22 Settembre 2026

Cpr: interrogazioni di Fratelli d’Italia e di Forza Italia

L’assessora Monia Monni risponde in Aula in merito agli sviluppi dell’inchiesta sui presunti certificati medici falsificati per l’accesso ai Centi di permanenza per il rimpatrio, tesi ad impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari presso tali strutture

Comunicato stampa n. 0788
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Firenze – Nell’Aula di palazzo del Pegaso due interrogazioni sui Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), una del gruppo di Fratelli d’Italia e l’altra di Forza Italia, cui ha risposto l’assessora Monia Monni.

A fornire l’incipit all’interrogazione del gruppo di Fratelli d’Italia, come si evince dalla premessa, è stata da un lato l’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Ravenna che ha portato alla luce un presunto sistema illecito volto al rilascio di certificazioni mediche ideologicamente o materialmente false, finalizzate ad evitare il trasferimento e il trattenimento nei Centri per il rimpatrio di stranieri, talvolta con precedenti penali; dall’altro le recenti notizie di cronaca che avrebbero confermato l’esecuzione di perquisizioni a carico di alcuni medici operanti a Firenze ed a Livorno, svolte nell’ambito dello stesso filone di indagine della Procura di Ravenna.

Nel merito dell’interrogazione si fa riferimento in particolare ai dati sanitari relativi al territorio toscano dai quali risulterebbe che – specificatamente nell’Azienda Usl Toscana centro – circa il 30 per cento delle persone sottoposte a visita nel 2025 sia stato dichiarato non idoneo al trattenimento, evitando così l’espulsione.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’interrogazione del gruppo di Forza Italia, che ricorda come l’Autorità sanitaria competente abbia la facoltà di disporre o meno il trattenimento dei cittadini stranieri irregolari presso i Cpr, e come notizie di stampa riportino “anomalie” nel rilascio di certificazioni mediche che attestino presunte incompatibilità al trattenimento, in alcuni casi rivelatesi prive di fondamento clinico e come – qualora accertata – tale prassi rappresenterebbe un grave reato, ma anche una grave violazione dei doveri deontologici del personale sanitario coinvolto e come tale condotta, se confermata, vanificherebbe l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione emessi dall’Autorità competente, con ricadute sulla sicurezza e sull’effettivo controllo dell’immigrazione irregolare.

La Regione è a conoscenza di tutto questo? Quale il quadro delle certificazioni di inidoneità emesse negli anni 2025 e 2026 suddiviso per ciascun presidio ospedaliero e Pronto Soccorso?   Quale lo stato di avanzamento della firma dei Protocolli d’intesa tra le Prefetture e le Aziende Sanitarie della Toscana, e quali linee guida trasparenti e uniformi si intendano adottare per standardizzare ed esaminare la correttezza dei processi di certificazione medica pre-ingresso nei Cpr? Quali iniziative urgenti la Giunta intenda intraprendere per garantire che la tutela della salute avvenga nella massima trasparenza? Ed ancora: l’esecutivo intende attivarsi, anche in raccordo con l’Autorità Giudiziaria e con il Ministero dell’Interno, per promuovere verifiche ispettive e per costituirsi parte attiva al fine di accertare eventuali responsabilità?

Queste, in sintesi, le richieste che gli interroganti di entrambi i gruppi hanno rivolto all’esecutivo regionale.

L’Assessora Monia Monni ha esordito affermando che la Giunta regionale è a conoscenza delle segnalazioni e del procedimento giudiziario, che ha avuto larga eco anche sulla stampa; le Aziende sanitarie, ha proseguito, hanno assicurato piena collaborazione all’Autorità giudiziaria; i dati sulle certificazioni, tuttavia, non sono uniformi sul territorio regionale, ricordando come la Regione non abbia competenze specifiche. E dopo aver passato in rassegna alcuni dati, relativi alla percentuale di idonei al trattamento e alla sottoscrizione di protocolli, anche per quantificare e distinguere le diverse patologie, ha aggiunto che “i medici rilasciano certificazioni in scienza e coscienza – ha concluso Monni – e la responsabilità che si assumono è grande, come grande deve essere il nostro rispetto per chi fa un lavoro così delicato; non possiamo fare il processo ai medici, nessuna cura può essere considerata un reato”.

Ma “anche i medici devono rispettare la legge italiana”, ha replicato Diego Petrucci, primo firmatario dell’interrogazione di Fratelli d’Italia, che ha evocato “pezzi dello Stato che lavorano contro lo Stato: nello specifico ci sono alcuni frammenti della Magistratura, dell’Avvocatura, alcune parrocchie ed anche alcuni medici”. “Riterrei che tutti i partiti debbano chiedere il rispetto delle regole, anche per gli immigrati – ha sottolineato il consigliere – perché ci sono medici che cercano di stravolgere le leggi a favore di chi viene a distruggere il nostro modello di convivenza”. “O siete in malafede o non avete il polso della situazione – ha concluso – chi mette a rischio la nostra sicurezza deve essere rimpatriato”.

Nel rispetto del lavoro della Magistratura e di coloro che sono indagati, Marco Stella, primo firmatario dell’interrogazione di Forza Italia, ha parlato di dati significativi: quasi il 50 per cento nella Asl Toscana centro risulta inidoneo ai Centri di permanenza. Il consigliere si è chiesto dunque come tutelare i diritti delle persone oneste, perché coloro che risultano non idonei “vanno per strada a delinquere”. Stella non ha dubbi: “il medico, secondo scienza e coscienza deve rispettare le regole, ed i Cpr vanno costruiti, uno per regione; noi in Toscana siamo per farlo a Sesto fiorentino, che non è regno di Falchi, ma territorio che ha una sua centralità, vicino all’aeroporto e baricentrico per le ferrovie; se arrivi in maniera illegale in questo Paese non puoi rimanerci – ha concluso – devi essere rimpatriato”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana