23 Febbraio 2026

Eventi: ‘Elle come Luana’, per non dimenticare

Presentato il poemetto di e con Ugo De Vita, con collaborazione al testo di Emma Marrazzo, la madre di Luana, la giovane operaia morta sul lavoro a Montemurlo il 3 maggio 2021

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Firenze – Era il 3 maggio 2021 quando Luana D’Orazio, giovane operaia, moriva sul lavoro a Montemurlo (Prato). Ed oggi, per ricordarla, in sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, è stato presentato il poemetto in versi e prose di e con Ugo De Vita, con la collaborazione al testo della mamma di Luana, Emma Marrazzo.

“Elle come Luana – Tributo a Luana D’Orazio”, proposto la scorsa settimana in anteprima a Roma, alla Camera dei Deputati, è approdato oggi in Assemblea toscana, per iniziativa del consigliere regionale Francesco Casini; il testo sarà successivamente presentato a Prato l’11 marzo, presso la Galleria 93 Arte Contemporanea, e per volontà della famiglia si terrà una replica anche a Fucecchio, comune che si è distinto per la vicinanza a familiari ed amici della ragazza, intitolando anche il monumento ai Caduti sul Lavoro in piazza XX Settembre.

La vicenda giudiziaria, conclusa col patteggiamento dei proprietari e le pene definite con la condizionale a due anni ed un anno e mezzo per omicidio colposo e l’assoluzione del manutentore, non può essere accettata da Emma Marrazzo. “Continuo nella mia lotta per gridare al mondo intero l’ingiustizia subita da mia figlia. Ho collaborato con Ugo De Vita, che ha capito il mio dolore, ed anche se è stata dura, se ogni volta è un’emozione che fa male, non mollo e proseguo la battaglia, nel nome di Luana e di tutte le vittime sul lavoro”. Questa la voce accorata di una madre, di una donna, di una testimone, che chiede di intervenire, con la commissione sulle morti sul lavoro, con la Procura nazionale del lavoro, ma anche con il teatro civile, per smuovere le coscienze e, accanto alla legge, dar vita a un comune sentire, per portare un fatto a diventare pubblico. È nato così il poemetto “Elle come Luana”, con Ugo De vita, scrittore ed attore, che dal maggio 2025 aveva deciso di dedicare il suo lavoro alla storia della giovane, confrontandosi con la madre, per raccontare al meglio una storia attraverso uno “spettacolo forte”, grazie a parole asciutte, vere, taglienti.

“Quando si aprono le porte di un dolore così grande sento di aver fatto bene il mio lavoro – ha sottolineato l’autore/interprete – É come se rivedessi scorrermi innanzi agli occhi i volti dei familiari delle vittime, per ciò che ho portato in scena…. Ora che per Luana la legge ha fatto il suo corso, con un omicidio colposo riconosciuto a sentenza, vale la pena gridare in versi che le morti sul lavoro sono una piaga inaccettabile per un paese civile”.
Da qui l’urgenza di raccontare la tragedia di Luana D’Orazio, non per vendetta ed odio ma per amore di verità.

Scoccavano le 9.46 di quella mattina del 3 maggio 2021, ed a causa di un orditoio i cui sistemi di sicurezza erano stati manomessi, “Lullabi” – così la chiamava la mamma da piccola – incontrava il suo destino tragico, diventava un numero che si aggiungeva ad una lista di morti ingiuste. “Dietro quel numero provate a mettere me e tutti i familiari delle vittime sul lavoro”, ha quasi supplicato Emma.

Ed il Consiglio regionale ha risposto all’invito con l’iniziativa di questa sera, per fare memoria e per dare voce a chi resta.

“La memoria di Luana D’Onofrio – ha detto la presidente del Coniglio regionale Stefania Saccardi – è una ferita ancora aperta per tutta la nostra comunità: una morte ingiusta, che richiama ogni giorno l’urgenza di garantire sicurezza e rispetto delle regole nei luoghi di lavoro. Gli incidenti sul lavoro restano una vera emergenza nazionale e impongono responsabilità chiare e controlli efficaci. La Regione Toscana è e continuerà a essere impegnata con determinazione, in sinergia con le istituzioni competenti, per assicurare lavoro dignitoso, giusto e sicuro. Ringrazio Ugo De Vita per questo momento di riflessione e rivolgo la mia personale vicinanza, insieme a quella del Consiglio regionale alla famiglia di Luana.”

“Ricordare Luana D’Orazio significa ricordare tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno perso la vita sul lavoro. Dietro ogni numero c’è una famiglia spezzata e una comunità ferita. La sicurezza non è un costo, ma un dovere morale e istituzionale. Siamo lieti di aver potuto contribuire ad ospitare questa iniziativa in Consiglio regionale: deve essere solo la prima di una serie di appuntamenti e azioni concrete che porteremo avanti sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Trasformare il dolore in responsabilità è un impegno che non può fermarsi”, ha dichiarato il consigliere regionale Francesco Casini.

Ed in una sala Gonfalone quasi sospesa, grazie alla musica che accompagna l’interpretazione di De vita, la sicurezza e la dignità sul lavoro sembrano allargare il raggio d’azione. Con l’assessore del comune di Firenze, Dario Danti, che prende la parola, la sicurezza e la dignità riguardano più contesti, non solo il lavoro ma anche la scuola, “ed il teatro civile, come quello di oggi, è fondamentale per educare e costruire”. Lo sanno bene i genitori di Niccolò Ciatti, presenti in sala.

