Istruzione: la Commissione visita la residenza Caponnetto e la mensa universitaria di Novoli
Una delegazione della Regione Toscana guidata dalla presidente Fallani e dall’assessora Manetti ha visitato la residenza dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario
Firenze – I vertici dell’Ardsu, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana, hanno aperto, giovedì 3 settembre, le porte della residenza intitolata al magistrato Antonino Caponnetto a una delegazione della commissione Istruzione e cultura guidata dalla presidente Diletta Fallani (AVS), con lei la vicepresidente Simona Querci (Pd) e il consigliere regionale Lorenzo Falchi (AVS). Ha partecipato alla visita l’assessora alla Cultura Cristina Manetti.
Un sopralluogo nella residenza, che mette a disposizione 249 posti letto suddivisi in 54 appartamenti, e nell’adiacente mensa studentesca dell’Azienda DSU presso il Polo di Novoli che è stato caratterizzato da un ampio dibattito con le componenti dell’Ardsu dai vertici, il presidente Marco Del Medico e il direttore Enrico Carpitelli, ai rappresentanti di insegnanti e studenti.
“La visita è stata un’occasione importante per conoscere direttamente una realtà che rappresenta concretamente cosa significa garantire il diritto allo studio – ha dichiarato la presidente Fallani -. La sfida dei prossimi anni sarà quella di riuscire a confermare e rafforzare gli standard e la qualità dei servizi nelle realtà che funzionano, intervenendo allo stesso tempo sulle criticità. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale muoversi in maniera sinergica: Azienda DSU, studenti, assessorato e Commissione devono mantenere un confronto costante, perché è proprio dall’ascolto di chi vive quotidianamente questi servizi che possiamo individuare le priorità e costruire risposte efficaci”.
“Come Commissione – ha concluso Diletta Fallani – continueremo quindi a seguire con attenzione il tema delle residenze, delle mense e più in generale dei servizi universitari, mettendo sempre al primo posto il diritto allo studio. Il nostro impegno deve essere quello di fare in modo che questo diritto sia sempre più concretamente garantito, affinché le condizioni economiche o la difficoltà di trovare un alloggio non diventino mai un ostacolo alla possibilità di studiare e costruire il proprio futuro”.
“Il modello toscano del diritto allo studio – ha spiegato l’assessora Manetti – nasce da una scelta politica precisa: fare in modo che nessuno studente meritevole e privo di mezzi debba rinunciare all’università. È una scelta che negli anni ha portato la Toscana a costruire uno dei sistemi più avanzati d’Italia, nel quale ogni anno vengono assegnate circa 15mila borse di studio a tutti gli studenti che possiedono i requisiti. Ma il nostro impegno non si ferma alle borse. Per il 2025/2026 abbiamo 4.652 posti letto, altri 170 posti convenzionati e 209 nuovi posti già previsti, con l’obiettivo di arrivare nel 2026/2027 al 100% di scorrimento delle graduatorie su tutte e tre le sedi universitarie. Nel 2025 le mense universitarie hanno erogato 3.166.436 pasti, il 66% destinato ai borsisti, mentre il contributo affitto ha sostenuto 712 studenti, con 1.359.532 euro erogati. Sono numeri che danno la misura di una precisa idea di welfare universitario: garantire non soltanto una borsa, ma le condizioni concrete per poter studiare. A questo si aggiunge un patrimonio immobiliare pubblico gestito dal DSU che supera i 400 milioni di euro”.
“Questo – ha concluso Cristina Manetti – è il modello toscano: investire sulle persone, garantire opportunità e trasformare il diritto allo studio in un diritto realmente esigibile. È una scelta di equità, ma anche una scelta strategica per la crescita della nostra Regione. Perché investire negli studenti significa investire nella Toscana di domani”.
Un bilancio molto positivo quello del presidente dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario Marco Del Medico: “Questo incontro rappresenta un ennesimo esempio di quanto le buone relazioni e il coinvolgimento di diversi livelli istituzionali competenti in settori omogenei, possano concorrere al miglioramento dei servizi pubblici come quelli erogati a supporto degli iscritti agli Atenei della Toscana”.
Il presidente Del Medico ha sottolineato “quanto il rapporto costante con gli altri enti interessati alla gestione e allo sviluppo delle politiche universitarie sia stato pervicacemente ricercato dal vertice dell’Azienda durante tutto il suo mandato che si sta per concludere”. “Perché – ha aggiunto – solo con il lavoro di squadra si possono raggiungere i risultati migliori e risolvere i problemi a tutela e sostegno dei molti giovani che scelgono le università della nostra regione per completare il proprio percorso formativo accademico. Quello che ha visto la delegazione della Regione visitando la residenza e la mensa è sicuramente un esempio virtuoso di amministrazione che deve essere garantito anche per il futuro proseguendo sulla via della condivisione di un interesse comune come favorire la crescita culturale e professionale delle nuove generazioni”.
La residenza Caponnetto
La residenza intitolata al magistrato Antonino Caponnetto inaugurata nel 2006, si trova all’interno del Polo Sociale di Novoli e offre agli studenti un complesso abitativo funzionale grazie anche alla presenza della adiacente mensa universitaria, in un’area caratterizzata da una significativa espansione edilizia. Dispone di 249 posti letto suddivisi in 54 appartamenti di differente tipologia: da 3 a 6 posti letto. Ciascun appartamento, è composto da cucina e camere da letto (singole o doppie) con bagno. Inoltre, all’esterno degli appartamenti, sono previsti 12 soggiorni /sale studio comuni affacciati sul ballatoio, pensati come spazi di socialità e relazione per i residenti. Sono 13 i posti letto in appartamenti attrezzati per gli studenti disabili. Nel piano seminterrato ci sono 60 posti auto e 187 posti bici riservati per la residenza.
Il complesso è stato oggetto nel tempo di attività di manutenzione e adeguamenti. Particolarmente significativi per garantire la migliore sicurezza e tutela degli ospiti sono stati i lavori relativi all’adeguamento alle normative antincendio e conseguente ottenimento dei Certificati Prevenzione Incendi (CPI) che hanno comportato una temporanea chiusura della struttura, riaperta parzialmente alla fine dell’anno scorso, con interventi che hanno interessato anche altre componenti come il rinforzo dei ballatoi, la sostituzione colonne di scarico bagni e dei piatti e box doccia , la sostituzione delle cucine. Dopo la riattivazione del primo blocco è stato ripristinato anche il secondo a fine primavera 2026 ed è ancora in corso l’implementazione del sistema di controllo accessi nella struttura in sostituzione di quello vecchio oramai obsoleto. L’importo dei lavori speso per l’adeguamento alle norme di prevenzione incendi è di circa 1milione e 900mila euro.























