• 7 Ottobre 2026

Ambiente: via libera al Bilancio di esercizio 2025 del Consorzio Lamma

Approvato a maggioranza, l’atto è stato illustrato dal presidente della commissione Ambiente Gianni Lorenzetti (Pd). L’intervento di Alessandro Capecchi (FdI)

Comunicato n. 0862
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Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera Bilancio di esercizio 2025 del Consorzio Lamma. La proposta di deliberazione è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza (Pd, Cr, Avs e M5s), il voto contrario di Forza Italia e l’astensione di Fratelli d’Italia.

È stato il presidente della commissione Ambiente, Gianni Lorenzetti (Pd) a illustrare le linee del bilancio all’Aula. Il Consorzio è controllato dalla Regione che ne detiene i due terzi, mentre un terzo è detenuto dal Consiglio nazionale delle ricerche. Il Lamma “svolge prevalentemente attività di supporto agli enti consorziati”, focalizzandosi sul servizio per la Regione, anche rinunciando talvolta a commesse esterne. Non solo previsioni meteo, ma anche il supporto alla protezione civile (sistemi di allerta), studio del clima, sviluppo di modelli meteo-marini, supporto alla sicurezza della navigazione marittima, monitoraggio dello stato di salute del mare, l’inquinamento marino e l’erosione costiera. “Servizi a supporto anche con specifico riferimento al pericolo di valanghe”. E, ancora, l’elaborazione di sistemi informativi geografici, la realizzazione di sistemi di monitoraggio per la risorsa idrica; studi geologici e monitoraggi dello stato della vegetazione. Lorenzetti ha ricordato “L’attività a supporto della Regione per la valutazione del rischio incendi boschivi, con indicazione della direzione del vento in tempo reale agli operatori”; sviluppo di modelli meteo-diffusionali per simulare e prevedere la dispersione degli inquinanti in atmosfera nelle aree urbane e industriali. Il Lamma “opera anche per soggetti non consorziati, per una quota non superiore al 20 per cento”.

Il Consorzio Lamma è attualmente guidato dal commissario straordinario Francesco Meneguzzo, di recente nomina (giugno 2026, fino al 31 dicembre 2026) a seguito dell’orientamento della Regione, che ha rilevato la guida tenuta per molti anni dall’amministratore unico Bernardo Gozzini. La figura del commissario straordinario risponde alla riorganizzazione dell’inquadramento generale alla posizione dei direttori degli enti strumentali che la Regione Toscana sta predisponendo secondo i rilievi della Corte dei Conti, che ha rilevato criticità sulla qualificazione e configurazione del trattamento giuridico ed economico dei direttori.

I numeri del Bilancio. Il 2025 si è chiuso con un utile di 20mila 694 euro. Il valore della produzione 4milioni e 458mila 280 euro, in aumento di circa il 3,5 per cento rispetto al 2024. I ricavi delle vendite e delle prestazioni 4milioni 177mila (più 6, 52 per cento).

I contributi della Regione per il funzionamento ammontano a 2milioni e 80mila euro; da altri soggetti pubblici un milione e 724mila euro.

I costi della produzione ammontano a 4milioni e 374mila euro. Il costo del personale è pari a un milione e 457mila euro. Il Settore società partecipate-Enti dipendenti della Regione ha espresso parere positivo con alcune raccomandazioni, in particolare in relazione al superamento del tetto di costo del personale, che si trascina dal 2017 e ha determinato una forte rigidità, con impossibilità di assunzioni, conseguente riduzione dell’organico e innalzamento dell’età media, che raggiunge i 55 anni.

Il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi (FdI) ha voluto ringraziare “il presidente della commissione per la relazione dettagliata e intellettualmente onesta” e prima di annunciare il voto di astensione del gruppo, si è soffermato su alcuni aspetti: “Diminuisce la cassa e aumenta l’indebitamento, l’utile è solo grazie agli interessi sui depositi bancari. C’è la partita molto delicata del personale: resta lo sforamento dei parametri di assunzione e ci è stato detto che servirebbero ancora alcune professionalità. C’è stato un risparmio di 50mila euro per un ricercatore che ha dato le dimissioni e un altro è in coabitazione con un soggetto terzo. Sono cresciute le attività commerciali, nel rispetto del limite del 20 per cento. C’è infine il tema legato alla trasmigrazione dei dati e alla funzionalità dei sistemi operativi del consorzio, legato anche alla cyber sicurezza: il percorso di centralizzazione attuato dalla Regione Toscana è un po’ in chiaroscuro rispetto alle funzionalità del Lamma. Serviranno ulteriori investimenti in futuro”.

Capecchi ha infine segnalato il tema “dell’innalzamento delle temperature marine, che stanno determinando continui cambiamenti non solo della fauna marina, ma anche le correnti, con il fenomeno dell’erosione costiera e la proliferazione di alghe”. In generale, è la valutazione del consigliere, “il Lamma opera bene nell’interesse generale, svolge funzioni molto importanti dal punto di vista ambientale, che hanno una ricaduta diretta su tante fasce della popolazione e su tanti settori economici. Pensiamo che possa e debba aumentare il rapporto con le strutture tecniche della Regione, ma anche passare attraverso l’elaborazione di qualche ricerca in più da consegnare a noi che abbiamo la responsabilità di fare le norme”.

 

 

 

 

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