4 Marzo 2026

Ambiente: Piano rifiuti, la commissione ha sentito i tre direttori generali delle Autorità di ambito territoriale

Sugli adempimenti previsti dal nuovo Piano regionale audizione di Dario Baldini (Ato Toscana centro), Enzo Tacconi (Toscana sud) e Michele Francesco Pinotti (Toscana costa). Il presidente Gianni Lorenzetti (Pd): “Avviato lungo processo virtuoso che dovrà portare alla riduzione dei conferimenti in discarica nel limite del 10 per cento entro il 2035”. Il consigliere Alessandro Capecchi (FdI): “Confermate le nostre critiche: Ato ancora in difficoltà, sia per la dotazione di personale che per la realizzazione dei Piani di gestione”

comunicato n. 0156
Stampa/Salva
Condividi

di

Firenze – La commissione Ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Partito democratico) ha tenuto questa mattina, mercoledì 4 marzo, un’audizione dei direttori generali delle Autorità di ambito territoriale ottimale della Toscana “sugli adempimenti previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati – Piano dell’economia circolare, con riferimento ai Piani di ambito”. Si è trattato di una lunga disamina dello stato di attuazione a un anno dall’approvazione del nuovo Piano regionale.

Sono stati sentite le relazioni di Dario Baldini, direttore dell’ATO Toscana Centro, Enzo Tacconi direttore dell’ATO Toscana Sud e Michele Francesco Pinotti direttore dell’ATO Toscana Costa, che hanno successivamente risposto a una serie di domande e richieste di approfondimento da parte di tutti i commissari.

“È stata un’ottima Commissione, utile, necessaria a un anno dall’approvazione del Piano regionale dei rifiuti e dell’economia circolare”, dichiara il presidente Gianni Lorenzetti. “Abbiamo chiarito molti aspetti, volevamo capire a che punto sono le ATO. A breve, nel giro di pochi mesi verranno conclusi i Piani e potranno iniziare gli investimenti, che richiederanno tempi un po’ più lunghi, ma è stato avviato il percorso virtuoso di una legge che ha visto realizzare un lavoro importante dell’amministrazione regionale precedente con l’assessora Monni e il presidente Giani, per arrivare a risultati sicuramente positivi in termini di ambiente, economia circolare e vantaggi per i cittadini. Le problematiche ovviamente ci sono, si parla di investimenti milionari, ma le idee sono chiare, gli indirizzi anche, dobbiamo solo seguirli”. L’obiettivo ricorda il presidente, “è arrivare al 2035 con il limite massimo del 10 per cento per i rifiuti conferiti in discarica, per provare anche a contribuire a una riduzione dei costi di gestione. E possibilmente anche dei costi delle bollette, che ora non dipendono più dalle scelte dei Comuni, ridotti a passacarte, ma vede il ruolo di Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che regola e controlla il ciclo dei rifiuti urbani in Italia, ndr), che ha aumentato le tariffe anche fino al 30 per cento”.

“Dalle audizioni di questa mattina, abbiamo avuto la conferma di quanto sosteniamo da tempo: il Piano proposto dalla Giunta regionale passata non è un Piano, tanto che le ATO sono ancora in difficoltà, sia dal punto di vista della dotazione di personale, sia della realizzazione dei Piani di gestione”, afferma il consigliere Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia). “Il nuovo Piano regionale è stato approvato a gennaio del 2025, i termini di legge prevedevano la realizzazione dei Piani di gestione entro sei mesi, siamo a marzo 2026 e ancora non ci sono. L’ATO Centro ci dice che il proprio dovrebbe arrivare a cavallo dell’estate, per l’ATO Sud arriverà a fine anno o addirittura all’inizio del 2027. Questo – prosegue Capecchi – comporta una gestione emergenziale, soprattutto per l’ATO Centro, che sta prendendo in considerazione l’utilizzo delle discariche per i rifiuti speciali anche per gli urbani, come ad esempio la discarica del Fossetto di Monsummano e quella di Serravalle, e valuta di continuare a utilizzare il termovalorizzatore di Montale ben oltre quello che i Comuni hanno stabilito”. Il quadro, aggiunge il consigliere, presenta “l’ATO Centro non in equilibrio e le altre che stanno faticosamente arrivando a mettere in equilibrio i propri Piani di smaltimento, ma con investimenti parziali. Continua il conferimento in discarica ben oltre i limiti di legge: il tentativo è di arrivare alla riduzione al 10 per cento per il 2035, ma con questi presupposti, temiamo che questo obiettivo non possa essere raggiunto e che, soprattutto, la Tari continui a crescere, in mancanza di impianti”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana