Europa: in Commissione focus sulla cooperazione internazionale
Nella seduta di lunedì 29 giugno auditi la vicepresidente della Giunta regionale Mia Diop e Filippo Giabbani responsabile del settore Attività Internazionali e di attrazione degli investimenti. La Commissione ha nominato come vicepresidente all’unanimità Matteo Zoppini (FdI)
Firenze – La commissione Politiche europee e relazioni internazionali presieduta da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) ha ascoltato, lunedì 29 giugno, la vicepresidente della Giunta regionale Mia Diop e Filippo Giabbani responsabile del settore Attività internazionali e di attrazione degli investimenti. Un’audizione approfondita, utile a capire l’impegno della Toscana su un tema importante come quello della cooperazione internazionale.
In apertura di seduta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini, che è subentrato come membro della Commissione a Marco Guidi, è stato votato all’unanimità vicepresidente.
La vicepresidente della Giunta e assessora con delega alla Pace e alla cooperazione internazionale ha sottolineato come questo tema sia importante “in uno scenario di profonda instabilità con guerre in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, con crisi persistenti anche nel Mediterraneo e in Africa aggravate dal problema dei cambiamenti climatici che hanno portato a emigrazioni forzate”.
“La Regione Toscana nei suoi programmi – ha proseguito la vicepresidente Diop – si allinea al Piano Mattei, la strategia nazionale di cooperazione con l’Africa focalizzandosi sulla creazione di opportunità lavorative e di formazione e sviluppo, in particolare nel settore agroalimentare e nel rafforzamento istituzionale. L’obiettivo della cooperazione, nonostante le risorse limitate, nei prossimi anni sarà quello di rafforzare il ruolo della Toscana a livello internazionale consolidando esperienze pregresse in Paesi come la Tunisia, il Senegal e la Palestina in particolare con un focus anche su quelli che sono i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. I modelli sono partenariato territoriale, ecosviluppo, valorizzazione delle diaspore e rafforzamento di quelle che sono le istituzioni locali”.
Le priorità geografiche, confermate, sono Mediterraneo, Medio Oriente, Tunisia, Palestina, Libano e Giordania e l’Africa Subsahariana con il Senegal. Aree di consolidati partenariati.
La vicepresidente Diop ha ricordato l’importanza dei progetti che riguardano Senegal, Tunisia e Palestina nei settori dell’agricoltura, dell’imprenditoria giovanile e in quello socioeducativo per il sostegno dei bambini e delle fasce giovanili. Mia Diop ha anche ricordato il “progetto Betlemme fortemente voluto anche dal Consiglio regionale della Toscana”.
“Come priorità tematiche – ha concluso Diop – troviamo il sostegno ai processi di decentramento e democratizzazione, la competenza nella costruzione di strutture intermedie che migliorano l’efficacia amministrativa e rafforzano le istituzioni locali, l’ecosviluppo e la valorizzazione delle diaspore, lo sviluppo dei sistemi economici territoriali, con l’economia green, sociale e solidale come vediamo nel progetto Jadeite che coinvolge Palestina, Libano, Giordania e Tunisia”.
Il vicepresidente della Commissione Matteo Zoppini nel suo intervento ha chiesto di poter acquisire un report significativo con l’indicazione dei progetti, con gli obiettivi minimi, lo stato di avanzamento e le risorse impegnate. Questo per “essere nelle condizioni di esprimere una valutazione”.
Una richiesta accolta dalla vicepresidente Diop e Filippo Giabbani che prima di entrare nel dettaglio dei diversi progetti ha spiegato che “l’attività di cooperazione internazionale è stata relativamente poco finanziata negli ultimi anni. L’attività che abbiamo svolto è stata principalmente quella di andare a fare fund raising, per cercare di recuperare fonti alternative di finanziamento garantendo un cofinanziamento che molto spesso si concretizza nel lavoro degli uffici. Per trovare risorse abbiamo puntato invece sui progetti europei e su quello che mette a disposizione il Governo nel Fondo Ministero Affari Esteri-Regioni. Sono state quattro le proposte approvate recentemente e una riguarda la Toscana con il progetto Senegal. Un progetto che avrà la durata di 60 mesi e un budget a disposizione di 6milioni di euro, con 5,4 assicurati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, mentre 600mila saranno garantiti dalla Regione Toscana. Sono previsti partenariati con una serie di Enti italiani e locali con sette comuni partner in Senegal e con un’attività sulla qualificazione dei servizi pubblici per l’impiego, il consolidamento delle piccole e medie imprese, la digitalizzazione di dati comunali e la valorizzazione della diaspora senegalese”.
