Europa: in Commissione focus sulle attività internazionali e l’attrazione degli investimenti
Nella seduta di lunedì 13 aprile è stato audito il responsabile della Regione Filippo Giabbani
Firenze – La commissione Politiche europee e relazioni internazionali presieduta da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) ha ascoltato nella seduta di lunedì 13 aprile il responsabile del settore attività internazionali e di attrazione degli investimenti della Regione Filippo Giabbani.
Un’audizione approfondita, utile a capire l’impegno della Toscana su temi importanti come le attività internazionali e la cooperazione. Le prime vedono la Toscana protagonista soprattutto con gli accordi di partenariato con le altre regioni, in particolare quelle francesi, per la cooperazione ci si concentra invece su progetti che vedano protagonisti i Paesi dell’area del Mediterraneo allargato. Tema rilevante trattato anche quello dell’attrazione degli investimenti.
“L’audizione di oggi – spiega la presidente Galletti – ci ha restituito un quadro utile e articolato su tre piani distinti, ma tutti rilevanti per la Toscana, quello delle attività internazionali, quello della cooperazione internazionale e quello dell’attrazione degli investimenti. È importante tenerli distinti, perché richiedono strumenti, obiettivi e livelli di intervento diversi, ma è altrettanto importante leggerli dentro uno stesso scenario, oggi segnato da profondi cambiamenti sul piano internazionale, politico e socioeconomico. Per quanto riguarda la cooperazione internazionale, come Commissione riteniamo necessario che torni a essere un tema centrale dell’iniziativa regionale. La Toscana ha una storia che affonda nella solidarietà, nella coesione e nella mutualità, ma negli anni su questo terreno si è progressivamente ridotta l’attenzione, insieme alle risorse disponibili. Per questo riteniamo importante riaprire un ragionamento più chiaro e strutturato sulla cooperazione, anche in vista delle prossime scelte di programmazione regionale”.
“Sul versante delle attività internazionali – ha proseguito Irene Galletti -, l’audizione ha confermato il valore strategico del programma Interreg Marittimo Italia-Francia e il rilievo del ruolo svolto dalla Toscana come autorità di gestione, un ruolo che sarebbe importante riuscire a consolidare anche nella prossima programmazione europea. È un elemento significativo anche perché conferma quanto questi programmi debbano essere sempre più orientati alla capacità di produrre risultati concreti sui territori, evitando che le progettualità si esauriscano con la sola scadenza del finanziamento. Anche sul tema dell’attrazione degli investimenti sono emersi elementi importanti, sia per il peso che le imprese a controllo estero hanno nel sistema economico toscano, sia per il lavoro di accompagnamento e radicamento che le istituzioni possono svolgere. È un terreno su cui la Regione è chiamata non soltanto a intercettare nuove opportunità, ma anche a rafforzare le condizioni perché gli investimenti producano legami stabili, filiere e valore aggiunto per il territorio”.
Durante il suo intervento Filippo Giabbani ha fatto il punto sulle attività internazionali, su tutte il programma Interreg Marittimo Italia-Francia che vede la Toscana come autorità di gestione “traguardo che la Regione ha l’obiettivo di confermare anche per la prossima programmazione europea”. “Cinque – ha proseguito – le sfide che pone il programma innovazione, competitività e crescita sostenibile, territorio e ambiente, accessibilità capitale umano e coesione transfrontaliera. Per la programmazione 2021-27 le risorse a disposizione erano pari a 193milioni di euro e 170milioni sono già impegnati. Tre avvisi hanno coinvolto complessivamente 79 progetti e è in atto un quarto avviso, per piccoli progetti, fino a 160mila euro, che si chiuderà il 20 aprile. Un quinto avviso riguarderà progetti semplici e si pensa a un sesto avviso da mettere a punto con gli altri programmi Interreg per progettualità già finanziate e portate a un livello superiore. Tra gli obiettivi concreti tra gli altri quello dell’erosione delle coste. In parallelo si sta portando avanti la programmazione per il 2028-2034 ed è già partita la richiesta ai territori per avere i nomi per una ‘task force’ per riempire di contenuti il programma. La buona notizia è che in questo caso le politiche di coesione non cambieranno molto e non saranno accentrate come si pensa di fare con i Fondi europei. Tra gli altri accordi è di particolare rilevanza quello con la regione francese ‘Centro- Valle della Loira’ per la forte comunanza su temi come la valorizzazione del patrimonio culturale e turistico, ma anche l’industria farmaceutica”.
“Nella cooperazione internazionale – ha spiegato il dottor Giabbani – ci si è concentrati sulla area del Mediterraneo allargato, tracciata dal Piano Mattei con progetti che riguardano anche Palestina e Libano. Due sono i progetti in itinere che attraverso fondi del ministero degli Affari esteri riguardano Senegal e Tunisia.
Per quanto riguarda l’attrazione degli investimenti Filippo Giabbani si è focalizzato sui numeri: “Ci sono in Toscana 1.400 aziende a controllo estero. Si tratta di 3.500 unità locali, che vanno dalle fabbriche agli uffici, ai centri di ricerca e sviluppo. I posti di lavoro complessivamente sono 90mila, si tratta dell’1% delle aziende toscane ma producono il 15-20% del nostro valore aggiunto, con un peso sul territorio importante visto che ognuna ha almeno 5 rapporti di fornitura sul territorio. Le nazioni protagoniste in questo caso sono Francia e Stati Uniti e il nostro ufficio non solo prova ad attrarre nuovi investimenti, ma lavora affinché chi c’è già senta la vicinanza delle istituzioni con l’incoraggiamento a crescere, capendo se ci sono segnali di disinvestimento. Intercettiamo investimenti in settori diversi dalla moda e dalla cultura. È il caso di due progetti su farmaceutica e siderurgia premiati dal Financial Times a Cannes”.
Intensa la discussione su temi che hanno stimolato tanti interventi da parte dei membri della commissione. Il consigliere di Fratelli d’Italia Luca Minucci ha sottolineato un aspetto, raccontando dell’esperienza di un drone realizzato per campionare la laguna di Orbetello e ora poco utilizzato, spiegando che “è fondamentale poi dare continuità ai progetti”. In casi come questi ha spiegato Giabbani “è fondamentale trovare prima l’obiettivo da raggiungere e poi intercettare i fondi, puntando alla sostenibilità dopo la scadenza”. Il consigliere Alessandro Capecchi (FdI) ha chiesto una rivalutazione del contesto del mediterraneo “dove penso che la Regione debba sviluppare rapporti strutturati”. Poi ha chiesto chiarimenti sui progetti che riguardano Tunisia e Senegal e su quello con dieci borse di studio che riguarda i ragazzi toscani che vivono all’estero e che prevede anche la formazione in azienda.
Nella sua replica il dottor Giabbani ha spiegato che il progetto delle borse di studio “va avanti da diversi anni, offrendo l’opportunità ai giovani di origine toscana di riconnettersi con le proprie radici, anche attraverso degli stage. Si tratta di un’opportunità per i giovani ma anche per le nostre aziende. Sul tema dell’abbandono il problema non riguarda solo la fuga dei ragazzi, ma ad andare via sempre più spesso sono anche i 50enni”.
Sui bandi che riguardano le aziende Giabbani ha spiegato che con fondi Fesr sono state intercettate risorse per circa 14milioni di euro con un impatto positivo che ha superato complessivamente i 20milioni. Quella di Invest in Tuscany è un’attività continuativa, anche senza risorse, che prevede cicli di visite presso le aziende per capire le loro necessità e i loro bisogni e cercargli potenziali partner. Incontri molto apprezzati delle aziende, è stato il caso di Leonardo per cui abbiamo creato un collegamento con 70 aziende toscane”. Rispondendo sui progetti in Senegal e Tunisia Giabbani ha spiegato che il primo riguarda il coinvolgimento delle amministrazioni locali per favorire la nascita di imprese sociali con a capo imprenditori giovani e donne, il secondo ha l’obiettivo invece di rafforzare le competenze in loco dei piccoli agricoltori.
Il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi ha proposto una riflessione differenziando le politiche internazionali da una cooperazione che negli ultimi anni “è stata al servizio della politica estera e del cosiddetto piano Mattei”. “È fondamentale – ha aggiunto – sostenere una diplomazia dal basso creando ponti e sostegno con popolazioni come i curdi e i palestinesi indirizzando meglio le poche risorse a disposizione. Sarebbe poi molto utile creare sinergie con la cooperazione in campo sanitario”.
“Stiamo facendo riflessioni di questo tipo con la vicepresidente della Regione Mia Diop – ha replicato il dottor Giabbani – con l’apertura a nuovi scenari che riguardano l’America latina e i curdi, ma per diversificare servono più risorse”. Soddisfatta per la riprogrammazione delle risorse che riguardano il Senegal la consigliera regionale del Partito democratico Serena Spinelli “Ci stiamo riuscendo e ne sono felice. Il problema della carenza di risorse è purtroppo antico, ma noi saremo vicini alla vicepresidente Diop con l’obiettivo di aprire la cooperazione anche ad altri Paesi”.




