22 Novembre 2022

Ambiente: Ambiti territoriali ottimali, sì all’individuazione prevista da codice della protezione civile

La proposta di delibera ha ricevuto 17 voti favorevoli e 9 astensioni

Comunicato stampa n. 1034
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Firenze – Sì a maggioranza alla proposta di delibera in merito alla individuazione degli ambiti territoriali ed organizzativi ottimali, previsti dal Codice della Protezione civile. ”Tale adempimento – come ha detto la presidente della commissione Territorio e ambiente Lucia De Robertis (Pd)  nel rispetto di una recente direttiva governativa, è propedeutico all’approvazione del piano regionale di protezione civile”.

Nel merito dell’atto si ricorda che l’Ambito territoriale ed organizzativo ottimale di protezione civile (Atpc) è definito quale territorio individuato dai confini amministrativi di uno o più comuni, in cui le funzioni di protezione civile trovano una dimensione ottimale di esercizio, dove la pianificazione di emergenza e la gestione delle conseguenti risposte, in caso di evento, superando la capacità di risposta locale, consentono la valorizzazione di tutte le sinergie presenti nel territorio. De Robertis ha detto che “tra i criteri che devono essere individuati, per permettere un efficace programmazione delle azioni di Protezione civile, sono da considerare tra gli altri le infrastrutture, le strutture territoriali legate al soccorso, ma anche l’articolazione sociale, economica e amministrativa caratterizzanti il territorio interessato”. In particolare, invece, devono essere considerati vincolanti e non derogabili i seguenti criteri territoriali: appartenenza ad una sola provincia o città metropolitana; continuità territoriale dell’ambito; comuni che afferiscono ad un’isola devono costituire un unico ambito territoriale; i comuni capoluogo di provincia formano un proprio specifico ambito territoriale. Inoltre, la delibera prevede che per ogni Atpc sia individuato un Centro di coordinamento di ambito (Cca), che di norma corrisponde al comune con popolazione maggiore tra quelli afferenti all’ambito e che rappresenta la sede da attivare per la gestione della risposta, nel caso si verifichi un evento rilevante.

Infine, l’atto prevede che – fermo restando eventuali diverse direttive nazionali al riguardo – la Regione provveda alla verifica dell’articolazione territoriale degli Atpc dopo cinque anni dalla loro applicazione.

Alessandro Capecchi (FdI) ha espresso il voto di astensione del gruppo. “Un ministero si occupa direttamente della materia, salvaguardando l’esperienza e l’autonomia del dipartimento della protezione civile che è materia trasversale, di interesse della popolazione”. “Questo provvedimento – aggiunge – arriva con un po’ di ritardo ed è uno di quelli che ancora mancano per la completa attuazione della legge 45 del 2020, mancano ancora una serie di decreti attuativi della riforma che possono mettere a pieno regime la collaborazione istituzionale sia in senso verticale tra la Regione, quel che resta delle province e i comuni organizzati negli ambiti territoriali ottimali sia in senso orizzontale cioè l’integrazione tra il pubblico e le associazioni di volontariato.”

(testo a cura di Benedetta Bernocchi e Paola Scuffi)

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