Cultura: la tragedia del Bunker Valentin
Presentato un volume che racconta lo sterminio nazista attraverso il lavoro forzato, partendo dal diario di Elio Materassi, con gli interventi di Antonio Mazzeo presidente del Consiglio regionale, Cristiano Benucci consigliere regionale e Monica Marini sindaco di Pontassieve
Firenze – “Bunker Valentin. Lo sterminio nazista attraverso il lavoro forzato” (Edizioni Chartesia), questo il volume, di Silvia Pascale e Orlando Materassi, che è stato presentato in sala Affreschi di palazzo del Pegaso. Ai saluti di Antonio Mazzeo, presidente dell’Assemblea toscana e di Cristiano Benucci, consigliere regionale, è seguito l’intervento di Monica Marini, sindaco di Pontassieve e degli autori Silvia Pascale e Orlando Materassi. Erano presenti il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci e il consigliere regionale Fausto Merlotti.
Il libro, che per la prima volta indaga il lavoro forzato degli Internati militari italiani nel cantiere del bunker Valentin a Brema, nella Germania settentrionale, rappresenta un unicum nel panorama editoriale del nostro Paese. Il volume, realizzato dall’ANEI di Treviso grazie alle risorse del Fondo italo-tedesco per il Futuro, con il riconoscimento dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma rappresenta un unicum nel panorama editoriale italiano: infatti, per la prima volta un libro indaga il lavoro forzato degli Internati Militari Italiani (IMI) nei lager del Terzo Reich. Grazie alla ricca documentazione fotografica resa disponibile dagli archivi federali tedeschi e all’archivio privato della famiglia di Elio Materassi – un IMI che visse il dramma della deportazione per poi far rientro in Italia – gli autori ricostruiscono le drammatiche vicende storiche che portarono all’internamento di oltre 650.000 soldati italiani, concentrandosi in dettaglio sul cantiere del bunker Valentin, un’imponente costruzione in cemento armato nell’area di Bremen-Farge, nella Germania settentrionale, simbolo della macchina bellica nazista ideato per la “guerra totale” di Hitler: qui si sarebbero dovuti assemblare sottomarini U-Boot di ultima generazione, progettati dalla marina militare tedesca per contrastare gli attacchi angloamericani provenienti dal Mare del Nord. Per la costruzione di questa struttura colossale, intorno al cantiere del bunker venne creato un sito concentrazionario governato dal terrore, dalla violenza e dal lavoro forzato, con circa 12.000 prigionieri, tra cui 6.000 internati militari italiani: veri campi di morte che inghiottirono la vita di oltre 1.600 persone. La riproduzione di documenti inediti e foto d’epoca, gli estratti dai diari dei sopravvissuti e la ricca Appendice storica fanno di questo libro la preziosa testimonianza di una pagina di storia ancora poco nota, ma di fondamentale importanza per un processo di conoscenza che conduca alla costruzione di una memoria consapevole e di un futuro di pace.
“Bunker Valentin è il racconto degli internati militari italiani che sono stati tanti e che hanno partecipato, dopo l’8 settembre 1943, alla liberazione del nostro Paese non dando una mano al regime nazista – ha detto Antonio Mazzeo presidente del Consiglio regionale – e perdendo la vita anche per noi. Molti sono stati internati in questi che erano veri e propri campi di sterminio, uno di questi luoghi di sofferenza era Bunker Valentin e attraverso la presentazione di un libro così toccante vogliamo ricordare quanto è accaduto. Oggi che mancano testimoni diretti di questi eventi è necessario che le istituzioni diventino amplificatori di memoria e provino a costruire coscienza critica soprattutto nei più giovani e nelle scuole.”
“Un libro importante che ricostruisce la storia del Bunker Valentin – ci ha detto il consigliere regionale Cristiano Benucci – dove molti internati hanno lavorato e perso la vita. Un pezzo della memoria che spesso è lasciato ai margini, ma che grazie al lavoro prezioso degli autori Silvia Pascale e Massimo Orlandi siamo stati in grado di ricostruire.”
“Una pubblicazione molto importante per la nostra città – spiega Monica Marini sindaca di Pontassieve – perché parte dalla storia di Elio Materassi un nostro concittadino che qui fu internato ed ha partecipato alla costruzione del Bunker Valentin. La prima volta che si racconta così nel dettaglio la storia degli internati militari italiani e si ricordano quegli anni terribili, grazie al diario di Elio ritrovato dal figlio e a questa vicenda che si racconta per la prima volta.”
“Un libro che racconta la storia inedita del Bunker Valentin – ci ha detto l’autrice Silvia Pascale – forse il progetto più faraonico della marina militare tedesca per costruire sommergibili, ma il progetto è stato abbandonato dopo i bombardamenti degli anglo-americani. Si pubblicano anche molte foto inedite che arrivano dagli archivi federali tedeschi.”
Le dichiarazioni in video
L’intervista al presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo
L’intervento del consigliere regionale Cristiano Benucci
La dichiarazione di Monica Marini sindaca di Pontassieve
L’intervista all’autrice Silvia Pascale




