Ambiente: Cava Fornace, interrogazione di Fratelli d’Italia
Nella commissione presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd), la risposta dell’assessore regionale David Barontini
Firenze – L’assessore regionale David Barontini ha risposto nella commissione Ambiente presieduta da Gianni Lorenzetti (Partito democratico) ad una interrogazione presentata da Fratelli d’Italia, primo firmatario Marco Guidi, in merito al procedimento per il rilascio del PAUR relativo al “progetto di completamento oltre quota +43 metri sul livello del mare” della discarica per rifiuti speciali di Cava Fornace, in provincia di Massa e Carrara.
L’interrogazione è stata rivolta al presidente della Giunta regionale e all’assessore competente, per sapere “quale sia lo stato della procedura di rilascio del PAUR (il provvedimento di autorizzazione, ndr) per il progetto del completamento di Cava Fornace oltre quota +43 metri s.l.m.; se si ritiene che dopo l’incidente del maggio 2024 la discarica sia stata messa in sicurezza e in grado di operare senza rischi per cittadini, imprese e lavoratori e per l’ambiente circostante; quale sia l’esatta volumetria residua della discarica e come si giustifichi tecnicamente la prosecuzione dell’attività alla luce delle criticità sistemiche documentate” e, infine, “in caso del rigetto dell’istanza di PAUR presentata dal gestore (la società Programma Ambiente Apuane, ndr), quale siano le competenze relative alla gestione post operativa e alla bonifica del sito in cui si trova la discarica e in quali tempistiche e secondo quale percorso si arriverebbe alla chiusura definitiva dell’impianto”.
Il procedimento per il rilascio del Paur, ha spiegato l’assessore, “è stato avviato il 12 luglio 2023, la Giunta regionale ha disposto lo svolgimento dell’inchiesta pubblica che si è concluso l’8 gennaio 2024”. A seguito dell’incidente del maggio 2024, con “cedimento del paramento esterno, il settore Via ha reputato di dover sospendere l’indizione della prima conferenza dei servizi, in attesa della definizione e risoluzione della situazione emergenziale e delle relative ricadute tecniche sul progetto attualmente in corso di valutazione”. È emersa, tra la Regione e Comuni di Montignoso e Pietrasanta, una “condivisa necessità di strutturare un percorso di confronto e partecipazione finalizzata a individuare una proposta progettuale per la chiusura, celere e sostenibile, della discarica”. Il settore Via ha successivamente inviato al gestore della discarica una richiesta di integrazioni e chiarimenti: “Aspetti programmatici, progettuali e ambientali, con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, flora, fauna, ecosistemi, paesaggio e beni culturali, materiali di scavo, rifiuti, bonifiche e piano di ripristino ambientale”.
Il gestore ha nel frattempo chiesto la chiusura della diffida, “ritenendo di aver ottemperato a tutte le disposizioni impartite dalla Regione” a seguito dell’incidente del maggio 2024. “Tuttavia – ha proseguito l’assessore Barontini – considerato che devono ancora essere conclusi alcuni interventi di ottimizzazione della gestione delle acque meteoriche e del percolato e di realizzazione di opere a favore di stabilità”, la Regione “ha ritenuto di rimandare la cessazione della diffida”, al 30 aprile, quando dovrebbero essere conclusi i lavori non ancora completati. Con la cessazione della diffida “potrà essere considerata le cessazione dello stato di emergenza e la discarica potrà riprendere la normale attività”.
La volumetria residua di fase uno “è pari a circa 4mila 360 metri cubi su un totale autorizzato di 750mila metri cubi e quindi risulta pressoché esaurita”. Le valutazioni tecniche “che saranno effettuate nel corso del procedimento di Paur – ha spiegato ancora l’assessore – terranno conto delle criticità fin qui emerse e delle modalità con cui il progetto intende affrontarle e risolverle, nonché di tutte le osservazioni intervenute. La prosecuzione dell’attività potrà quindi essere assentita solo in caso di valutazioni favorevoli nel suo complesso”. In caso contrario, ha aggiunto Barontini, se “le valutazioni dovessero avere esito negativo e il progetto di realizzazione delle fasi 2 e 3 non potesse essere approvato”, si procederà a “emanare un provvedimento per l’avvio della procedura di chiusura della discarica, chiedendo alla società Programma Ambiente Apuane di presentare uno specifico progetto, che dopo la sua approvazione dovrà essere attuato a carico del gestore”. La norma, ha concluso l’assessore regionale, “prevede che il sistema di copertura finale deve essere predisposto dopo due anni dall’ultimo conferimento a seguito della valutazione degli assestamenti e deve essere completato nei successivi 36 mesi”. Realizzata la copertura definitiva, “la discarica potrà essere dichiarata definitivamente chiusa e potrà essere avviata la fase di gestione operativa, che come sappiamo deve essere almeno trentennale”. Il gestore “è responsabile della manutenzione, della sorveglianza e del controllo, anche dopo la chiusura definitiva nelle fase di gestione post operativa, che quindi sono in carico alla società Programma Ambiente Apuane Spa, per tutto il tempo durante il quale la discarica può comportare rischi per l’ambiente”.
“Dichiaro di non essere soddisfatto – ha dichiarato il consigliere Marco Guidi nella replica –, ma anche i cittadini credo che non saranno soddisfatti delle sue risposte. Lei ha fatto un sopralluogo a Cava Fornace il 20 febbraio, dopo che in commissione abbiamo audito i comitati e le amministrazioni locali. Mi aspettavo una risposta un po’ diversa alla domanda principale, cioè che la procedura va ultimata e terminata. La Giunta regionale ha un potere, che gli dà la legge: ha la responsabilità politica e amministrativa di esprimersi sulla compatibilità ambientale della discarica. Il racconto dell’iter amministrativo lo conosciamo tutti. I cittadini – ha proseguito Guidi – si aspettano che si vada a chiudere il procedimento, a breve ci sarà un Consiglio congiunto di tutti i Consigli comunali dei Comuni interessati. Anche il Consiglio regionale si è espresso sulla chiusura. Lei ha il potere discrezionale per esprimersi, spero che a breve torni in commissione e ci dica che la Giunta ha deciso di non concedere l’autorizzazione e dare mandato agli uffici di avviare il procedimento per la chiusura della discarica”.




