• 14 Ottobre 2026

Agricoltura: partecipazione, lavoro di qualità e semplificazione, gli interventi regionali per imprese agricole, zootecniche, ittiche e forestali

In commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd) sono stati ascoltati i rappresentanti delle organizzazioni di categoria e sindacali: Coldiretti, CIA e Confagricoltura, Cisl, Uil, Ugl e Cgil (ha inviato un contributo). Barnini: “Portare la proposta in Aula l’11 novembre”

 

Comunicato n. 0880
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Firenze- “Agricoltura e sviluppo rurale in toscana: interventi per la partecipazione, per il lavoro agricolo di qualità e la semplificazione per le imprese agricole, zootecniche, ittiche e forestali”, la proposta di legge per il mondo rurale, recentemente promossa dalla Giunta regionale e che punta a riordinare e semplificare l’agricoltura e lo sviluppo rurale sul territorio è stata oggetto questa mattina in commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd) di consultazioni. Su questo intervento normativo che va a modificare undici leggi regionali esistenti, sono stati ascoltati i rappresentanti delle organizzazioni di categoria e sindacali: Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Cisl, Uil, Ugl e Cgil (ha inviato un contributo).

Lettura positiva della proposta di legge che cerca di dare risposte multiple alla varietà del tema agricoltura e condivisione sono state espresse sui punti strategici e sulle linee generali dell’atto: contrasto al caporalato e promozione del lavoro di qualità; sostegno alle imprese virtuose, raggiungimento degli obbiettivi di semplificazione e digitalizzazione; valorizzazione del territorio.

Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi di Letizia Cesani, presidente Coldiretti; Giordano Pascucci, direttore regionale di Cia Agricoltori Italiani Toscana e Carlo Bartolini, presidente di Confagricoltura Toscana che hanno segnalato alcune criticità sui primi articoli della proposta di legge, quelli collegati al lavoro, relativamente al tema della semplificazione. E’ stato evidenziato il problema della “check list” per il ricorso dei lavori in appalto, ribadendo che “inserire la check list in legge, è una tematica di grave difficoltà sia per le imprese che per le cooperative dei servizi”. Cesani ha spiegato che “la check list è fatta di 11 documenti, tre dei quali relativi alla cooperativa dei servizi gli altri sono 8 documenti che per ogni dipendente dovremmo chiedere”, “di tratta di un aggravio burocratico e di incoerenza sul piano della semplificazione”. La proposta da lei avanzata è quella di creare “una piattaforma dove caricare i documenti da poter consultare”.

E’ stata fatta presente anche la necessità che l’applicazione della legge sia omogena su tutto il territorio senza disparità o discrezionalità tra un comune e l’altro, seppur con un occhio vigile sulle aree da attenzionare.

Apprezzamento per la consulta sull’agricoltura è stato ribadito da Pascucci “un punto politico, pratico, amministrativo e di gestione del percorso importante – ha detto – perché avere momenti di confronto sull’andamento delle attività e valutare le difficoltà e i momenti di crisi rappresentano un aspetto innovativo”. Pascucci ha espresso la necessità di inserire in legge l’intervento in materia di gestione delle risorse idriche, “occorre un articolo che disciplini un piano irriguo regionale”. Da modificare, poi, la banca della terra, “per favorire la mobilità fondiaria e incentivare l’iniziativa dei privati” e da “inserire interventi di semplificazione per la legge sui tartufi”.

Anche Bartolini ritiene un “appesantimento per le imprese il tema delle check list” e sono “da rivedere – commenta- gli indici di coerenza, un provvedimento nazionale non realizzato, dobbiamo capire a cosa servono e a cosa si applicano (ndr. parametri tecnici di riferimento usati per verificare la congruità tra la reale capacità produttiva di un’azienda agricola e la quantità di manodopera che l’impresa dichiara di impiegare)”.

 Anche per i rappresentanti di Cisl, Uil e Ugl si tratta di un atto che “darà risposte anche in momenti difficili e straordinari”, di una “legge che deve tradursi da un lato nella tutela dei lavoratori e dall’altro nella verifica dei risultati affinché alla qualità della produzione corrisponda anche quella del buon lavoro”. Interesse è stato espresso sui controlli per la regolarità degli appalti e dei contratti. Apprezzamento per la proposta di istituire una cabina di regia partecipata tra tutti gli attori.

“Crediamo che le tre direttrici per noi fondamentali quali qualità dell’occupazione, contrasto al caporalato e sicurezza su lavoro – ha detto il rappresentante della Uil-  in questa legge siano esplicitate abbastanza bene”. “Secondo noi, occorre favorire l’aspetto di prevenzione e riteniamo utile il coinvolgimento degli enti bilaterali che vedono la compartecipazioni di parti datoriali e sindacali”.  Posizione condivisa anche da Ugl che ha ribadito la necessità di porre attenzione alla qualità occupazionale e al contrasto al caporalato.

Cgil, nella nota inviata alla commissione, ha espresso pieno apprezzamento e sostegno al titolo primo e secondo della legge, senza evidenziare criticità.

La presidente Barnini ha ribadito “su alcuni aspetti di sostanza della legge ci sono opinioni distanti e occorrerà lavorare un po’ per trovare una soluzione condivisa in modo serio ma con tempi contingentati perché alle spalle c’è stato un percorso lungo e solido”. “L’obiettivo – ha concluso – è quello entro fine ottobre di licenziare la pdl in commissione per portarla in Aula l’11 novembre”.

 

 

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