Piano cave: sì a delibera per attività amministrativa su giacimenti potenziali del Romitorino e Valle delle Dispense
L’atto è stato approvato a maggioranza, con l’astensione di Fratelli d’Italia e Forza Italia

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Scarica ImmagineFirenze – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, la proposta di delibera “Variante al Piano regionale cave (PRC) per ulteriore attività amministrativa e approfondimenti istruttori sui giacimenti potenziali denominati ‘Il Romitorino’ e ‘Valle delle Dispense’, nel Comune di Castagneto Carducci (Livorno)”. Ventitrè i voti a favore di Pd, Casa riformista, Avs e Movimento 5 stelle; si sono astenuti di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Si tratta, come ha spiegato la presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Brenda Barnini (Pd) del “passaggio conclusivo di un iter lungo, impegnativo, che ha visto nella passata legislatura l’adozione di questa variante, che ha caratteristiche particolari, interviene su una piccola parte della pianificazione, in particolar modo su due siti, ed è figlia di un procedimento che ha visto soccombere la Regione di fronte al Tar e al Consiglio di Stato”.
Con questo provvedimento ha spiegato Barnini “prendiamo atto della modifica del Piano regionale cave”. La presidente ha ricordato “in realtà, attraverso la delibera della Giunta, la modifica nei fatti era già stata recepita negli strumenti di pianificazione”, in ragione del fatto che le sentenze “hanno potere conformativo”. La pianificazione regionale, ha ricordato “aveva inizialmente visto inserire i due siti in questione come giacimenti potenziali”. Ora, in conseguenza delle sentenze delle quali la Regione deve prendere atto, “diventano giacimenti a tutti gli effetti”. L’eventuale apertura di una cava nei siti in questione “non sarà immediata, sta in capo alla responsabilità del Comune, che nel frattempo ha a sua volta adottato il Piano attuativo adeguandosi alle sentenze”. Barnini ha evidenziato “l’originalità della delibera e i suoi aspetti particolari”, la procedura “che ritengo non ordinaria, ma essenzialmente corretta. Si è trattato di passaggi obbligatori, per perfezionare il procedimento di variante, che era già iniziato prima della sentenza del Consiglio di Stato, e riallineare tutti gli strumenti normativi”.
Dopo l’illustrazione è intervenuto il consigliere Alessandro Capecchi (FdI) che ha ricordato “il fatto che la proposta di delibera sia stata discussa questa mattina in Commissione poche ora prima del voto in Aula, ci ha impedito di elaborare emendamenti”. “Trattandosi di una proposta di delibera che incide su posizioni singole e economicamente rilevanti – ha detto – ogni virgola che spostiamo ha un effetto”. Capecchi ha poi ricordato che “il piano si regge su una classificazione, quella di ‘giacimento potenziale’, che le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato mettono in discussione. Parlare infatti di giacimento potenziale rende la valutazione ambientale strategica del piano parzialmente inattendibile”. “Esprimiamo dunque un voto di astensione – ha concluso – auspicando che l’Amministrazione voglia quanto prima rimettere mano al piano cave per risolvere la questione dell’inquadramento, anche giuridico, dei giacimenti potenziali”.
(testo di Sandro Bartoli, Benedetta Bernocchi e Angela Feo)



