Diritto allo studio: Consiglio regionale approva il Conto consuntivo del 2024
Con il voto favorevole di Pd, Casa riformista, Avs e M5s. Contrari FdI, Forza Italia e Lega
Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza il bilancio consuntivo 2024 dell’Azienda per il diritto allo studio (Dsu). Hanno votato a favore i gruppi di maggioranza, Partito democratico, Casa riformista, Alleanza verdi e sinistra e Movimento 5 stelle; contrarie le forze di opposizione Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Il consuntivo 2024 dell’Azienda DSU è stato illustrato in Aula dalla presidente della commissione Cultura, Diletta Fallani (Avs), che ha ricordato il “lavoro serio e approfondito” svolto dalla commissione, che ha tenuto anche una serie di audizioni. “Nonostante una significativa riduzione dei trasferimenti, sono stati garantiti anche quest’anno i servizi essenziali, in particolare quelli relativi alla mensa e agli alloggi”. Gli utili di esercizio sono pari a 172mila 988,43 euro, a testimonianza di “una situazione sostanzialmente sana”. L’azienda ha proposto di utilizzare l’80 per cento degli utili, pari a 138mila 390,74 euro, per il fondo di accantonamento borse di studio, “che hanno registrato un incremento significativo grazie all’innalzamento della soglia Isee a 27mila euro, deciso dalla Regione”. C’è tuttavia “forte preoccupazione per il futuro”, ha dichiarato la presidente: “A partire dal 2027 verranno meno importanti finanziamenti governativi per circa 16milioni di euro, a cui si aggiunge la fine dei finanziamenti del Pnrr per ulteriori 17milioni”. Si impone “fin da ora un chiaro impegno politico per garantire la continuità dei servizi ed evitare che a pagare siano ancora una volta gli studenti”. Sul servizio mensa, “se è vero che è stato mantenuto, va anche rilevato un calo della domanda, legato agli aumenti tariffari introdotti nel 2023 per alcune fasce Isee, in conseguenza del mancato trasferimento statale di risorse. Sarà importante valutare in futuro possibili margini di ottimizzazione”. Diletta Fallani ha concluso con un “forte richiamo alla responsabilità politica, il diritto allo studio non può essere messo in discussione da incertezze finanziare future. È nostro dovere come Regione difenderlo e rafforzarlo”.
“Emerge con chiarezza che il Dsu ha poggiato in questi altri su cospicue risorse esterne e in parte anche temporanee”, ha dichiarato Matteo Zoppini (FdI). “Questi fondi europei e nazionali hanno permesso di garantire le coperture e mantenere i livelli di prestazione. Dal 2026-27 sarà onere della Regione garantire i medesimi livelli. Si prevede un disavanzo di quasi 18milioni di euro. Ci viene da chiedere cosa intende fare la Regione e qual è la strategia. L’incremento dei fondi Fse non sarà sufficiente”. Sugli alloggi e la ristorazione, “i numeri ci dicono una realtà diversa da quella che si vuole rappresentare. Continua a diminuire il tasso di accettazione dell’alloggio: dal 50 per cento del 2021, al 46 per cento 2022-23 fino al 44 per cento del 2023-24. Questo vuole dire che sei studenti su dieci tra coloro che hanno diritto all’alloggio rifiutano il posto. È una tendenza strutturale che dovrebbe invitarci a una profonda riflessione. Il contributo affitto si segnala una riduzione del 31 per cento. Nella ristorazione, si registra un calo delle affluenze di circa il 6 per cento, oltre il 13 per cento rispetto al budget programmato. Meno della metà degli studenti accede alla mensa, il 61 per cento dei pasti è erogato ai beneficiari delle borse di studio. Le tariffe introdotte nel 2023 hanno di fatto espulso la fascia degli studenti che non beneficia delle borse di studio, ma non è nemmeno ricca”.
