23 Giugno 2026

Cave: via libera alle modifiche alla legge regionale

Il provvedimento è stato approvato a maggioranza con il voto a favore di Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia. Approvato anche un ordine del giorno di Avs (a favore Pd, Avs e Movimento 5 stelle; astenuta Casa Riformista mentre non hanno partecipato al voto le opposizioni)

Comunicato n. 0526
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Firenze – Il Consiglio regionale ha approvato, a maggioranza, la proposta di legge che modifica la legge regionale n. 35/2015 che detta le Disposizioni in materia di cave. Le modifiche prevedono interventi mirati sugli articoli 8 e 14 della legge regionale: da un lato intendono precisare l’applicazione di norme già presenti nel quadro normativo nazionale e regionale e dall’altro mirano a migliorare il coordinamento tra la pianificazione regionale e quella comunale nel settore delle attività estrattive. Hanno votato a favore i commissari di Pd, Avs, Casa Riformista e Movimento 5 stelle; si sono astenuti i commissari di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ad illustrare il provvedimento in aula, il presidente della commissione Ambiente e territorio, Gianni Lorenzetti (Pd) che ha ricordato che l’atto è stato esaminato in sede congiunta con la commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Barnini (Pd).

L’Aula ha approvato anche un ordine del giorno di Avs, primo firmatario Massimiliano Ghimenti, che impegna la Giunta regionale a vigilare che nell’attuazione della legge restino ferme tutte le norme e le procedure di valutazione e autorizzazione previste a livello europeo, nazionale e regionale; a informare tempestivamente il Consiglio regionale sui procedimenti di silenzio-assenso, a tutelare le risorse idriche, a tenere conto degli obiettivi europei di ripristino ambientale dei siti, a promuovere il recupero ambientale e rinaturalizzazione dei siti estrattivi esauriti o dismessi, e a valutare misure di salvaguardia di cave già naturalizzate o interessate a processi di recupero ambientale. Sull’Odg hanno votato a favore Pd, Avs e Movimento 5 stelle; si è astenuta Casa Riformista, mentre Fratelli d’Italia e Forza d’Italia non hanno partecipato al voto.

Con le modifiche alla legge regionale, ha detto Lorenzetti illustrando l’atto, si precisa che il Consiglio regionale si pronuncia nei procedimenti che, per effetto della normativa statale, producono effetti anche in materia di pianificazione: ad esempio, un giacimento che giunge a fine vita, la necessità di procrastinare l’attività, la realizzazione di impianti di produzione energetica. “si vuole rispondere in maniera celere ai bisogni dei sindaci e delle imprese”, ha detto. Con le modifiche di legge si introduce, in caso di mancato adeguamento degli strumenti comunali, la possibilità di rilascio dell’autorizzazione all’attività estrattiva con contestuale variante, prevedendo inoltre che, qualora siano coinvolti più giacimenti situati in diversi Comuni, si proceda con contestuale variante e con il coordinamento delle autorizzazioni nel rispetto degli obiettivi di produzione sostenibile stabiliti dal Piano Cave. Si stabilisce inoltre che, qualora la Regione debba procedere alla convocazione di una conferenza di servizi per la ripartizione delle quote, queste siano assegnate nel limite dell’80 per cento delle quote di produzione sostenibile determinate dal Piano regionale cave, tenendo conto della proposta dei comuni, delle volumetrie residue e dei tempi di validità delle autorizzazioni in essere nel comprensorio, nonché dell’andamento delle produzioni di materiale estratto e delle richieste presentate. Si prevede anche la possibilità di prorogare di ulteriori 60 giorni (potendo quindi arrivare al termine di 120 giorni rispetto ai 60 giorni previsti nel testo originale) quale termine ultimo entro il quale il Consiglio regionale possa esprimere il proprio parere prima che scatti la regola del silenzio – assenso. L’ulteriore proroga è richiesta dalla commissione competente al presidente del Consiglio regionale. Le modifiche, infine, non comportano oneri a carico del bilancio regionale.

Secondo Alessandro Capecchi (FdI) “siamo di fronte a una vicenda delicata. Più leggiamo queste norme e più la questione non ci convince, perché, oltretutto, non si capisce da dove origina questo intervento normativo. Almeno nel preambolo andava spiegato il motivo per cui si propongono queste modifiche alla legge regionale. Abbiamo un Piano Cave che fissa paletti e limiti per attività estrattiva, nella scorsa legislatura si è apportata una variante al piano per modificare le quote dei prelievi, ci si è dovuti adeguare a sentenze del Tar e dopo tutto questo ora si introducono alcuni principi – come le opere di interesse pubblico in aree dismesse – prevedendo addirittura unb meccanismo di commissariamento dei Comuni di fronte a istanze dei privati. È poco chiaro anche il ruolo del Consiglio regionale rispetto ai pareri che deve esprimere ed è addirittura ai limiti di legge il meccanismo del silenzio – assenso, che secondo noi non si può prevedere in materia di ambiente e paesaggio. Andrebbe detto chiaramente che tutto questo serve a reperire aree per impianti di energia rinnovabile”.

L’assessore Leonardo Marras, ricordando “il dovere di astrazione della norma” ha spiegato che questa “procedura semplificata di modifica al Piano delle cavesi attua quando la richiesta di variante esce dai confini del buon senso: cioè quando si preveda un uso diverso di quel suolo, quando si sia in presenza di una riduzione o atto finale del giacimento, quando sia necessario un accordo istituzionale tra enti pubblici interessati. Tutti elementi che non possono aspettare i tempi ordinari lunghi previsti per attuare una variante al piano cave”. Tra i casi di celerità che saranno consentiti con l’introduzione delle modifiche alla legge regionale, Marras ha indicato l’ipotesi di individuazione di alcune aree come punti di accelerazione per realizzare impianti di energie rinnovabili “e tra questi ci sono le cave esaurite”, oppure “la manifestata necessità di affrontare alcune crisi aziendali, come quella della ex Venator,  in cui si prevede di valutare di usare cava esaurita come discarica dei gessi rossi, se le condizioni lo consentiranno”.

Secondo Massimiliano Ghimenti (Avs), la proposta di legge “recepisce la norma nazionale e noi siamo favorevoli ad accelerare transizione energetica, se è davvero di natura ambientalista. Ma proprio per il rispetto di questo punto abbiamo presentato il nostro ordine del giorno”.

Proprio i contenuti dell’ordine del giorno hanno assorbito gran parte della discussione. Il consigliere Capecchi, ribadendo le criticità esposte in precedenza, ha osservato “la stranezza sul richiamo al rispetto delle leggi, che suona strano, come se Avs non si fidasse dei contenuti della proposta di legge che va a votare”. La capogruppo di FdI, Chiara La Porta ha osservato che il dispositivo dell’Odg “suona strano, come ricordato da Capecchi, perché si richiama il rispetto di leggi europee, nazionali e regionali. Avete paura che questo non possa avvenire?” Lorenzo Falchi (Avs) ha sottolineato che “L’Odg è talmente inutile, che l’opposizione ne discute da parecchi minuti. Secondo noi, è giusto sottolineare i casi particolari in cui non si possa procedere ad accelerazioni senza prima aver verificato il rispetto delle norme”. Lidia Bai (Pd) si è detta “convinta della modifica della legge, ma mi piace che ci sia odg che ricorda a tutti che agiamo in un contesto ambientale normato da legge esistenti che vanno rispettate”.

In fase di dichiarazione di voto, ha annunciato il voto di astensione del gruppo di Fratelli d’Italia, al quale si è associato il consigliere di Forza Italia, Jacopo Maria Ferri.

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