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Estratto del poemetto

 

Elle

Elle come Luana. …

Iddio dammi la forza

ti prego!

Per me Luca, Alessio, Franco

Iddio padre

tu che mi hai chiamata

a questa prova, ti offro

mio dolore di madre,

come quello di Maria sotto la croce,

saprò sopportare questo peso?

Tu puoi

darmi forza e con essa

la grazia

Che non sia mai più più più

“mai e sempre” si posson dire?

 

Lulla …Lullabi così ti chiamavo..

A tre anni cominciasti a parlare

e dopo quante parole amore mio.

Tutte le parole del mondo …

Lullabi dove sei?

 

Vorrei averti qui ora,

non per fare chissà cosa,

per dirti: “bella di mamma”

dammi la mano …

come quando da piccola traversavamo a strada

davanti casa.

O quando ti portavo a scuola.

Non preoccuparti mamma

E quella volta che

“la maestra capirà vedrai …”

e va bene

“Allora sei brutta”

Ma come fai

a non piacerti

Lullabi …

Ho capito che

ti sei spaventata

Hai fatto un salto all’indietro …

Se non mi fossi scansata a tempo…

Ho avuto paura

E un posto segreto

la valle delle lacrime

Si lo è

É sempre come se ci fossero

Le prime luci dell’alba

E in terra sabbia polvere e sassi

del grigio del cielo

Tutto là é grigio

É spento

Terra e cielo si possono confondere

Ammesso che la calotta

venata di cobalto sia un cielo.

Questo vedo e tu … non ci sei

Ti cerco

ma non ci sei Luana

Ora ti scrivo al cellulare

Come ho fatto ieri

È inutile ma mi è di aiuto

 

Ho fatto un sogno ieri

Ma non lo ricordo mi capita

non ricordare i sogni

Dicono che sia per mancanza

di concentrazione

Può essere.“Non so più chi sono”

Né dove sono …

Dicono che capiti quando

accade una tragedia

Tragedia  viene da Tragos…

“Agnello sacrificale” significa e

tu “bimba mia” sei l’agnello

 

Quel giorno era il giorno.

E suonavano mandolini alle finestre …

di note azzurre.

Avevi dormito da Alberto

le cagnoline Magghy e Sofia

avevano abbaiato a lungo

quel mattino …per farti perdere tempo

Il tempo.

 

Alberto disse nel salutarti “mandami un messaggio dal lavoro quando puoi…”

Posata é la trottola per terra

E l’apparecchio mettendosi a girare

di triste misericordia

Si fece mostro del corpo disarmato

 

Chiedi perché bimba mia?

Perché non c’è più tempo.

Il tuo ultimo bacio

La sera prima

si è stato la sera prima …

 

Del tuo ultimo giorno

di fabbrica

ma tu e noi tutti

lo ignoravamo

 

Non sai che quella é

l’ultima volta

Non lo sai.

Dalla lontananza

E il quotidiano

Non ne avverti la portata.

E poi quel fotogramma

ti si stampa nella mente.

Ci accompagnerà a lungo

Così è per chi resta.

Dove sei …

 

Ugo De Vita (Roma,1961), autore, attore, docente universitario italiano.

Diplomatosi alla Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio D’Amico”, ha conseguito laurea e specializzazione americana in Psicologia Clinica. Dopo gli esordi con Dario Fo e Franca Rame, ha lavorato e diretto in Italia e all’estero, tra gli altri: Mario Scaccia, Flavio Bucci, Nando Gazzolo, Riccardo Cucciolla, Jose Quaglio, Ivana Monti, Duilio Del Prete, Elisabetta Pozzi, Michele Placido, Ileana Ghione, Alessandro Haber, Anna Miserocchi, Valentina Cortese, Gabriele Lavia, Franco Castellano, Lucia Poli, Paola Quattrini, Lino Capolicchio ecc

Ha doppiato per il cinema e la televisione oversound in Rai. È stato la voce di Gesù nel Vangelo a cura di Monsignor Ravasi per Radiorai.

È considerata tra le voci più belle del nostro teatro civile distinguendosi negli allestimenti su: Cucchi, Vannini, Ciatti, Welby, Coco, Casalegno, Borsellino, Falcone Melone (prima vittima militare risarcita per l’Uranio impoverito), Ustica, “Elle come Luana” portata a Roma alla Camera dei Deputati.

Ha pubblicato saggi e romanzi con Vallecchi, Bulzoni, Passigli e Polistampa editore.

Ha avuto cittadinanza onoraria di Marradi (Firenze) per aver dato lustro all’opera di Dino Campana, “Chiavi della Città” di Ladispoli per il dramma di Marco Vannini, e Ambasciatore per la Cultura della Città di Firenze nel mondo, onorificenza consegnatagli a Palazzo Vecchio.

Autore di due film per la Rai e una mini serie per Raidue, é curatore del Master universitario “Officina della poesia il teatro e le arti”, ha dato nei mesi scorsi vita ad un Comitato di artisti per  l’Osservatorio nazionale per i Diritti civili per il teatro e le arti.

 

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Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana