Economia: contrasto alla de-industrializzazione, confronto in Aula su mozione FdI
A conclusione del prolungato dibattito, l’atto d’indirizzo è stato assegnato all’esame della commissione Sviluppo economico, che ha già avviato il lavoro sulla crisi nei comparti industriali
Firenze – Torna in commissione Sviluppo economico e rurale una mozione di Fratelli d’Italia ‘In merito al contrasto alla deindustrializzazione e sostegno alla manifattura regionale’, presentata ieri, martedì 24 febbraio, e oggetto di un lungo confronto in Aula tra le forze di maggioranza e di opposizione. È stata la capogruppo Chiara La Porta (FdI) a presentare la mozione, che la vede prima firmataria, e a decidere alla fine del prolungato dibattito, di rinviare l’atto ad un più approfondito lavoro in seconda commissione.
È stata la presidente della commissione Sviluppo economico, Brenda Barnini (Partito democratico) a proporre all’opposizione di “riportare il tema in commissione per arrivare a un lavoro più strutturato. Partiamo da una elaborazione condivisa”, ha detto la presidente, richiamando il lavoro avviato in queste settimane, con l’illustrazione dei progetti di ricerca di Irpet per uno studio e mappatura del distretto tessile pratese e sull’isola d’Elba e con le audizioni sulla crisi del comparto moda, e considerando la mozione di Fratelli ‘Italia “un ottimo spunto per fare meglio il nostro percorso in commissione”.
“La Toscana rischia di diventare fanalino di coda a livello nazionale, essendo già in dodicesima posizione, con incremento del Pil ben al di sotto della media nazionale”, ha dichiarato Chiara La Porta. Il nostro è un appello chiaro, stiamo perdendo la nostra manifattura, uno dei pilastri economici e sociali. La Regione ha gli strumenti per intervenire e sostenere il settore, chiediamo impegno concreto e fattivo in una strategia organica di reindustrializzazione. Faccio portavoce appello della Fiom per contrasto alla deindustrializzazione, ce lo chiedono i territori, le associazioni di categoria, perfino la Fiom”.
C’è stato un ampio consenso riguardo al giudizio positivo del lavoro avviato dalla commissione Sviluppo economico. “Barnini fa bene il suo mestiere – ha detto il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) –. Noi chiediamo di costituire una commissione speciale per impedire questa pericolosa china, mettendo il Consiglio regionale al centro di scelte irrimandabili. È una situazione emergenziale. Cominciamo a parlare dei provvedimenti, delle leggi, delle proposte che ci hanno fatto i corpi intermedi”.
“Il tema è serio, per noi centrale – ha aggiunto Claudio Gemelli (FdI) –, la nostra regione sta vivendo un periodo di deindustrializzazione preoccupante. Alcuni territori come quello della Piana fiorentina ne avvertono gli effetti in maniera maggiore. Dobbiamo iniziare a parlare di re-industrializzazione. Serve una commissione ad hoc”.
Secondo Marcella Amadio (FdI), vicepresidente della seconda commissione, “la presidente Barnini ha avviato un buon lavoro in commissione, le audizioni hanno offerto a tutti noi uno spaccato importante della crisi. Il Governo nazionale ha applicato misure importanti contro la concorrenza sleale di altri Paesi. Il brand toscano è famoso in tutto il mondo, l’impegno deve essere corale”. Anche il capogruppo di Forza Italia, Marco Stella sottolinea la necessità di “re-industrializzazione, per mettere in campo piano strategici perché l’economia toscana prenda nuova vita. Abbiamo l’opportunità del nuovo settennato europeo. Al momento, emerge l’incapacità della Regione di aiutare le nostre imprese, mettere a sistema formazione, innovazione, sistema fieristico, sistema industriale”. Anche Matteo Zoppini (FdI) conferma la necessità di affrontare “questo tema che abbiamo posto all’attenzione del Consiglio” e rinnova la “richiesta di una commissione apposita”.
Luca Rossi Romanelli, capogruppo del Movimento 5 stelle, ricorda che “il problema ha respiro nazionale, in Italia la produzione ha avuto un calo per 32 mesi su 36 negli ultimi tre anni. Siamo di fronte a sfide globali, Mario Draghi ha detto che la domanda internazionale non può essere la risposta, serve la domanda interna. Per sostenere la domanda interna, serve il supporto al reddito, cisalario minimo. La Regione può fare tante cose: accorciare le filiere, il nostro auspicio è che l’ispirazione della politica toscana non sia soltanto economica, ma anche eco-sociale. Il reddito di cittadinanza è una delle risposte possibili”.
E il capogruppo del Partito democratico Simone Bezzini (Pd) apre al confronto su “una delle grandi questioni del nostro tempo, che merita una riflessione seria e approfondita e credo possa essere fatta nelle sedi competenti, a partire dalla seconda commissione”. Da parte del Partito democratico, “c’è piena disponibilità a rafforzare la riflessione, la collaborazione, la capacità propositiva, a ragionare anche di istituire una commissione speciale, il confronto è già avviato in Ufficio di presidenza”.
Valutazioni positive, disponibilità al confronto e richieste di agire con tempestività anche da parte del capogruppo di Alleanza verdi e sinistra, Lorenzo Falchi (Avs), Enrico Tucci (FdI), del capogruppo di casa riformista, Francesco Casini, e ancora da Matteo Biffoni (Pd) e Marco Guidi (FdI).




