15 Giugno 2026

Europa: in commissione il ruolo della Rete europea tra regioni per l’innovazione in agricoltura, cibo e silvicultura

Le audizioni nella seduta congiunta delle commissioni Sviluppo economico e Politiche europee, presieduta da Irene Galletti (M5S)

Comunicato n. 0491
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Firenze – Presentare la rete Eriaff (European Regions for Innovation in Agriculture, Food and Forestry), i progetti e le proposte scaturite dalla Conferenza Annuale che si è tenuta ad Amsterdam nel maggio scorso per fornire alle commissioni del Consiglio regionale un quadro delle opportunità nei settori dell’agricoltura, della bioeconomia, della sicurezza alimentare e della tutela del territorio. Questo l’obiettivo della seduta congiunta della commissione Sviluppo economico e rurale e della commissione Politiche europee guidata da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle), che si è svolta queta mattina (lunedì 15 giugno). Numerose le audizioni, a partire da quella del direttore Roberto Scalacci, direttore della Direzione Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Toscana, Sono poi intervenuti Silvia Burzagli, dirigente dell’Ufficio Agricoltura ambiente e attuazione della Politica di Coesione; Samuele Pii, dell’Ufficio rapporti istituzionali con gli organi e gli organismi comunitari della regione Toscana; Elisabetta Cecchi, responsabile settore reti e collaborazione europea e attività gestionale e agricoltura di Pisa e Livorno; Alessio Cavicchi, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari, agro-ambientali dell’Università di Pisa; Federica Malloggi, della Direzione Agricoltura e sviluppo rurale della regione Toscana; Claudio Conti, della Direzione generale Competitività sistema regionale; Silvia Innocenti, della Direzione Agricoltura e sviluppo rurale; Elena Biagiotti, di Ente Terre Toscane, Elisabetta Gravano, del Settore Forestale della Regione Toscana; Annalisa Santucci, docente Università degli Studi di Siena.

Era presente l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Agricoltura della Regione Toscana Leonardo Marras.

Scalacci ha ricordato come la Direzione dell’assessorato dell’Agricoltura abbia competenze molto ampie, articolate nel lavoro di 12 settori, tra cui quelli dell’Innovazione e delle Reti di collaborazione europea. “Le reti di collaborazione europee e l’innovazione sono il cuore delle attività della rete Eriaff – ha spiegato – . L’innovazione è infatti lo strumento principale attraverso il quale gli agricoltori possono affrontare le grandi sfide che hanno davanti, dal cambiamento climatico alla sostenibilità economica, sociale e ambientale”. La rete Eriaff è nata nel 2012 in Toscana, su iniziativa della Regione, e si occupa di mettere in collegamento oltre 50 regioni europee. “Gli attori del territorio beneficiano di questo contesto europeo – ha proseguito –. Molti progetti hanno ricadute dirette sui territori e la rete prevede anche un meccanismo di adesione da parte di università e centri di ricerca, che contribuiscono a sostenere l’innovazione dal punto di vista scientifico. La presenza della Toscana rappresenta un elemento di forte partecipazione e ci consente di essere attivi, nella convinzione che questo lavoro possa produrre ricadute importanti in termini di relazioni e sinergie per lo sviluppo rurale e per i nostri agricoltori”. Inoltre, la Toscana ha recentemente assunto la gestione del sito web di Eriaff, oggetto di un profondo restyling presentato anch’esso alla conferenza di Amsterdam.

Nel corso dei vari interventi è stato evidenziato come, attraverso il coordinamento degli Uffici a Bruxelles e le collaborazioni con università e centri di ricerca, la Regione abbia favorito il trasferimento tecnologico a sostegno dello sviluppo rurale e della bioeconomia circolare. Tra le opportunità progettuali e le buone pratiche presentate durante la conferenza di Amsterdam, sono state illustrate anche quelle dalla professoressa Annalisa Santucci, del dipartimento di Biotecnologia, Chimica e Farmacia dell’Università di Siena, membro del working group Bioeconomy di Eriaff, che si basano sullo sviluppo di modelli di economia circolare capaci di trasformare biomasse residuali e sottoprodotti in prodotti ad alto valore aggiunto. Tra queste sono stati ricordati il progetto FashionRiccio, per il riciclo degli scarti di castagna, e quello sulla posidonia spiaggiata, che da rifiuto da smaltire lungo le coste toscane può trasformarsi in fonte di antiossidanti, biostimolanti, biopackaging, materiali per la bioedilizia ed elettronica verde. Silvia Innocenti ha citato anche “Stratus”, progetto di Horizon Europe che vede il contributo scientifico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, pensato per condividere conoscenze, mettere a confronto esperienze e rafforzare la transizione verso pratiche di fertilizzazione più sostenibili.