Per il vicepresidente della commissione Cultura, Massimiliano Simoni (Lega), “la crisi sta riguardando tre ambiti: il futuro delle residenze universitarie, per cui la Regione dovrà inventarsi qualcosa di immediato, ma manca il coraggio. Solo il finanziamento pubblico non sarà sufficiente per coprire i costi della ristrutturazione. Poi, la crisi della ristorazione e la mancanza di controlli per l’ottenimento delle borse di studio. Dall’anno accademico 2026-27, quando verrà a mancare il sostegno dei fondi Pnrr, il passivo previsto sarà di oltre 17milioni. Il privato continua a fare paura, non vediamo il problema se si fa carico di alcuni interventi”. Ristorazione: “Gli aumenti tariffari diventano un problema insormontabile per gli studenti. Cala del 20 per cento il numero di pasti in generale, di quasi il 60 per cento i pasti serviti a chi paga la tariffa mensa. State regalando clienti alla ristorazione esterna. Proponiamo l’applicazione di una tariffa unica di accesso per riportare gli studenti dentro le mense”. Infine, sulle borse di studio, “ci sono pochi controlli sugli studenti italiani e soprattutto sugli studenti stranieri. Chiediamo servizi sì, ma solo per chi li merita”.
Simona Querci (Pd) ha espresso: “stupore per le affermazioni della minoranza, il Governo ha fatti tagli ingenti sulla scuola pubblica in generale e sul settore universitario. Ricordo che le domande di borse di studio sono tutte esaurite. Non abbiamo in Toscana vincitori non beneficiari. In evidenza devono essere messi anche i 4mila 800 posti letto a disposizione, la Regione è una delle prime nel panorama nazionale. La nostra Regione non mette in secondo piano il diritto allo studio. Deve essere messo a punto un piano di manutenzione delle residenze, ma siamo ben lontani dal quadro rappresentato dalle opposizioni”.
“Il Diritto allo studio non può essere derubricato come relativo esclusivamente alle università”, ha dichiarato Diego Petrucci (FdI). “La vicenda degli studentati si interseca nelle più ampie politiche abitative. Nelle città universitarie, la presenza di tantissimi studenti fuori sede condiziona la possibilità di avere un’abitazione in affitto dalle famiglie. A Pisa, lo studentato Paradisa, rimasto chiuso per vent’anni, ha creato conseguenze importanti sul mercato delle abitazioni a livello cittadino. Le politiche sul diritto allo studio in ambito abitativo hanno ricadute immediate, la Regione Toscana non ha fatto politiche serie e lungimiranti”.
Secondo Irene Galletti (M5s), l’azienda Dsu ha una “struttura solida sotto il profilo patrimoniale, legata alle immobilizzazioni materiali, alle mense e agli alloggi universitari. Il collega Petrucci ha fatto un’associazione di idee curiosa: sentir dire che a Pisa le famiglie non trovano alloggio a causa degli studenti significa raccontare qualcosa che non esiste. Ricordo la legge regionale sull’overtourism, dopo che gli affitti brevi hanno allontanato le famiglie e gli studenti dalle città. Il diritto allo studio dipende dai contributi pubblici, il Governo nazionale ha portato riduzioni che hanno colpito prima di tutto le Università e il diritto allo studio universitario. Cominciamo a rivedere le quote in conferenza Stato-Regioni e riflettiamo sulla programmazione, il Governo sembra aver messo il diritto allo studio e l’Università come l’ultimo dei suoi problemi”.
Matteo Trapani (Pd) ha considerato “curioso che si parli di affitti legati al diritto allo studio. Sulla Regione ricadono le scelte nazionali. Chi ha azzerato il contributo affitti per gli studenti non è il centrosinistra. La Toscana in qualche modo riesce a non avere studenti idonei non beneficiari e assicura una serie di investimenti. Davanti a una richiesta necessaria di più diritto allo studio, ci aspettiamo che si vada ai tavoli nazionali a chiedere che venga veramente finanziato il Fis (Fondo integrativo statale, ndr) con nuove risorse”.
Marco Stella (Forza Italia) si rivolge in particolare al Movimento 5 stelle, “che ora fa parte della maggioranza ed è chiamato a risolvere i problemi. A tutta la maggioranza ricordo che la ministra Bernini non è stata ringraziata e il Comune di Firenze non ha partecipato ai bandi. In Toscana, gli studenti devono lasciare l’alloggio nel periodo estivo: dov’è la difesa dello studente? Invito a portare soluzioni. Continuate a criticare, noi dal Governo continuiamo a portare soluzioni”.
La capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta (FdI) ha ricordato che, a livello nazionale, “sul diritto allo studio abbiamo toccato il record di oltre 800milioni con un incremento delle borse di studio per 300milioni. Non c’è stata diminuzione delle risorse”.
(testo a cura di Sandro Bartoli e Riccardo Ferrucci)




