmente reperibile. Questo ha comportato passaggi di non poco conto, si sono spesi dei soldi, si traccia un percorso che non viene portato a termine. Si cerca di scongiurare la caduta libera con il trasferimento del personale. Su Sviluppo Toscana, c’è uno scontro tutto politico tra le varie anime della maggioranza, dissidi che hanno segnato anche il destino di Fidi Toscana”.
La replica dell’assessore Leonardo Marras parte dalle “ultime questioni sollevate dalla capogruppo Meini. Ricordo che stiamo confermando l’indirizzo sulla Sici, che dev’essere tutta pubblica per essere configurata in house. Avevamo anche accarezzato l’ipotesi di una in house condivisa con la Regione Umbria, ma non si è concretizzata. Di conseguenza, abbiamo messo a disposizione 6milioni e 700mila euro per l’acquisto al 100 per cento. Mai avuta una contraddizione in questo senso, non abbiamo mai deviato da questo percorso. Quanto alle perdite di Sviluppo Toscana – prosegue l’assessore –: il bilancio 2023 è in perdita e probabilmente ci sarà uno scostamento anche nel 2024, alla luce delle modalità di retribuzione, ma nel 2025 ci sarà probabilmente un extra utile, per l’andamento economico che può avere alti e bassi. Il Piano industriale che si richiede è nuovo, dato che il tentativo di riposizionamento sul mercato non si farà più. Non c’è un motivo di critica particolare verso le banche – avverte Marras –, cerchiamo di capire quale può essere il loro interesse”. A giudizio dell’assessore, “non c’è dubbio sul fatto che il cinquantesimo anniversario sarà un momento di rilancio importante per Fidi Toscana e per il rapporto che questo soggetto ha sul mercato finanziario toscano”. Ricorda Renato Pollini, “tra i tanti padri che l’hanno fatta nascere nel 1975, già sindaco di Grosseto, assessore regionale al bilancio in quel momento, poi senatore della Repubblica, tesoriere del Pci fino al 1989. Lui l’ha fatta nascere e di certo io non la farò morire. È un impegno morale prima che politico. Ci sono tutti gli spazi perché questo possa avvenire”.
Ora, conclude Marras, “abbiamo Sviluppo Toscana, stiamo facendo un’operazione di chiarificazione, non di sovrapposizione. Il percorso che avevamo avviato non era facile, è difficile vendere qualcosa che costa molto, ma era giusto tentare. Né possiamo pensare di svenderlo. Il compratore non l’abbiamo trovato, è un errore? Ritengo sia un dovere prendere atto che il compratore non c’è. Nessuno sta pensando di ricapitalizzare. Abbiamo fatto qualcosa di diverso da quello che avevamo annunciato? Abbiamo cercato di risparmiare oltre venti milioni, che avremmo dovuto spendere per fare ciò che facciamo oggi senza spendere una lira in più”.
(testi a cura di Angela Feo, Paola Scuffi e Sandro Bartoli)




