15 Luglio 2026

Ambiente: via libera alle modifiche della disciplina regionale di Arpat

In commissione congiunta Ambiente e Affari istituzionali la proposta di legge passa a maggioranza. Nuovo inquadramento delle figure di vertice dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale

Comunicato n. 0602
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Firenze – Via libera, in commissione alle modifiche alla legge regionale 30 del 2009, che disciplina l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat). La proposta di legge è passata a maggioranza ieri, martedì 14 luglio, nella seduta congiunta delle commissioni Ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Partito democratico) e Affari istituzionali, presieduta da Vittorio Salotti (Casa riformista), con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza (Pd, Cr e Avs) e il voto contrario di Fratelli d’Italia.

Il nuovo testo normativo, che passa ora al definitivo esame dell’Aula, trae origine dalle attività di un gruppo di lavoro interdirezionale, istituito all’interno della Giunta regionale per elaborare un inquadramento generale della posizione dei direttori degli enti dipendenti e vigilati della Regione Toscana, con l’obiettivo di superare le criticità relative alla loro qualificazione e al loro inquadramento giuridico. La Corte dei Conti, in proposito, ha rilevato criticità sulla qualificazione e configurazione del trattamento giuridico ed economico dei direttori degli enti strumentali della Regione, per quanto concerne la loro collocazione al di fuori della dotazione organica, la durata coincidente con il mandato politico e l’attribuzione di un trattamento economico fisso e onnicomprensivo, non previsto dal Contratto nazionale di lavoro. Secondo la Corte, le figure in questione dovrebbero essere ricondotte alle disposizioni dettate per la dirigenza pubblica, secondo quanto previsto dal Ccnl funzioni locali, area dirigenza.

Con la nuova proposta di legge, le tre figure apicali dell’Agenzia (direttore generale, direttore tecnico e direttore amministrativo) sono ricondotte nell’alveo della pianta organica. La durata dell’incarico del direttore generale viene svincolata dalla durata della legislatura e può variare dai tre ai cinque anni, con possibilità di rinnovo. L’inquadramento delle figure di direttore tecnico e direttore amministrativo richiama, anche per la durata dei loro incarichi, i requisiti individuati per il direttore generale. Anche per loro saranno richieste esclusività e dipendenza.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana