Eventi: il documentario ‘Carlo Monni, come un grillo nell’uragano’ in Consiglio regionale
L’opera di Romeo e Valentino Conte, selezionata alla 21esima Festa del Cinema di Roma nella sezione Storia del Cinema, è stata presentata a palazzo del Pegaso
Firenze – Carlo Monni, attore, poeta, uomo di teatro e figura irripetibile della cultura toscana, torna al centro della scena con Carlo Monni, come un grillo nell’uragano, il documentario di Romeo Conte e Valentino Conte selezionato alla 21esima Festa del Cinema di Roma, nella sezione Storia del Cinema.
L’opera è stata presentata in una conferenza stampa, giovedì 8 ottobre, nel Media Center Sassoli di palazzo del Pegaso, e verrà proiettata in prima assoluta venerdì 16 ottobre alle 17 e 15 presso la Casa del Cinema, Sala Cinecittà.
Il documentario nasce da un progetto fortemente voluto dal regista Romeo Conte, con l’intento di restituire valore e memoria alla figura artistica e umana di Carlo Monni, andando oltre i personaggi e i ruoli che lo hanno reso popolare per raccontarne la complessità, le radici, la poesia e il rapporto profondo con la cultura e la terra toscana. Dopo la scomparsa di Romeo Conte, avvenuta nel 2024, il progetto è stato portato avanti e condotto a compimento dal figlio Valentino Conte, proseguendo il percorso di ricerca e di regia costruito insieme al padre. Un passaggio che ha inevitabilmente aggiunto al film una dimensione ancora più intima.
A posteriori, Valentino riconosce infatti alcune profonde affinità tra Romeo e Carlo Monni: le origini legate al mondo contadino, una vena artistica capace di manifestarsi ben oltre il proprio mestiere, un carattere creativo e indipendente, talvolta scomodo, ma allo stesso tempo generoso e sanguigno. Non è possibile sapere quanto Romeo stesso avvertisse queste somiglianze, ma oggi esse conferiscono al progetto una risonanza ulteriore. Carlo Monni, come un grillo nell’uragano guarda così a Monni non soltanto come interprete, ma come uomo profondamente legato alla propria terra e al proprio temperamento, portatore di una libertà artistica e umana difficilmente addomesticabile.
Il documentario ricostruisce il ritratto di una personalità capace di attraversare cinema, teatro, poesia e cultura popolare mantenendo intatta una propria identità. Un viaggio nella vita e nell’universo di Carlo Monni attraverso ricordi, testimonianze e materiali che restituiscono il volto meno conosciuto di un artista entrato nell’immaginario di più generazioni.
Al progetto, a cui ha collaborato nelle fasi iniziali anche l’amico e attore Luigi Delli, hanno preso parte numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Bobo Rondelli, Alessandro Benvenuti, Alessandro Haber, Ugo Chiti, Antonio Petrocelli, Anna Meacci, Giovanni Veronesi, Lucia Poli, Vauro, Marco Messeri, e molti altri che attraverso le loro testimonianze contribuiscono a ricomporre il mosaico umano e artistico di Monni.
“Carlo Monni è stato molto più di un grande attore. È stato una voce autentica della Toscana, capace di portare nel cinema, nel teatro e nella poesia il carattere della nostra terra: l’ironia, la ruvidità, la fantasia, la libertà e quella straordinaria umanità che lo rendeva immediatamente riconoscibile” ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi. “Per questo – ha proseguito – siamo particolarmente felici che un documentario come ‘Carlo Monni, come un grillo nell’uragano’ arrivi alla Festa del Cinema di Roma. Raccontare Monni significa infatti custodire una parte importante della nostra identità culturale e consegnarla anche alle nuove generazioni. C’è poi qualcosa di profondamente toccante nella storia di questo film: un progetto nato dalla passione di Romeo Conte e portato a compimento dal figlio Valentino. È un modo bellissimo di tenere viva una memoria, trasformando un’eredità personale in un racconto che oggi può appartenere a tutti”.
“Nella scorsa legislatura – le parole del vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo che ha inviato un videomessaggio – a dieci anni dalla scomparsa di Carlo Monni, abbiamo condiviso con piacere l’idea di costruire un docufilm che lo ricordasse attraverso le parole e le testimonianze di tanti altri personaggi dello spettacolo e della cultura toscana. Oggi è per noi motivo di grande soddisfazione sapere che questo lavoro potrà essere proiettato in anteprima, tra qualche giorno, a un evento importante e di rilievo come il Festival del Cinema di Roma. Monni non è stato soltanto un grande attore: è stato un poeta, un uomo di teatro, una voce libera e inconfondibile della nostra cultura. Ha raccontato la Toscana più vera, con la sua ironia, la sua generosità e la sua schiettezza. E noi abbiamo voluto contribuire a trovare un modo per ricordarlo, come abbiamo fatto sempre qualche anno fa anche con un altro grande toscano come Francesco Nuti. Custodire il ricordo di chi ha dato voce alla nostra identità, alla nostra toscanità, significa dare radici alle nuove generazioni ed è anche questo che ci ha spinto a sostenere questo documentario e altre iniziative che sono andate e che vanno in questa direzione”.
Valentino Conte, che ha firmato il documentario con il padre Romeo, ha voluto partecipare inviando un videomessaggio: “Carlo Monni, come un grido nell’uragano è un progetto che mio padre ha iniziato nel 2021. Molti anni dopo la scomparsa di Carlo. Il punto di partenza è stato enorme, con tanto materiale e oltre ventiquattro ore di interviste, testimonianze e ricordi. È stato un lavoro molto intenso di montaggio e di costruzione narrativa che ho avuto la fortuna di condividere con Romeo anche negli ultimi momenti della sua vita”.
“Questo per me – ha spiegato – è un aspetto molto importante perché alcune delle sue scelte sono rimaste dentro al progetto fino alla fine. Dopo la sua scomparsa ho continuato quel lavoro cercando di portarlo a compimento senza irrigidirlo. Mantenendo quella libertà che aveva caratterizzato fin dall’inizio il modo di affrontare il materiale. Dentro al documentario si possono riconoscere diversi capitoli che hanno come filo conduttore l’amore. L’amore per il cibo, per la poesia e per il gioco. La struttura è molto fluida quasi come una lunga conversazione tra persone che lo hanno conosciuto frequentato, amato, discusso e osservato da diversi punti di vista. È proprio attraverso le loro voci che Carlo poco alla volta prende forma. E in questo percorso voglio ringraziare anche Luigi Delli, amico di Carlo, che è stato molto vicino a Romeo”.
“È un documentario fortemente voluto per tramandare anche alle nuove generazioni la memoria di quell’artista incredibile che era Carlo: poeta, attore e musicista, con la genuinità che solo un toscano può avere”, affermano Silvia Groppa e Matteo Cichero, tra i produttori del film con i coproduttori Fabrizio Guarducci e Valentino Conte. La realizzazione è firmata da Associazione Culturale Visione, New Solid, Filmarea e Fair Play, con il sostegno del Consiglio Regionale della Toscana, del Comune di Campi Bisenzio, della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e di Alma S.p.A.
È intervenuto alla conferenza stampa anche il sindaco di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri: “Un grande onore, ma anche una grande emozione la presentazione del documentario su Carlo Monni. Un progetto importante a cui come Comune abbiamo voluto partecipare in maniera attiva, perché Carlo Monni ha rappresentato per Campi Bisenzio uno dei suoi più grandi artisti e uno dei suoi più grandi padri. Tanto che il teatro metropolitano Dante dal 2014 porta il suo nome. Una figura che incarnava in maniera molto importante la campigianità e la fiorentinità. Ma lui era un artista italiano e che il documentario sia stato selezionato alla Festa del Cinema di Roma è il riconoscimento più grande per questo lavoro e per la figura di Carlo Monni”.
La selezione alla Festa del Cinema di Roma rappresenta il primo importante appuntamento pubblico di un progetto nato per conservare e trasmettere la memoria di Carlo Monni e che, dopo la scomparsa di Romeo Conte, assume anche il valore di un’eredità artistica e affettiva: un film iniziato da un padre e portato a termine da un figlio, per raccontare un uomo e un artista che ha fatto della libertà la propria cifra più autentica.
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CARLO MONNI, COME UN GRILLO NELL’URAGANO
Regia: Romeo Conte, Valentino Conte
Italia, 2026 – Documentario
Festa del Cinema di Roma 2026 – Storia del Cinema
Prima assoluta: 16 ottobre 2026, ore 17.15
Casa del Cinema – Sala Cinecittà, Roma
Produzione: Associazione Culturale Visione, New Solid, Filmarea e Fair Play
Con il contributo di: Consiglio Regionale della Toscana, Comune di Campi Bisenzio, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Alma S.p.A.
Le dichiarazioni in video
La dichiarazione di Andrea Tagliaferri, sindaco di Campi Bisenzio
La dichiarazione di Silvia Groppa, produttrice del docufilm
La dichiarazione di Matteo Cichero, produttore del docufilm
La dichiarazione di Luigi Delli, amico di Carlo Monni











