Crematori: approvato il Piano regionale di coordinamento
L’aula ha dato il via libera all’atto con il voto favorevole della maggioranza e il voto contrario dei gruppi di centro destra

L'area del nuovo forno crematorio di Trespiano a Firenze (credit: www.crematoriofirenze.it)
Scarica ImmagineFirenze – Approvato dal Consiglio regionale, con voto favorevole della maggioranza e il voto contrario dei gruppi di centro destra, il Piano regionale di coordinamento dei crematori.
Il piano non è di fatto un atto di pianificazione ma un documento di indirizzo in cui vengono forniti ai Comuni, che vogliono realizzare crematorio sul territorio comunale, indirizzi per valutare l’opportunità di realizzazione di impianti del genere. Il piano fornisce un quadro conoscitivo sui crematori presenti in Toscana, sulla domanda e sull’offerta garantita, in cui si evidenzia che in base alla situazione attuale c’è un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta, e quindi non si evidenziano particolari necessità. È inoltre previsto che gli uffici realizzino un catasto dei crematori con monitoraggio annuale sulle cremazioni effettivamente fatte in un anno, ed è fissata la revisione del piano dopo tre anni.
Il presidente della commissione Sanità Enrico Sostegni (PD) ha illustrato in aula il provvedimento evidenziando che “andiamo ad approvare un piano regionale di coordinamento che orienta i Comuni con linee di indirizzo, senza delle prescrizioni precise. Si indicano i criteri da seguire per la realizzazione dei nuovi impianti”.
Andrea Ulmi (Gruppo misto Merito e Lealtà) è intervenuto sottolineando che “è soltanto un documento di indirizzo che lascia ampia facoltà ai sindaci di cosa fare nel proprio territorio” e ha parlato di “un ritardo nelle decisioni da parte della Regione che ha fatto entrare i privati nel settore: da queste ragioni nasce il mio voto contrario”.
Giovanni Galli (Lega Toscana) ha ricordato che nella nostra regione “ci sono undici forni e 14 linee attive. Secondo gli studi contenuti nel piano, il fabbisogno in Toscana rende sufficienti 9 forni crematori e 11/12 crematori se si valutano altri parametri, quindi la situazione esistente è già soddisfacente. Il piano per i nuovi impianti dovrà inoltre tenere conto di tutte le prescrizioni. Esprimiamo il voto contrario del nostro gruppo”.
(testo a cura di Cecilia Meli e Riccardo Ferrucci)



