Enti e agenzie regionali: sì alla proroga degli incarichi delle figure apicali
L’atto è stato approvato dall’Aula a maggioranza, con 22 voti favorevoli di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, e 15 contrari di Fratelli d’Italia e Forza Italia
Firenze – Approvata a maggioranza in Consiglio regionale la legge sulla proroga degli incarichi delle figure apicali di enti e agenzie regionali. L’atto ha ricevuto 22 voti favorevoli di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e 15 voti contrari di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Quattro gli emendamenti presentati dal gruppo di Fratelli d’Italia (primo firmatario il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi): tre sono stati respinti, mentre è stato approvato all’unanimità quello che chiedeva di far riferimento, nel preambolo, alla legge regionale sulle “Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione”.
Il provvedimento stabilisce una proroga per sei mesi, a partire dalla data della loro scadenza, degli incarichi dei vertici di diversi enti regionali e dei relativi contratti. Il provvedimento riguarda i direttori di Irpet, Artea, Arti, Ente Terre e Toscana Promozione Turistica, il direttore generale di Arpat, l’amministratore unico del Consorzio Lamma, il segretario generale dell’Autorità Portuale regionale. Si prevede inoltre la proroga per il Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu).
Ad illustrare l’atto è stato il presidente della Commissione Affari istituzionali e bilancio, Vittorio Salotti (CR), che ha ricordato come la legge faccia seguito al giudizio di parifica del rendiconto della Regione da parte della Corte dei Conti “che per due anni consecutivi ha osservato che gli enti dipendenti non sono conformi all’ordinamento”. Nello specifico, Salotti ha spiegato come la Corte dei Conti abbia evidenziato che “i vertici apicali sono fuori dalla dotazione organica dei dirigenti regionali, che i loro incarichi durano quanto l’intera legislatura, e che il loro stipendio sia fisso e omnicomprensivo, senza una parte accessoria correlata ai risultati”. “Su questi tre aspetti – ha continuato – il presidente della Giunta ha dato mandato agli Uffici di fare un riordino delle leggi istitutive degli Enti dipendenti in vista della prossima parifica. Considerato che un certo numero di incarichi riferibili alle figure apicali è prossimo alla scadenza, prevista per normativa il 9 aprile 2026, si rende necessario prorogarli fino al compimento del riordino legislativo e comunque non oltre i 6 mesi decorrenti”.
Intervenuto il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) che, dopo aver annunciato la presentazione di diversi emendamenti, ha definito la proposta di legge “un pasticcio”. “La responsabilità di questa proroga sta nell’inattività politica degli ultimi cinque anni, visto che i rilievi della Corte dei Conti risalgono a luglio 2021 – ha affermato –. Adesso, dopo che la Giunta non ha dato indirizzi per modificare le leggi e dopo la creazione di un gruppo di lavoro che non ha prodotto niente, si scarica la responsabilità della proroga su questo Consiglio regionale. E tra sei mesi ci diranno che dovremo fare un’ulteriore proroga perché non saremo riusciti a modificare le leggi”. Tomasi ha poi ricordato come “sono previsti altri 150 giorni dalla scadenza della nomina per poter intervenire”. Ha inoltre contestato il riferimento nell’atto al Consiglio di amministrazione di Ardsu “che non è oggetto del parere della Corte dei Conti, a riprova del caos della legge che ci viene proposta”.
E’ seguito l’intervento del presidente della Giunta, Eugenio Giani, che ha parlato di un atto “semplice, lineare e di trasparenza”. “L’operazione, che ho deciso di portare avanti all’inizio della legislatura – ha spiegato – è quella di sottoporre al Consiglio, uno per uno, gli statuti delle 13 Agenzie. L’obiettivo è capire, nelle commissioni consiliari, se oltre all’intervento che riguarda l’emolumento dei direttori, unica cosa che la Corte dei Conti chiede di fare, ci siano da modificare altri aspetti. Si tratta di un’operazione di trasparenza che permette ai consiglieri di entrare più a fondo nel funzionamento di questi Enti”. Giani ha poi ribadito che le Agenzie “stanno funzionando bene, svolgono un’azione preziosa, e non hanno certo bisogno di commissariamento”.
“Più che un coinvolgimento del Consiglio regionale ci pare uno scarico di responsabilità – ha affermato Matteo Zoppini (FdI) – Perché questa proroga si fa oggi e perché si chiede al Consiglio di farla? Sarebbe bastato attendere la fine del mandato dei direttori e procedere a un commissariamento”. “Questa proposta di legge è l’opposto di un provvedimento lineare – ha continuato – . La Corte dei Conti, con una serie di giudizi di parifica, ha individuato criticità che non sono solo quelle presentate dal presidente Giani. I giudici sottolineano anche che i direttori sono fuori dalla dotazione organica e che le nomine coincidono con la durata del mandato, il cosiddetto spoil system, un tema non solo giuridico ma politico”.
