Ambiente: l’importanza strategica dello sviluppo della geotermia
Ascoltati in un’audizione congiunta dalla seconda commissione Territorio e Ambiente e dalla commissione Aree Interne l’assessore regionale Monni, Enel Green Power, i comuni interessati e le imprese del territorio
Firenze – Nella seduta congiunta svoltasi nei giorni scorsi della seconda commissione, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd), e dalla commissione per le Aree interne, presieduta da Marco Niccolai (Pd), sono stati ascoltati l’assessore regionale Monia Monni, Enel Green Power, le associazioni di categoria e i comuni geotermici in merito al Decreto legge 9 dicembre 2023, n. 181 in materia di geotermia.
Il presidente della commissione Aree Interne Niccolai, ha ricordato “l’importanza dello sviluppo della geotermia per evitare lo spopolamento delle aree interessate e per uno sviluppo energetico compatibile con la transizione ecologica”. La geotermia, ha ricordato, “è una risorsa energetica per la Toscana e l’Italia. In Toscana coinvolge 16 comuni, tutti ubicati nelle aree interne, e quindi nella geotermia risiede una risorsa straordinaria per questi territori e per lo sviluppo futuro delle comunità. La geotermia può diventare un prezioso antidoto contro lo spopolamento di queste aree e prefigurare orizzonti di sviluppo e crescita. Dobbiamo continuare a sostenere l’impegno della Regione Toscana e a cercare la massima condivisione politica”.
Per l’assessora regionale Monia Monni “la nostra regione è molto impegnata sul tema della conversione energetica, con un dialogo serrato con il governo, perché mancano strumenti idonei per le regioni per guidare il processo di conversione verso un processo di sostenibilità che sia anche un processo di giustizia sociale. Non possiamo attuare una conversione che non tenga conto dei nostri suoli, delle difficoltà dell’agricoltura in un tempo di cambiamento climatico, dobbiamo anche gestire al meglio anche il tema del paesaggio”. Quindi i processi di cambiamento in atto “vanno governati anche dai comuni e dalla regione che conoscono meglio i territori coinvolti. Ad esempio nei processi di fotovoltaico siamo di fronte a multinazionali che presentano progetti molto estesi, soggetti ad autorizzazioni nazionali, dove noi esprimiamo soltanto un parere non vincolante. Dobbiamo governare queste trasformazioni o sarà ingestibile alla luce dei cambiamenti climatici in atto”.
L’assessora Monni ha ricordato come la Regione Toscana abbia già lavorato sulle comunità energetiche, “ma in questo quadro di cambiamenti diventa fondamentale l’utilizzo della geotermia che è un’energia rinnovabile, che ha caratteristiche straordinarie in quanto è continuativa, programmabile e diventa assimilabile ai combustibili fossili. Un processo che va governato per raggiungere risultati migliori possibili, visto che già oggi questa fonte energetica garantisce il 34% della produzione elettrica regionale, ma va evidenziato che i territori che forniscono questa fonte energetica devono avere un ritorno in termini economici e di sviluppo delle zone interessate. In questo quadro si inserisce il Decreto Legge 181 che consente di prorogare il processo in essere, quindi Enel può fare una proposta nel merito e la regione può decidere se accettare oppure fare un bando. Abbiamo aperto un’interlocuzione con il mondo delle imprese e con i sindaci per lo sviluppo complessivo di questi territori e siamo in una fase di primo confronto e entro la fine di giugno la Regione dovrebbe dare il proprio parere. Chiaramente la proroga consentirebbe di accelerare i processi già in corso, ma in un quadro di massima trasparenza e avvalendosi anche di consulenze esterne per valutare nel merito il progetto presentato”.
Luca Rossini (responsabile Geotermia Italia di Enel Green Power) condivide l’analisi fatta dall’assessore regionale e sottolinea la necessità di partire il prima possibile con il nuovo progetto. “Sono cinque anni che aspettavamo questo bando, stiamo lavorando, insieme agli altri soggetti coinvolti, al nuovo progetto che dovrebbe rilanciare complessivamente il settore della geotermia”. Ha ricordato la disponibilità della società ad aumentare la potenza con la certezza dei tempi concessi dalla proroga per fare investimenti. “Adesso il 30% degli investimenti vanno sui territori e il 50% resta in Toscana. Chiaramente considerando i tempi ristretti se non ci sono imprese toscane disponibili dobbiamo necessariamente andare fuori. Volevo però ricordare che il beneficio fiscale per le imprese che producono nel territorio arriva fino al 90%”.
Giannoni Carlo (Responsabile Consorzio Alta Val di Cecina) condivide la scelta della proroga della concessione in atto e afferma che “oggi non resta altra soluzione che potenziare la geotermia per sostenere queste zone e programmare un futuro per l’Alta Val di Cecina e si può aumentare la produzione esistente. L’unico modo per dare un futuro produttivo, residenziale e sociale a questi territori”.
Alessandro Sottilli (Confcooperative) spiega che “la nostra organizzazione di fa parte attiva di questo processo per cogliere le opportunità che nascono in questi territori, per contenere i costi dell’energia e sviluppi di nuove idee (comunità energetiche); siamo quindi favorevoli alla proroga”.
