29 Luglio 2026

Bilancio Regione: Documento di economia e finanza regionale 2027, sì a maggioranza

L’illustrazione del presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali Vittorio Salotti (Casa riformista). L’approvazione a maggioranza in Aula con 24 voti favorevoli e 16 contrari

Comunicato n. 0661
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Firenze – Sì a maggioranza in Aula con 24 voti favorevoli e 16 contrari al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027, illustrato dal presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali Vittorio Salotti (Casa riformista). Hanno votato a favore Pd, Casa riformista, Avs e Movimento 5 stelle; contrari Fratelli d’Italia, Forza Italia e gruppo Misto – Futuro Nazionale.

“Il nuovo programma regionale di sviluppo non è ancora stato adottato dalla Giunta – ha detto Salotti – perciò il Defr 2027 assume un carattere prevalentemente ricognitivo, limitandosi a delineare il quadro economico finanziario e rinviando la declinazione delle priorità strategiche alla nota di aggiornamento che accompagnerà il prossimo bilancio di previsione regionale”.

Il documento sconta l’impatto della recente riforma della governance economica europea. A livello statale, il classico DEF programmatico di aprile è stato sostituito dal nuovo Documento di finanza pubblica (DFP), un atto di sola rendicontazione privo di impegni programmatici. Questo quadro costringe le Regioni a legiferare senza riferimenti finanziari statali definiti.

Anche per questo i contenuti del nuovo Programma regionale di sviluppo (PRS), sono ancora in fase di analisi. La definizione dei progetti prioritari e degli interventi strategici sul territorio è rinviata alla Nota di aggiornamento al Defr (Nadefr).

Salotti è poi entrato nel merito del documento, ricordando che il quadro economico, “secondo i dati dell’Istituto di programmazione economica della Toscana (Irpet), prevedono una crescita del PIL regionale dello 0,5 per cento sia per il 2026 che per il 2027, in linea con l’andamento nazionale. I consumi delle famiglie risultano in crescita moderata, l’export appare in recupero e l’occupazione, seppur con un ritmo più lento”. Tra gli elementi di rischio, sempre secondo Irpet, ricorda Salotti “la possibile brusca frenata degli investimenti pubblici al termine delle erogazioni del PNRR”, “un eventuale nuovo shock energetico e un rallentamento del commercio internazionale”. “L’obiettivo strategico indicato da Irpet – continua – non è tanto aumentare il tasso di crescita del PIL, quanto migliorare la qualità orientandola verso la produttività nel segno della sostenibilità”.

Riguardo all’assetto finanziario e fiscale, il quadro triennale risulta stabile ma rigido. L’inflazione riduce in termini reali le risorse libere, limitando la spesa discrezionale. Confermata l’invarianza delle aliquote dei tributi regionali. “Garantito il Fondo sanitario regionale 2027 con una prima stima prudenziale di circa 8,5 miliardi di euro (+0,5 per cento sul 2026) – conclude il presidente-  in attesa del nuovo Patto per la Salute”. Per quanto attiene l’indebitamento, è confermato il tetto massimo autorizzatorio pari a 941milioni di euro per il triennio 2026-2028 (somma tecnica di autorizzazioni deliberate, ma mai utilizzate per intero).

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 Il Defr in sintesi

Il primo capitolo del documento, curato da Irpet, evidenzia la capacità di resilienza del sistema economico toscano di fronte agli shock degli ultimi anni, pur segnalando alcune fragilità strutturali.

Le stime prevedono una crescita del PIL regionale dello 0,5 per cento sia nel 2026 che nel 2027, in linea con il trend nazionale. I consumi delle famiglie si registrano in moderata crescita, export in recupero e occupazione che tiene, seppur con un ritmo rallentato.

Il vero elemento di attenzione è il rischio di una brusca frenata degli investimenti pubblici con l’esaurimento dei fondi Pnrr.

Il quadro finanziario regionale per il triennio 2027-2029 si presenta stabile ma rigido, caratterizzato da una diminuzione in termini reali delle ‘risorse libere’ a causa dell’inflazione, limitando lo spazio per nuove spese discrezionali.

Non sono previste modifiche alle aliquote dei tributi regionali. Sul fronte fiscale, la Regione consolida il passaggio da un approccio puramente sanzionatorio alla compliance cooperativa, incentivando il dialogo preventivo con i contribuenti.

Blindato il Fondo Sanitario. È inserita una prima stima prudenziale per il Fondo Sanitario Regionale 2027, pari a circa 8,5miliardi di euro (+0,5 per cento rispetto al 2026), in attesa del nuovo Patto per la Salute.

Confermato il tetto massimo autorizzatorio all’indebitamento per il triennio 2026-2028 pari a 941milioni di euro, una cifra tecnica che somma le autorizzazioni già deliberate ma storicamente mai utilizzate per intero.

Il documento contiene infine un allegato specifico che introduce alcune modifiche puntuali al piano di razionalizzazione annuale delle società partecipate regionali.

L’allegato al Defr introduce una serie di adeguamenti temporali per portare a termine i piani industriali delle partecipate regionali. In particolare:

  • Cosvig: slittano i tempi per la riorganizzazione del Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche per consentire la separazione tra attività commerciali ed esercizio istituzionale (necessaria per gli affidamenti in-house dei Comuni). Il riconoscimento della personalità giuridica della nuova Fondazione è fissato al 31 ottobre 2026, con trasferimento del ramo d’azienda al 31 dicembre 2026. Il ramo commerciale rimarrà in capo alla Regione, che trasformerà la società in Srl;
  • Fidi Toscana e Sviluppo Toscana (operazione SICI): previsto un differimento di pochi mesi per le modifiche statutarie di Fidi destinate al rilancio operativo (terzo settore e garanzie giovani). Si lavora all’acquisizione delle quote di Fidi in SICI SGR da parte di Sviluppo Toscana, che sta adeguando il piano industriale per valutare un’operazione totalitaria o condivisa con la Regione Umbria;
  • Poli Fieristici: accantonata l’ipotesi di fusione o holding unica tra Firenze Fiera, Arezzo Fiere e Congressi e CarraraFiere. I soci pubblici hanno espresso la volontà di mantenere l’autonomia delle singole società, puntando sul rafforzamento delle sinergie operative e commerciali.

 

Il dibattito in Aula

“Ci viene presentato oggi un documento di economia e finanza regionale che dovrebbe essere la linea guida dell’indirizzo politico ed economico della nostra regione che di fatto è un libriccino vuoto – è intervenuta la capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta – A norma di legge dovremmo approvarlo entro fine luglio e quindi la Giunta ha portato in approvazione un libriccino delle buone intenzioni”. “Questo – continua – avviene perché il defr si dovrebbe basare sul piano regionale di sviluppo che sarebbe dovuto andare in approvazione entro giugno, ma di cui non si vede nemmeno l’ombra. Abbiamo di fatto un documento che ad essere gentili accenna a quella che dovrebbe essere la programmazione dell’attività del governo regionale, quello che più mi ha disturbato di questo documento è che nel testo si prova a dare la colpa al Governo”. “Chiediamo – conclude – che questo ritardo di due mesi sul prs sia sanato e che a settembre si possa integrare perché questa regione, le imprese e i cittadini hanno bisogno d’avere un indirizzo”.

“Penso che il defr sia una delle cose più inutili che la politica sia chiamata a fare – ha detto Diego Petrucci (FdI) – sono documenti che impallano gli uffici e la macchina amministrativa, non servono a nulla e oltretutto è fatto anche male”. “Se ci fosse un minimo di orgoglio della politica rispetto agli organi tecnici che ci impongono queste cose, si dovrebbe uscire da quest’Aula con una non partecipazione al voto unanime per l’inutilità del documento”. Riguardo alla parte della sanità “sono convinto che il fondo sanitario nazionale del 2027 raggiungerà cifre record, penso che chiunque abbia un briciolo di onestà intellettuale ad autunno non potrà non dire che il governo Meloni raggiungerà il record dei soldi destinati alla sanità pubblica”.

Alessandro Tomasi (FdI), portavoce dell’opposizione ha espresso il voto contrario di Fratelli d’Italia. “Vorremmo capire – ha detto – quando il piano regionale di sviluppo vedrà la luce”. “Mi colpisce – continua – il parere del Consiglio delle autonomie locali, a maggioranza di centro-sinistra, che dice cose molto importanti. Dà un parere diciamo condizionato che esprime una forte preoccupazione rispetto al futuro della crescita dello sviluppo della nostra Toscana, una crescita strutturale insufficiente che chiede politiche pubbliche coraggiose in vista della fine del Pnrr”. Ho assistito alla relazione di Irpet sullo sviluppo e la decrescita industriale” e “ho visto segnalazioni molto preoccupanti che non parlano soltanto della riduzione del numero delle aziende e quindi di una deindustrializzazione per numeri, ma anche di qualità, cioè di dove si collocano le nostre aziende nella fase produttiva e quanto producono valore aggiunto e ricchezza e di quanto potranno investire in sviluppo”. “Upi ci ricorda – conclude – frammentazione produttiva, difficoltà del  trasferimento per l’innovazione, invecchiamento demografico, debolezza delle infrastrutture materiali digitali, insufficiente capacità di trattenere valore aggiunto”.

“Questo defr è una vera e propria dichiarazione di resa. Il manifesto politico del fallimento dell’incapacità gestionale, del totale disinteresse della Giunta per il destino di Toscana” – è intervenuto Massimiliano Simoni (Gruppo misto-Futuro nazionale) esprimendo il no all’atto. “Nel 2025 le aziende toscane finite in crisi al punto di avviare una liquidazione giudiziale sono state 700 – ha detto – abbiamo avuto solo a Prato 95 liquidazioni giudiziali avviate nel 2025. Prosegue la desertificazione commerciale in tutta la Toscana con 3000 attività tra negozi, alberghi e ristoranti chiusi. In valore assoluto, le perdite maggiori si registrano nelle province di Firenze con meno 654 attività e Livorno con meno 553, seguite da Pisa 302, Arezzo 270 e Massa Carrara 273”. “Sulla sanità – continua – la Regione passa da un disavanzo di 320 milioni a una cifra tra 370 e 400 nel 2026”. Sul tema della sicurezza, “un vuoto cosmico”, “avete ignorato il degrado e l’insicurezza” “trattando il tema come un tabù, invece di sostenere le forze dell’ordine”. “La realizzazione di un Cpr, localizzato nel comune di Aulla in provincia Massa Carrara, – conclude – a nostro avviso resta una priorità”.

Anche Jacopo Maria Ferri (Forza Italia) ha espresso voto contrario, condividendo le valutazioni preliminari sull’’inutilità dello strumento e “gli scarsi contenuti che questo esprime” e anche “le preoccupazioni che emergono così come dai giudizi gli altri organismi che si sono pronunciati con i pareri di competenza”. Tutto questo “fa sì che risulti impossibile votare diversamente”. “Non si può fare una discussione politica seria su temi come l’indebitamento, la sanità e il futuro di Fidi Toscana senza gli assessori di riferimento – conclude Ferri- Ringraziamo i dirigenti per il lavoro svolto, ma discutiamo solo di meri numeri e rinvii tecnici senza un confronto con chi ha la responsabilità politica delle scelte”.

(testo di Benedetta Bernocchi e Federica Cioni)

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