Jacopo Maria Ferri (FI) ha definito il provvedimento “una chiamata in correità che coinvolge il Consiglio regionale, attraverso una scelta sbagliata tecnicamente e politicamente, frutto di un ritardo grave della Regione”. “Perché in questi cinque anni non si è proceduto a fare il lavoro che Giani si è impegnato a fare nei prossimi sei mesi? – ha chiesto Ferri -. Su questo non troviamo una risposta convincente. C’erano altri modi per risolvere il problema, ad esempio mandare a scadenza le figure apicali e poi procedere ai commissariamenti. Quest’atto è un escamotage che allarga la platea dei responsabili a quest’Aula. Nessuno può escludere, inoltre, che il perdurare di questa criticità comporti ulteriori azioni da parte della Corte stessa”.
Alessandro Capecchi (FdI) ha ribadito come “le commissioni consiliari avrebbero già dovuto essere coinvolte, visto che il primo rilievo della Corte dei Conti risale al 2021”. “Invitiamo la Giunta a operare una riforma che tenga conto non solo del salario accessorio e del premio di produttività dei direttori – ha affermato – , quanto dei rilievi veri che la Corte dei Conti fa da anni su un’organizzazione che abusa del sistema delle Agenzie. Esse muovono, attraverso la loro attività, gran parte dei fondi non solo dei cittadini toscani, ma anche del modo economico. Proprio per questo i direttori non possono dipendere dalla politica”.
Chiara La Porta (FdI) ha giudicato “una delusione, come dice Giani, il fatto che lui si possa sentire superiore alle indicazioni della Corte dei Conti, e non consideri rilevanti le funzioni di controllo normate dalla Costituzione e ignorate per anni, dal 2021”. “Evidentemente – ha proseguito – il presidente della Giunta pensa di poter scavalcare organi previsti dalla Costituzione”. Al di là dei rilievi tecnici, la capogruppo ha sottolineato gli aspetti politici. “C’è una maggioranza in trincea, in stallo, che non riesce a decidere. Fino ad oggi le uniche proposte di legge e di delibera approdate in Consiglio regionale riguardano la Palestina e l’introduzione di un nuovo assessore, e oggi siamo a questa proposta. Davvero una delusione”.
Simone Bezzini (Pd) ha osservato “di aver sentito più volte oggi, dai banchi dell’opposizione, un richiamo al valore della Costituzione, delle funzioni giurisdizionali e di controllo; sono elementi importanti visto il dibattito in atto in questi giorni nel Paese e alcune scelte, fatte in questi mesi da Parlamento, che vanno in direzione opposta”. E ha proseguito: “La materia è importante, Enti e Agenzie sono componenti fondamentali del governo regionale, che caratterizzano nel bene e nel male l’azione regionale. Credo di poter dire che nella grande maggioranza dei casi si sia constatata un’azione sostanzialmente positiva. Adesso la Giunta ci chiede una proroga per presentare una proposta che tiene conto delle indicazioni e che riorganizza, questo tempo deve essere usato anche per approfondire e discutere la proposta in Commissione, per questo chiedo che ci sia inviata per tempo”.
In sede di dichiarazione di voto Jacopo Maria Ferri (FI) ha affermato di “condividere la parola ‘delusione’ molto spesa oggi in Aula”. “Sono deluso – ha spiegato – perché sono stati respinti alcuni emendamenti presentati che speravo fossero accolti, a partire da quello che permetteva la proroga una volta sola, e quello di togliere l’Agenzia per il diritto allo studio da questa legge perché non c’entra nulla”. Per questo ha annunciato voto contrario.
Alessandro Tomasi (FdI), annunciando voto contrario, ha commentato che “come sindaco io ero terrorizzato dalla Corte dei Conti, qui non ci si fanno problemi” e ha osservato come ci sia “un atteggiamento sclerotico da parte della maggioranza e si adottino soluzioni diverse di volta in volta”. “In questo caso poteva scattare il commissariamento e così non è stato. Non capisco la differenza di atteggiamento che si è avuto con Ars, commissariata dopo i rilievi della Corte dei conti, mentre nel 2024 ad esempio non si tiene conto di quello che la Corte dice per l’Autorità portuale e si nomina un nuovo direttore”.
Chiara La Porta (FdI) ha detto che “la Giunta prende tempo, proroga gli incarichi e siccome regna il caos in questa maggioranza che non sa scegliere, a pagare nel frattempo sono in cittadini. Ma non in nostro nome”. Dichiarando voto contrario, la consigliera ha sottolineato come, nonostante che la Corte dei Consti “abbia fatto rilievi dal 2021, fino ad oggi non si è fatto niente e ora si arriva a lavorare in emergenza”.
(testo di Angela Feo e Cecilia Meli)




