Giudici di Pace: 250mila euro per i Comuni toscani, in Commissione la proposta di legge di Forza Italia
Illustrata dal consigliere Jacopo Maria Ferri. Le risorse prevederebbero un contributo fino a 25mila euro per ciascun Ente a copertura delle spese di funzionamento

Credit: AGI (Weighting on table. Free public domain CC0 photo).
Scarica ImmagineFirenze – È in corso di esame presso la Commissione Affari istituzionali e Bilancio, guidata da Vittorio Salotti (Casa Riformista), la proposta di legge destinata a sostenere finanziariamente i Comuni toscani che garantiscono il funzionamento degli Uffici del Giudice di Pace. La norma prevede lo stanziamento di un fondo complessivo di 250mila euro per erogare contributi annuali fino a 25mila euro per Ente (entro il limite del 50 per cento delle spese ammissibili sostenute).
Il testo è stato illustrato in Commissione dal consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri, firmatario della proposta, che ha spiegato i motivi dell’iniziativa legislativa. A seguito di un riordino che ha trasferito i costi di gestione sulle amministrazioni locali, 10 Comuni toscani (Aulla/Fivizzano, Carrara, Pontremoli, Castelnuovo di Garfagnana, Empoli, San Miniato, Pontedera, Volterra, Cecina, Piombino) hanno scelto di mantenere attivi questi presidi pur a fronte di pesanti difficoltà. La proposta intende quindi sostenere queste amministrazioni per continuare a garantire il funzionamento degli Uffici del Giudice di Pace.
“Sarebbe – ha spiegato Ferri – un segnale di buon senso, anche perché spesso dove c’è il Giudice di Pace sono presenti anche gli Uffici di Prossimità della Regione, che consentono ai cittadini di ottenere casellari giudiziali, asseverare perizie o gestire pratiche di successione direttamente sul territorio, senza doversi spostare verso i tribunali centrali”.