“Il modello di governance della Toscana – ha proseguito Giabbani – è inclusiva, partecipativa e aperta ai territori con un ruolo attivo per le municipalità toscane. Oltre al progetto sul Senegal ne è stato presentato un altro sulla Tunisia che è in fase di valutazione e vedremo se potrà essere finanziato. Mentre sempre in Tunisia è in fase di conclusione il progetto Sumud legato alle dispore con una forte comunità tunisina presente in Toscana”. Facendo il punto sui diversi programmi Filippo Giabbani ha spiegato che “il progetto Jadeite, che ha la durata di 30 mesi e vede la Toscana capofila, ha un partenariato ampio che coinvolge anche ong come Oxfam, e un budget di 1milione e 300mila euro. Il progetto Toscana per Palestina che coinvolge anche 10 comuni della Toscana ha un finanziamento di 100mila euro e la durata di 12 mesi. Per la Casa della Pace a Betlemme l’investimento totale è i 300mila euro sia da parte della Giunta che del Consiglio regionale. Nel progetto Sumud, della durata di 36 mesi, l’investimento previsto è di 3,8 milioni di euro mentre nel nuovo progetto presentato dalla Regione Toscana sulla Tunisia l’obiettivo è di favorire la transizione verso un’economia agricola, verde, giusta e inclusiva”.
Giabbani ha concluso il suo intervento facendo un bilancio della cooperazione internazionale che ha raggiunto la cifra complessiva come effetto leva in termini di risorse di 11milioni di euro.
La presidente della commissione Europa Irene Galletti ha ringraziato i protagonisti dell’audizione “per il contributo offerto per impostare il lavoro futuro nell’ambito della cooperazione internazionale che è un settore che ha purtroppo visto un incremento di necessità in questi anni per le molte emergenze di varia natura che sono subentrate, ma anche in un’ottica di riuscire a vedere la cooperazione nell’ambito del Mediterraneo come un fattore in più di coesione. Uno degli aspetti che maggiormente ci impegnerà sarà quello di rendere strutturale la nostra attività, rinforzarla e dargli continuità. Sarà importante anche cercare di capire come fare a sostenere il mondo delle piccole associazioni, che affiancano a quelle più grandi, perché è grazie anche a loro che si riesce a fare non soltanto sostegno alla cooperazione, ma anche una disseminazione della cultura della cooperazione che è fondamentale”.
La presidente Galletti ha poi ricordato “la forte collaborazione della Toscana negli anni con la comunità Saharawi e il sostegno che è stato dato. Recentemente abbiamo incontrato il rappresentante in Toscana della comunità ed è stato aperto un intergruppo per sostenere la lotta del popolo Saharawi. Una questione che sarà sicuramente all’attenzione della Commissione, insieme al documento ricevuto a seguito dell’iniziativa con la Fondazione Hind Rajab, organizzata insieme alla Rete Firenze Città Operatrice di Pace, che riguarda la responsabilità di fronte ai tribunali nazionali di coloro che si sono macchiati di crimini internazionali, genocidio e crimini contro l’umanità e che si trovino sul territorio europeo”.
A concludere la seduta l’intervento dalla consigliera regionale Serena Spinelli che ha dichiarato “di essere molto contenta per il finanziamento ottenuto per il progetto del Senegal che aveva avuto una partenza complessa”. “Per finanziare progettazioni come quella legata al popolo Saharawi – ha aggiunto – c’è la necessità di supportare l’assessorato competente per avere risorse regionali adeguate, che non necessariamente devono essere moltissime ma arrivare almeno ai 150mila 200mila euro annuali di budget. Perché la cooperazione, complessa con i canali ufficiali, si può concretizzare attraverso le associazioni che sul nostro territorio si occupano di questo e sono tantissime”. La consigliera Spinelli ha anche ricordato la validità del progetto che riguarda Betlemme e che ha permesso ad alcune famiglie di lasciare la striscia di Gaza.




