Comuni montani: sì al riordino e alle nuove politiche regionali
Via libera a maggioranza alla proposta di legge sui parametri statali. Il presidente Vittorio Salotti (Casa Riformista): “Continuità nei finanziamenti”. Astensione di Massimiliano Simoni (Gruppo misto)
Firenze – Sì a maggioranza con l’astensione di Massimiliano Simoni (gruppo Misto – Futuro Nazionale) alla proposta di legge sul riordino dei Comuni montani e sulla disciplina delle politiche regionali per la montagna illustrata in Aula da Vittorio Salotti (casa riformista).
Il provvedimento modifica la legge regionale 68/2011 per recepire la nuova classificazione statale – passaggio urgente e necessario per garantire la continuità nell’erogazione dei finanziamenti nazionali destinati alle Unioni di Comuni – e prevedere una classificazione dei territori montani per tutelare le specificità e le frazioni del territorio toscano.
Il cuore del provvedimento risiede nell’Allegato B (politiche regionali) che mantiene e integra l’elenco dei Comuni riconosciuti storicamente dalla Regione (compresi i territori parzialmente montani e insulari). Questo elenco costituisce uno “schedario di strumenti” autonomo a disposizione della programmazione toscana per indirizzare bandi, risorse e progetti strategici, come la Toscana Diffusa.
“Il recepimento dell’elenco nazionale è un atto dovuto e urgente per garantire le risorse statali alle nostre Unioni di Comuni” ha spiegato Salotti. “Accanto a questo, con l’Allegato B, manteniamo una tutela per quei territori che presentano frazioni o aree con reali caratteristiche montane, garantendo che le politiche regionali possano intervenire in modo mirato e non rigido”.
“Abbiamo approfondito in commissione questa norma – è intervenuto Jacopo Maria Ferri (FI) – che recepisce da una parte la normativa nazionale e offre poi una possibilità in più rispetto al precedente elenco che classificava i comuni montani e parzialmente montani per l’ottenimento di potenziali contributi che i vari provvedimenti della Giunta distribuiscono sul territorio. In quest‘ottica, di allargare le maglie a questa possibilità alle nostre amministrazioni comunali, possibilmente alle più piccole e disagiate, che per motivi altimetrici potrebbero non rientrare nella classificazione di ‘montanità’, riteniamo di votare positivamente”.
“Voteremo a favore – ha detto il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi (Fd) – nulla osta rispetto ad alcune politiche regionali, solo per quelle, di mantenere l’elenco contenuto nell’allegato B ai quali non andranno più contributi dello Stato ma solo regionali. L’allegato è quello su cui poggia la Toscana diffusa dove politicamente sono stati aggiunti una serie di comuni”. “Ho cercato di fare un paragone con la graduatoria delle aree disagiate”, “c’era la necessità di aprire un dibattito su quali comuni siano montani o parzialmente montani”. Tomasi ha ricordato poi, alcuni comuni che vengono sottratti dall’elenco come “Montemurlo che tutto ha meno che disagio” e “Fiesole anche se parzialmente montano” e “come alcuni comuni che riguardano le isole”.
“Occorre chiarezza su come questi elenchi si intersecano con la Toscana Diffusa e con la graduatoria del disagio, per far sì che le risorse vadano realmente a chi vive le criticità della montagna e non a realtà già fortemente sviluppate”.
(testo di Benedetta Bernocchi e Federica Cioni)




