16 Luglio 2026

Diritti: Carcere senza Governo, se la Costituzione si ferma davanti al cancello

Convegno in ricordo di Alessandro Margara a dieci anni dalla scomparsa. Il Garante toscano dei detenuti Giuseppe Fanfani: “Politica sorda, non ha più la capacità di dare riscontro all’impegno costituzionale che assegna alle pena una funzione di rieducazione e riabilitazione”

Comunicato n. 0605
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Firenze – Sovraffollamento, degrado, emergenza psichiatrica e psicologica ma anche la necessità di una riforma della giustizia e della pena. Queste le tematiche affrontate oggi, nella sala delle Feste a palazzo Bastogi, nel convegno “Il carcere senza governo”, in ricordo di Alessandro Margara, a dieci anni dalla sua scomparsa. Dall’incontro è emersa la difficile situazione in cui si trova il carcere, al collasso, stretto nella morsa dell’aumento dei reati introdotti dai decreti sicurezza, di condizioni materiali e relazionali sempre più invivibili, dell’emergenza psichiatrica e psicologica che chiede di essere ascoltata. Di fronte a tale drammatica condizione, tutti i partecipanti al convegno hanno condiviso la riflessione secondo la quale “il pensiero di Margara resta una guida a cui rivolgersi per pensare e progettare il cambiamento e delineare le riforme possibili”.

“Le condizioni delle nostre carceri – è intervenuta la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – ci interrogano ogni giorno sulla capacità dello Stato di dare piena attuazione ai principi della Costituzione. Ricordare Alessandro Margara significa raccogliere la sua eredità di rigore, umanità e coraggio civile, lavorando per un sistema penitenziario che rimetta al centro la dignità della persona e la funzione rieducativa della pena.”

“Un sistema caratterizzato dal disinteresse generale verso il dramma carcerario – ha detto il garante dei diritti dei detenuti Giuseppe Fanfani all’indomani dell’ennesimo suicidio in carcere a Lucca – mi riferisco ad una politica sorda che non ha più la capacità di dare riscontro all’impegno che la Costituzione si era assunta quando parlava di carcere, di creare un ambiente dignitoso e con prospettive per il futuro”. “Occorre costituire all’interno del carcere dei laboratori, delle fabbrichette dove gli imprenditori convenzionati in base alla legge Smuraglia vengono ad insegnare i mestieri che servono e i migliori se li portano fuori”.

“La scelta del Governo è quella di aggravare le pene, approvare decreti sicurezza – aggiunge Franco Corleone, già garante dei detenuti- l’ultima ciliegina è quella di pensare agli ‘agenti provocatori’. “Le misure alternative – continua – sono la chiave di volta, il problema del carcere non solo i muri ma sono le relazione interne, bisogna costruire prospettive di studio e lavoro”. Infine, riguardo a Sollicciano, “è stato uno degli ultimi carceri pensato da un gruppo di architetti, non è un cubo di cemento armato, è il carcere dove c’è il giardino degli incontri un’opera d’arte unica in Italia e in Europa. Dobbiamo partire dal bello che c’è e capire che cosa non funziona. I soldi ci sono, i progetti ci sono e anche le condizioni”.

Sui numeri si è concentrato l’intervento di Saverio Migliori della Fondazione Michelucci che ha parlato del collasso del carcere, entrando nel merito dei decreti sicurezza, del sovraffollamento e delle chiusure. Migliori ha citato alcuni dati al 30 giugno 2026 “64mila 773 il numero della popolazione detenuta presente di cui 2mila 891 sono donne (4,46per cento) e 20mila 351 di origine straniera (31,42 per cento) a fronte di una capienza regolamentare di 51mila 180 con un tasso di sovraffollamento del 126 per cento con 18mila 400 posti mancanti”. Riguardo alle condanne, è emerso che sono il 74,3per cento le persone condannate in via definitiva, il 23,1 per cento quelle in attesa di giudizio. Sul fronte dei suicidi in carcere, numeri drammatici “nel 2024 sono stati 91 e 82 nel 2025 oltre ad atti di autolesionismo nel 2025, 12.704 e atti di aggressione nel 2025, 5.812.

La drammatica situazione degli istituti di pena della Toscana è stata rimarcata anche dal vicepresidente della commissione Sanità Federico Eligi che ha sollecitato le Asl ad inviare dati. A detta di Fanfani si tratta di una “scelta coraggiosa”. “Oggi – ha continuato – registriamo l’ennesimo suicidio, ormai ridotto a pura statistica. C’è un’assuefazione mostruosa che ci fa dimenticare il male, quasi considerassimo queste morti come un fatto inevitabile. Ma non lo sono. La situazione in cui vivono i detenuti porta necessariamente a questi atti disperati, con tassi di suicidio venti volte superiori alla norma”.

Tra i presenti anche Marcello Colocci, Presidente Associazione Volontariato Penitenziario,

Maria Oliva Scaramuzzi, Presidente Fondazione Giovanni Michelucci, Giulia Melani, Presidente Società della Ragione. Sofia Ciuffoletti si è soffermata sulle politiche sulla sicurezza e sulle conseguenze sulla pena.

A margine del convegno ha parlato il consigliere regionale Lorenzo Falchi che nei giorni scorsi ha partecipato a una visita ispettiva a Sollicciano con il Garante regionale. “Sono peggiorate le condizioni fisiche e ambientali dentro le strutture – ha detto- ed è peggiorata la percezione stessa del carcere al di fuori di esse”. “Il nostro è un Paese che si rifiuta ostinatamente di fare i conti con la propria Costituzione e con l’articolo 27, che assegna alla pena una funzione di rieducazione e riabilitazione, funzione che oggi, nei fatti, non esiste.” “Quello che mi ha colpito di più, durante la visita a Sollicciano, sono state le parole di una detenuta. Mi ha detto: ‘Io vedo tante persone transitare da qui, soprattutto ragazzi giovani, e non vedo nessuno uscire meglio di come è entrato’. Credo che questo sia l’emblema più chiaro e doloroso della sconfitta dello Stato. Un’istituzione che dovrebbe recuperare socialmente le persone oggi restituisce alla società individui ancora più provati e incattiviti, dopo aver subito una pena fatta solo di sofferenza e di inumanità.” “Per questo – ha concluso – è più che mai necessario tenere alta l’attenzione, rifiutare l’assuefazione e pretendere un cambio radicale e immediato delle politiche sul carcere in questo Paese.”

(Testo di Benedetta Bernocchi e Federica Cioni)

 

Le dichiarazioni video

L’intervista a Giuseppe Fanfani, Garante regionale dei detenuti

 

L’intervista a Franco Corleone, presidente onorario Società della Ragione

 

L’intervista a Saverio Migliori, Fondazione Michelucci

 

La galleria fotografica

 

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