Stefano Chini (Confartigianato Prato) ha sottolineato che “come mondo delle imprese siamo favorevoli alla proroga ad Enel Green Power. Entro fine giugno la Regione darà un parere, si deve tener conto delle aziende del territorio e dell’indotto. Il percorso sulla geotermia mi sembra positivo sul piano nazionale e locale”.
Juri Sbrana (direttore Confabi Toscana) ha apprezzato le nuove opportunità offerte alle imprese “che fanno eccellenza in questi territori, coinvolgendo con l’indotto circa 4000 persone e arrivando a produrre il 70% da fonti rinnovabili. Siamo di fronte ad un’occasione storica e occorre un grande impegno da parte di tutti. Vorremmo conoscere i criteri del piano e le ricadute industriali. Serve valorizzare la geotermia costruendo un progetto di largo respiro per la transizione ecologica, individuare una figura specifica da dedicare alla geotermia per valorizzare il lavoro e investire sulla formazione professionale”.
Per Gabriele Baccetti (Confindustria Toscana) “la geotermia rappresenta un contributo energetico importante per la transizione ecologica e lo sviluppo economico dei territori, si devono valorizzare le professionali esistenti. Importanti investimenti su tutti i territori coinvolti come opportunità di crescita complessiva e in questo processo le imprese dell’indotto e il sistema regionale nel suo complesso possono trovare giovamento”.
Enrico Fantini (Conflavoro) ritiene che “la geotermia è importante per la Toscana, ma bisogna lavorare perché tutta l’area continui a vivere nel suo complesso. Il caso specifico della geotermia va portato al tavolo nazionale, dove si discute di una legge nazionale sulle piccole e medie imprese per la sua specificità, le eccellenze e per valorizzare le aree interne”.
Alberto Ferrini (sindaco Castel Nuovo Val di Cecina) ha sottolineato l’importanza della proroga che “in tempi più rapidi consente di approvare il nuovo progetto, mentre la gara, con tempi più lunghi, comporterebbe un ulteriore immobilismo per tutta l’area. Nuovi investimenti significano situazioni di sviluppo per far sopravvivere queste zone, dove ci sono ricadute dirette e indirette. Vogliamo portare il nostro contributo alla Regione con le istanze che vengono dalle imprese e da Enel per costruire un percorso virtuoso per tutto il distretto”.
Per Francesco Guarguaglini (Sindaco di Radicondoli) “siamo di fronte a un momento storico, si parla di una possibile proroga di venti anni che comporta da parte di Enel di presentare un progetto industriale che preveda ulteriori investimenti con importanti ricadute economiche e sociali per tutta l’area. Importante non abbandonare i vecchi accordi del 2009 che prevedevano anche fondamentali perequazioni economiche per i comuni dell’area che è importante salvaguardare”.
La consigliera regionale Elena Meini (Lega Toscana) ha ringraziato tutti gli intervenuti ricordando che il confronto con l’assessore regionale “ci ha portato ad una Risoluzione sulla geotermia approvata in Consiglio regionale all’unanimità. Abbiamo lavorato tutti insieme per far avanzare un progetto fondamentale per la Toscana. I tempi sono molto ristretti e c’è l’ulteriore scoglio delle elezioni comunali. Quello che chiedo è di essere aggiornati come opposizione sulle novità in itinere, sul nuovo piano industriale presentato da Enel e sulla proposta di proroga che mi sembra la soluzione migliore per non perdere ulteriori occasioni”.
Il consigliere regionale Andrea Pieroni (Pd) ha sottolineato “l’ampia condivisione che abbiamo trovato su questo tema, compreso con Enel. La geotermia non è una risorsa da sfruttare, ma una grande opportunità per tutti, quindi occorre un impegno serio e di lunga durata. Ringrazio tutti gli attori che stanno lavorando, noi abbiamo un vantaggio non da poco con Enel Green Power che possiede competenze specifiche, con l’innovazione e ricerca che abbiamo a Pisa. Una sfida per tutti per un nuovo sviluppo sul piano politico, economico, sociale, per i consorzi e i vari livelli istituzionali, coinvolgendo anche i sindacati per aumentare l’occupazione qualificata, con una formazione professionale specifica per l’indotto”.
L’assessora regionale Monia Monni ha concluso il suo intervento avvertendo che “su una tema complesso come la geotermia non c’è sempre unità d’intenti come ho trovato in questa aula, nell’area amiatina abbiamo rassicurato la popolazione con indagini sanitarie accurate. Adesso abbiamo le condizioni migliori per poter pensare ad un aumento di potenza da installare passando dal 34% di energia elettrica prodotta ad un raddoppio di tale produzione. La cifra di 2 miliardi e novecento mila euro di Enel della vecchia proposta è solo il punto di partenza, adesso dovremo dimostrare la validità della proroga che dovrà essere conveniente per tutto il territorio e avere ricadute positive per tutta la zona. Uno sviluppo per l’indotto non solo per la geotermia, ma da sviluppare anche in altri settori. Voglio ringraziare il clima positivo del Consiglio regionale che consente di valutare la possibilità della proroga. Dalla proposta formale di Enel avremo 75 giorni per valutare, dobbiamo fare presto, ma anche bene. Gestiremo il processo nella massima trasparenza e torneremo a confrontarci con il Consiglio regionale”.