Tra i temi affrontati anche quelli della sicurezza sul lavoro, della gestione delle foreste e della prevenzione degli incendi boschivi. Su questi ultimi argomenti si sono concentrati gli interventi dei consiglieri. Alessandro Capecchi (FdI) ha sottolineato l’importanza di rendere economicamente sostenibile il lavoro nelle aree collinari e montane, ponendo l’attenzione in particolare sulla manutenzione del bosco. Un’attività che, ha spiegato, “deve essere resa possibile anche tutelando gli operatori dal punto di vista dei regolamenti e delle leggi, mettendoli in condizione di intervenire nella gestione del patrimonio boschivo”.

Mario Puppa (Pd) ha evidenziato il problema dello spopolamento dei territori montani in Toscana, “dove la foresta per il 90 per cento è in mano ai privati”. “È possibile, attraverso queste reti, occuparsi di progetti che abbiano ricadute non solo sperimentali, ma anche sulla vita quotidiana di chi abita questi territori?”, ha domandato.

Ancora Matteo Trapani (Pd), facendo riferimento al recente incendio sul Monte Faeta, ha chiesto “in quale modo possono essere utilizzati i fondi UE in questi casi, per il successivo ripristino della vegetazione e per sostenere l’attività delle aziende.”

In merito a questo tema Samuele Pii ha ricordato come uno dei risultati delle azioni di lobbying della rete Eriaff è stato l’inserimento, per la prima volta, anche dei proprietari privati e non solo dei soggetti pubblici, tra i beneficiari diretti dei programmi europei a sostegno di progetti per la valorizzazione delle aree boschive. Infine, Scalacci ha riconosciuto “la necessità di un’evoluzione della normativa della gestione del bosco anche a livello sovranazionale”.

La presidente Galletti ha sottolineato come “sia fondamentale essere il più possibile a conoscenza delle iniziative della nostra direzione e farci parte attiva per la loro diffusione, al fine di costruire quella rete relazionale che, nel mondo della progettazione europea, è fondamentale. In quest’ottica la gestione del sito web ci responsabilizza e dovremo fare in modo che diventi sempre più uno strumento operativo”.

“La rete Eriaff – ha affermato – ha il pregio di essere una rete informale, alla quale si può aderire senza versare contributi. Ha una struttura leggera ed efficace, costruita sull’impegno di ciascuno di noi, ma anche sulle reti politiche. Ai panel della conferenza di Amsterdam è intervenuto il commissario Hansen, un gesto che ha dato visibilità e riconoscimento alla rete. Per noi è fondamentale portare l’esperienza di oggi sui territori e creare nuove iniziative. In quest’ottica proporrò un workshop nel 2027, per coinvolgere i territori in attività che, insieme alla direzione Agricoltura, possano diventare volani di sviluppo per i prossimi anni, a partire dal tema degli incendi boschivi, che sta coinvolgendo tutti”.

Galletti ha inoltre proposto la creazione di un Comitato per le celebrazioni dei settant’anni dai Trattati di Roma, la cui copia originale è conservata all’Archivio di Stato di Firenze. L’obiettivo, ha spiegato, è che le celebrazioni “non siano un mero momento celebrativo, ma un’occasione in cui, come eletti dei territori, portiamo ai territori la nostra esperienza dell’Europa e una visione su come possiamo viverla in un’ottica proattiva, anche in funzione del nuovo quadro finanziario”.

La presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, Brenda Barnini, ha sottolineato l’utilità delle audizioni della mattina. “Raramente si ha l’opportunità di vedere da vicino quanto sia complesso uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea, cioè l’integrazione tra le politiche – ha detto – . Questo momento di approfondimento, che avrà ulteriori sviluppi, prevederà una fase di aggiornamento e di indirizzo in queste due commissioni rispetto al lavoro che l’assessorato dovrà portare avanti in vista della prossima programmazione. Il contributo che può dare il Consiglio è fondamentale, anche in virtù della conoscenza delle esigenze e delle istanze dei territori che rappresenta nella loro complessità”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana