Ambiente: nuovi elettrodotti in Toscana, sì unanime a mozione Avs
Presentata a firma del capogruppo Lorenzo Falchi, accolto un emendamento di Casa riformista. “Sostenere il Comune di Calenzano per arrivare all’interramento del tratto urbanizzato del nuovo elettrodotto, introdurre l’obbligo di interramento dei futuri elettrodotti ed elaborare un piano per il progressivo interramento anche di quelli esistenti in aree di significativo impatto ambientale”
Firenze – Passa con voto unanime una mozione di Alleanza verdi e sinistra, a firma del capogruppo Lorenzo Falchi, accolto un emendamento di Casa riformista, in merito alla “promozione degli interventi di mitigazione dell’impatto paesaggistico dei nuovi elettrodotti realizzati in Toscana in prossimità delle aree urbane da parte di Terna spa”.
La mozione, ha spiegato Falchi, “parte da un episodio locale, nel Comune di Calenzano, e apre una riflessione più ampia”. Il fatto locale è “l’esecuzione della nuova linea ad alta tensione, un elettrodotto a doppia terna tra la stazione elettrica di Colunga, in provincia di Bologna e quella di Calenzano (Firenze), con un impatto visivo molto, molto forte. Questo tipo di intervento ha acceso un movimento che chiedeva attenzione su questo intervento” e ha visto anche la costituzione di un comitato. “Il tema non è opporsi alla transizione energetica, che è una necessità – ha spiegato Falchi –, ma ragionare sulle soluzioni tecniche possibili, che mitigano l’impatto sanitario sulla salute, sull’ambiente e sull’aspetto paesaggistico. Su questo tema c’è stato fin dall’inizio massima attenzione della Giunta regionale”.
L’atto d’indirizzo impegna il presidente e la Giunta a “valutare con la necessaria attenzione i procedimenti autorizzativi eventualmente ancora in corso e di competenza dell’Ente per la prosecuzione del citato intervento; a sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, la prospettiva avanzata dal Comune di Calenzano di una futura risoluzione delle problematiche di impatto paesaggistico mediante l’interramento del tratto urbanizzato dell’elettrodotto, anche alla luce di precedenti interventi analoghi già realizzati da Terna su linee a 380 kV, che ne attestano la fattibilità tecnica in contesti territoriali complessi, qualora si rendano disponibili le necessarie condizioni normative, finanziarie e procedurali”. E inoltre, accolto l’emendamento del capogruppo di Casa riformista, Francesco Casini, “a valutare la possibilità di introdurre, nell’ambito delle competenze regionali e nei futuri procedimenti autorizzativi, l’obbligo di interramento degli elettrodotti di nuova realizzazione, al fine di prevenire impatti visivi e ambientali rilevanti sul territorio; a sostenere l’elaborazione, di concerto con gli enti competenti e i gestori della rete, di un piano progressivo di interramento degli elettrodotti esistenti nelle aree caratterizzate da significativo impatto paesaggistico e sottoposte a tutela, individuando l’interramento quale soluzione prioritaria da perseguire laddove sussistano le condizioni tecniche, normative e finanziarie”.
“Il tema è di cruciale importanza – ha affermato Casini –, il nostro emendamento intende dare forza alla mozione e sostenere l’azione del Comune di Calenzano. Le amministrazioni locali non possono essere lasciate sole a portare avanti giuste battaglie contro colossi come Terna. Giusto fare un ragionamento che allarghi l’iniziativa a tutta la Toscana”.
“Condivido la preoccupazione dei colleghi verso l’elevatissimo impatto ambientale di questa infrastruttura, anche attraverso l’iniziativa del comitato – dice il consigliere Claudio Gemelli (Fratelli d’Italia) –. L’impatto sui cittadini è stato enorme. Mi sorgono però anche seri dubbi, perché si parla di interventi di mitigazione dell’impatto paesaggistico: stiamo parlando di tralicci tubolari che arrivano fino a 75 metri di altezza. Parlare di mitigazione appare quasi surreale. Le amministrazioni locali e regionali avrebbero dovuto affrontare sin dall’inizio chiedendo l’interramento, ma questo non è successo. E l’iter amministrativo, risalente al 2014, presenta zone d’ombra preoccupanti. Al di là di questa critica – e la mozione non cancella gli errori fatti negli anni precedenti, rispetto ai quali rimane la nostra condanna, per come questa vicenda è stata gestita e per come i cittadini non siano stati ascoltati e siano stati esclusi dal procedimento – non possiamo che sostenere l’elaborazione di un piano progressivo di interramento degli elettrodotti esistenti, a partire da quello di Calenzano, così come ci chiedono i comitati sul territorio”, ha concluso Gemelli.
Il consigliere Alessandro Capecchi (FdI) rileva che “è già in atto un piano strategico nazionale di Terna per la rivisitazione dei tralicci con l’interramento, dove tecnicamente possibile. Viene da chiedersi perché non si sia operato in questi anni, anche valorizzando l’interramento con una correzione progettuale, magari utilizzando i fondi del Pnrr, come accaduto a Torino. Nel Comune di Firenze – ha aggiunto Capecchi – è iniziato lo smantellamento di 14 chilometri di linea aerea per un costo di 45milioni di euro da parte di Terna. Non volendo sfuggire dall’intento propositivo di questa mozione – ha concluso Capecchi –, nonostante le critiche sullo specifico caso in questione, la mozione è un richiamo a un procedimento già in corso nel Paese”.




