Ambiente: Ente Parco Maremma, commissione approva Bilancio di esercizio 2025
Via libera a maggioranza nella commissione presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd). Gli aggiornamenti su rischi Psa e cocciniglia
Firenze – La commissione Ambiente e territorio, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) ha dato il via libera al Bilancio di esercizio 2025 dell’Ente parco regionale della Maremma. La proposta di deliberazione ha visto il voto favorevole di Pd e Avs e l’astensione del gruppo FdI.
Ad illustrare il bilancio alla commissione è stato il presidente del Parco, Simone Rusci, affiancato dalla direttrice Donatella Ciofani. Il bilancio si chiude “con un sostanziale pareggio, ottenuto grazie al controllo puntuale di gestione e giustificato dalla necessità di mettere a punto un programma di manutenzione degli itinerari che ha assorbito risorse. C’è un incremento del valore della produzione del 3,81 per cento e un parallelo aumento dei costi di produzione del 3,89 per cento. Alcuni dati significativi: incremento del 2,69 per cento di ricavi per le prestazioni, con contributo della Regione per il funzionamento aumentato di 100mila euro e un contributo di 10mila euro per la festa dei Parchi. Si ha una contrazione dei ricavi dovuta alla conclusione di un progetto Marnat (Maremma Natura, ndr); crescono anche i ricavi da attività commerciale (bigliettazione, 522mila euro in totale) con un incremento del 6,8 per cento rispetto al 2024”.
Quanto ai costi della produzione, ha proseguito Rusci, “c’è un incremento del 77,53 per cento dell’acquisto di beni, dovuto alle celebrazioni dei 50 anni del Parco della Maremma; crescono anche le spese di manutenzione e riparazioni. La spesa per il personale è in lieve aumento, resta la condizione di ‘sotto-organico’ con una carenza strutturale di personale. Lo stato patrimoniale rimane invariato, “abbiamo un piano degli investimenti che si è concluso”.
Nel complesso, ha dichiarato Rusci, “il Bilancio di esercizio 2025 restituisce una condizione di solidità del Parco della Maremma, sia per quanto riguarda le entrate sia par la capacità di spesa. In futuro, le innovazioni più rilevanti riguarderanno la produzione di utili necessari a partecipare a forme di finanziamento europeo, che richiedono co-finanziamenti”.
“Abbiamo guardato sempre al Parco della Maremma con un occhio di riguardo rispetto agli altri Parchi. Ne apprezziamo il metodo di lavoro e la capacità di stimolare le visite e la partecipazione, valorizzando la promozione”, ha detto Alessandro Capecchi (FdI). “I dati del Bilancio stanno però diminuendo: si passa da un utile di circa 200mila euro del 2022, con un trend in diminuzione, a un utile formale di 3 euro nel 2025. Leggiamo questa diminuzione di redditività come un dato preoccupante”. Il presidente del Parco ha risposto che “si tratta di un’azione volontaria e controllata, non una condizione incidentale dovuta a imprevisti”.
La consigliera Serena Bulleri (FdI) ha chiesto informazioni riguardo ai dati sull’abbattimento degli ungulati e alla minaccia della cocciniglia che incombe anche sulle pinete del parco. Il Piano di gestione degli ungulati del Parco della Maremma “è considerato uno strumento di alto valore scientifico e riguarda cinghiali, daini e caprioli. L’abbattimento riguarda cinghiali e daini”. È stato inoltre spiegato che il ritorno spontaneo del lupo all’interno dell’area protetta ha agito come un naturale fattore di controllo e ha consentito di ridurre la necessità di ricorrere in modo massiccio ad abbattimenti selettivi per limitare il sovrannumero di cinghiali e daini. “Si prevede l’abbattimento di 400 capi e attualmente si è raggiunta la soglia dei 200, con un incremento negli ultimi mesi”.
Per la prevenzione della peste suina africana, il Parco è in contatto con le strutture regionali, l’Asl e con l’Università di Siena: “Al momento non è presente, è in corso una campagna di comunicazione, c’è l’ipotesi di costituire un centro di raccolta all’interno del Parco. Ci preoccupa la stagione dei funghi (il virus ha una forte resistenza, sopravvive a lungo e può essere trasportato anche attraverso sotto le suole delle scarpe, ndr). Qualora la peste suina dovesse arrivare nel Parco, ci sarà il raddoppio degli abbattimenti di cinghiali”.
Quanto alla minaccia della cocciniglia, “le nostre pinete sono costantemente monitorate, al momento anche la cocciniglia non è presente. Incrociamo le dita, perché siamo ‘circondati’: il problema c’è sia a San Rossore, sia a Sud, nel Lazio, nella tenuta di Castelporziano”.




