22 Settembre 2026

Arpat: via libera del Consiglio regionale al Bilancio di esercizio 2025

Provvedimento approvato a maggioranza con l’astensione dei gruppi di opposizione. Il dibattito in Aula

Comunicato stampa n. 0787
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Firenze – Via libera del Consiglio regionale della Toscana al Bilancio di esercizio 2025 dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat). Il provvedimento è passato a maggioranza, con l’astensione delle forze di opposizione.

È stato il presidente della commissione Ambiente, Gianni Lorenzetti (Pd) ad illustrare all’Aula le linee del bilancio consuntivo 2025, ricordando che Arpat è attualmente guidata da Pietro Rubellini, già direttore generale e attualmente nel ruolo di commissario, nella fase di definizione della nuova disciplina dell’agenzia. Lorenzetti ha ricordato che il Collegio dei revisori dei conti “ha dato parere favorevole senza rilievo di nessun tipo e ha dato informazione di un contenzioso promosso da 55 dipendenti che chiedono di essere inquadrati nel profilo dirigenziale, ritenendo che non si debba procedere ad accantonamenti specifici, in quanto in altre Arpa, di Lazio, Puglia e Piemonte, c’è stato esito negativo nei confronti dei ricorrenti”.

L’agenzia “è in equilibrio”, con utile di esercizio di circa 611mila euro, il valore della produzione è pari a 55milioni e 500mila euro: 49milioni arrivano dalla Regione per le attività obbligatorie ordinarie e straordinarie previste dalla carta dei servizi; un milione e 500mila da altri enti pubblici; circa 250mila euro di contributi da progetti comunitari; un milione e 300mila euro circa da soggetti privati; altri proventi, ricavi e recuperi per 2milioni e 500 mila euro e sopravvenienze attive per un milione 400mila euro circa.

I costi della produzione ammontano a circa 52milioni, riguardando in larga prevalenza il personale per 36milioni e 851mila euro. Il personale è così suddiviso: 651 dipendenti (59 dirigenti, 581 a tempo indeterminato, 11 a tempo determinato).

La differenza tra valore della produzione e costi assicura un margine operativo, che insieme ai risultati della gestione finanziaria, pari a circa 437mila euro, e a imposte e tasse per 2milioni e 400mila euro, determina il risultato economico di 611mila euro di utile.

Nella proposta di Arpat, ha concluso Lorenzetti, il 20 per cento di questo utile è da destinare alla riserva legale, il restante 80 per cento dovrà essere sarà da riassegnare all’Agenzia.

Da Fratelli d’Italia è arrivata la conferma del voto di astensione già espresso in commissione, con valutazioni particolarmente critiche su alcuni aspetti. Serena Bulleri (FdI) ha messo in evidenza che alle “funzioni importantissime che l’agenzia ha sulla carta corrisponde un risultato blando e laconico, sfibrato e poco controllabile, con tempi lentissimi e sonnacchiosi. A livello economico, c’è un forte squilibrio in termini di uscite per i dipendenti. E c’è il richiamo della Corte dei Conti sul fatto che la Regione ha prelevato 6milioni dal Fondo sanitario da destinare ad Arpat, cosa che non avrebbe dovuto fare”.

Il vicepresidente della commissione Ambiente Claudio Gemelli (FdI) ha ricordato che “Il bilancio sarebbe stato negativo se non ci fosse stata la sopravvenienza legata al minor costo contratti collettivi nazionali rispetto a quanto accantonato” e il “problema sorto relativamente al contenzioso in corso di 55 dipendenti. Poi, il tema centrale è che Arpat è finanziato dal Fondo sanitario indistinto, con una incidenza estremamente elevata. Irregolarità del sistema finanziario resta aperta”.

Alessando Capecchi (FdI) ha messo in evidenza “altre valutazioni sull’attività svolta da Arpat. C’è un ritardo costante nella programmazione. L’utile è dovuto alla sopravvenienza attiva, grazie a un risparmio pari a un milione e 300mila e credo che Arpat abbia non meno di 20milioni di euro fermi in cassa”. Quanto alle attività, “il personale è in condizioni di difficoltà crescente, con età media elevata, con la totalità dei dirigenti con più di 50 anni ed età media superiore ai 60 anni, la percentuale del personale di comparto con più di 50 anni è passata al 70 per cento nel 2025. C’è la necessità di un piano di assunzioni sostenibile: rispetto al 2024 c’è stata una riduzione delle ispezioni del 12,7 per cento. Bene, invece le verifiche sulle autorizzazioni integrate ambientali: sono in crescita. Male i monitoraggi sulla qualità delle acque. Stabili i controlli sugli scarichi”.

Il consigliere Massimiliano Ghimenti ha annunciato il voto favorevole di Alleanza verdi e sinistra, ricordando che “Arpat svolge ruolo fondamentale. Rispetto ai richiami Corte dei Conti, ognuno ha il proprio ruolo. Non sono disponibile a mercanteggiare su un punto: occuparsi della tutela dell’ambiente equivale ad occuparsi della salute delle persone. Arpat, dunque è giustamente finanziata con risorse del comparto sanitario”.

In conclusione, il presidente Lorenzetti ha ricordato che “a fronte dell’età media di 50 anni ci sono vincoli assunzionali, con impossibilità di assumere” e che “la Corte dei Conti non ha censurato le spese, ha detto che non riesce a controllare alcune spese inserite a valere sui Lea. C’è una commissione nazionale, con la Toscana protagonista della costruzione di un percorso con una tabella che può essere la base per tutte le Regioni: avremo presto la possibilità di dimostrare che le attività di Arpat si inquadrino bene nella prevenzione collettiva della salute”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana