23 Giugno 2026

Garante dei detenuti: approvata la relazione sull’attività 2025

Hanno votato a favore Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia. Respinto un ordine del giorno prsentato da FdI, primo firmatario Diego Petrucci

Comunicato n. 0525
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Firenze – L’Aula del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di risoluzione sull’attività per il 2025 del Garante dei diritti dei Detenuti. Hanno votato a favore Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; si sono astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Respinto, invece, l’Ordine del Giorno presentato da FdI, primo firmatario Diego Petrucci, che chiedeva alla Giunta regionale di valutare l’aumento della capienza dei posti letto nelle Rems di Volterra e Empoli perché “spesso ci sono malati psichiatrici in carcere e quindi è un problema aperto e che in parte si potrebbe risolvere. Forse il voto contrario della maggioranza nasce perché la proposta parte dall’opposizione”.

A presentare la proposta di risoluzione all’Aula è stato il presidente della commissione Affari istituzionali Vittorio Salotti: “La relazione ha messo in evidenza che il sovraffollamento continua a crescere sia a livello nazionale che regionale. In Toscana al 31 di marzo 2026 avevamo un tasso di sovraffollamento effettivo medio del 134%, con un sovraffollamento nazionale superiore al 139%. Sovraffollamento che favorisce fenomeni gravi come i suicidi e gli atti autolesionistici”.

L’attività di tutela del Garante, così come dettata dalla legge istitutiva, in particolare l’articolo 2viene svolta attraverso vari canali tra cui, si legge nella Relazione, “la corrispondenza con i detenuti o con chi scrive o chiama per loro conto, e le visite periodiche agli istituti penitenziari”. Gli istituti nei quali si concentrano maggiori richieste e segnalazioni sono quelli presenti in Toscana. Complessivamente, per il 2025, sono state ricevute 209 istanze (17 da persone ristrette in istituti fuori regione e 192 da detenuti presenti in istituti toscani). Si tratta di un numero inferiore rispetto all’anno precedente, quando le istanze ricevute erano state 301. Si registra un piccolo aumento delle istanze pervenute da parte di persone ristrette presso istituti fuori regione rispetto all’anno precedente. Nel 2024 erano arrivate 15 richieste (5 per cento), mentre quest’anno ne sono arrivate 17 (pari all’8 per cento) dai penitenziari di Orvieto (5), Viterbo (4), Spoleto (2), Velletri, Frosinone, Sanremo, Perugia, Pesaro e Paliano (FR).

Per quanto riguarda la popolazione detenuta: le presenze degli adulti sono diminuite dal 2010, anno in cui erano presenti 4.516 detenuti, fino al 31 dicembre 2022, quando si è toccata la soglia minima di 2.963 presenze. Per poi risalire successivamente e arrivare a fine 2025 al numero di 3.382 presenti (103 donne e 3279 uomini), di cui 1.612 stranieri. Nel corso del 2025 sono stati registrati 5 suicidi, di cui 3 di cittadini appartenenti all’Unione europea (1 donna e 2 uomini) e 2 di cittadini extra UE. I suicidi sono avvenuti 3 a Sollicciano, 1 a Massa, 1 a Pistoia. Nello stesso arco temporale si sono registrati 133 tentati suicidi. In netto aumento gli atti di autolesionismo, che sono stati 1053 (erano stati 832 nel 2024 e 608 nel 2023).

Al temine del suo intervento il presidente Salotti ha spiegato che durante i lavori in Commissione la proposta di risoluzione è stata integrata con l’inserimento di due temi programmatici arrivati proposti dall’opposizione e accolti dalla maggioranza “sull’inserimento nella relazione annuale sull’attività svolta di un capitolo dedicato agli esiti concreti scaturiti dalla corrispondenza e dalle istanze ricevute dei detenuti e da altri soggetti privati della libertà personale e sulla promozione di capillari campagne di informazione e di sensibilizzazione in merito alla figura del Garante e alle sue funzioni rivolte alle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e soprattutto alle loro famiglie”.

Secondo il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli: “La relazione del Garante mostra come le carceri in Toscana non rieducano, ma stanno solo recludendo e producendo sofferenza. Quello che emerge è un sistema al collasso, schiacciato da logiche demagogiche nazionali e da carenze strutturali che non possono essere ignorate. Il contesto normativo nazionale ha prodotto un’ipertrofia penale che confonde la vendetta sociale con la sicurezza. Con nuovi reati che hanno avuto come effetto immediato il sovraffollamento, con uno stipamento umano che genera solo ulteriore disperazione”. Il consigliere Rossi Romanelli ha poi posto l’attenzione sulle tante situazioni critiche, dai casi di autolesionismo in aumento, alle Rems, le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, che si trovano sotto pressione e lasciano troppi malati psichiatrici nelle celle”.

La capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta commentando l’attività del Garante dei Detenuti ha detto di ritenerla “insufficiente”. “Perché – ha spiegato – abbiamo rilevato che non c’è una grossa congruenza tra i numeri e quella che è l’attività. Oltre a un’incongruenza tra quelle che sono le istanze e la posta semplice. Nella relazione ci ritroviamo un numero di istanze, 209, su una popolazione carceraria di più di 3mila 500 persone. Ma in realtà viene inserita all’interno delle istanze anche la posta semplice. E queste 209 istanze arrivate al Garante sono state scritte da 109 persone, ma all’interno della relazione non ci sono gli esiti. Oltre a questo, ci sono più di 60mila euro di soldi pubblici spesi per ricerche accademiche che non portano a risultati concreti”. “Sulla popolazione carceraria ha concluso la consigliera La Porta “ci sono 1.400 stranieri all’interno dei nostri istituti. Ma la soluzione non è depenalizzare e mandarli in strada a delinquere, ma piuttosto aprire un Cpr in Toscana e metterceli dentro”.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi, illustrando gli emendamenti presentati, ha messo inevidenza come “dalla relazione annuale sia emerso che le visite in carcere del Garante siano diminuite dalle 15 del 2024 alle 10 del 2025. Per noi è fondamentale la presenza nelle carceri del Garante, ma ci è stato spiegato che i Garanti provinciali sono molto attivi e che molti incontri si sono svolti in videoconferenza. Ma questo non ci basta perché non si può sostituire il lavoro del Garante regionale con i Garanti locali. Le videoconferenze sono un metodo utile ma non bastano, è importantissima una presenza fisica che è utile anche per i direttori delle carceri. Sul territorio è poi necessario creare i Garanti dei detenuti dove mancano”. “Ci ha stupito poi – ha proseguito il portavoce Tomasi – il numero basso delle persone che si sono rivolte al Garante, pari al 3% della popolazione carceraria. Siamo sicuri che i carcerati conoscano bene questa figura o si appoggino solo ai Garanti provinciali. Il dovere del Garante è di farsi conoscere di più dando maggiori informazioni ai detenuti”. Il consigliere Tomasi ha poi chiesto che si ampli il ventaglio di Enti e Università coinvolte nelle ricerche commissionate, che migliori la comunicazione con le Asl e che diminuiscano le liste di attesa nelle Rems.

Nel suo intervento il capogruppo del Partito democratico Simone Bezzini ha detto di “aver sentito rinfacciare al Garante una serie di problematiche che magari fosse in suo potere risolvere. Le sue funzioni vengono definite dalle norme e quelle sulle politiche carcerarie di un Paese sono del Governo e sicuramente per incidere su questo aspetto servono maggiori investimenti per tutte le componenti coinvolte”. Il consigliere Bezzini ha poi espresso il suo apprezzamento per il lavoro che il Garante ha fatto negli anni: “Ho trovato una struttura competente estremamente attenta alla condizione carceraria e densa di iniziative. E riconosco che la relazione con il sistema sanitario è complicata. Credo che sia stato fatto un buon lavoro sempre migliorabile e per questo abbiamo accolto alcuni suggerimenti emendativi delle opposizioni”.

Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi ha spiegato che si tratta di una relazione “corposa con tante informazioni e che purtroppo traccia un quadro drammatico della situazione. E su questo elemento dal mio punto di vista dovrebbe scatenarsi il dibattito, mentre la discussione si avvita su andare a vedere il numero delle segnalazioni o delle visite. Ma la relazione va letta in modo approfondito e il quadro è drammatico. I detenuti vivono in condizioni oltre il limite dell’umana sopportazione in tutte le strutture detentive e anche la situazione mentale è al fuori di ogni controllo. Il diritto all’affettività è garantito in una sola struttura. L’intervento che ha chiuso le sette sezioni di Sollicciano è poi un fallimento per lo Stato. Chi vive quella condizione si trova in una condizione fuori dal diritto e forse fare una segnalazione gli sembra anche inutile. Bisogna metterci risorse pubbliche per invertire la rotta verso quell’obiettivo della rieducazione e del reinserimento previsto dalla Costituzione. Non dobbiamo chiederci se serve e non possiamo addossare al Garante l’assenza dello Stato”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci ha chiesto ai colleghi “di fare uno sforzo per capire cosa può fare la Regione per migliorare la situazione”. “Ieri – ha raccontato – ero in visita nel carcere a Pisa e uno dei temi principali del disagio per i detenuti è la presenza di malati psichiatrici, messi in carcere perché non ci sono posti nelle Rems. Noi vogliamo che siano aumentati i posti e ci chiediamo se il Garante ha mai incontrato i direttori delle Rems toscane o convocato un tavolo tecnico per capire se è possibile farlo. Il malato psichiatrico è un problema per tutti e se il Consiglio regionale vuole fare qualcosa di utile deve lavorare per aumentare i posti disponibili nelle Rems o aprirne una nuova”. Un altro tema sollevato nel suo intervento dal consigliere Petrucci è stato quello della formazione in carcere per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.

Secondo il consigliere di Casa Riformista Federico Eligi “è difficile ragionare su cosa fare guardando la relazione del Garante. Se la sfogliate si legge un grido d’allarme, ma non dice cosa aggiustare. Un grido che condivido, e il sottotitolo più logico sarebbe ‘fermatevi’. Si analizza con precisione cosa ha fatto il Governo negli ultimi anni creando una situazione di sovraffollamento importante a fronte di che cosa. Aumenta il numero dei detenuti, ma a fronte di una diminuzione dei reati. Siamo di fronte a un problema di scelta politica su come affrontare la situazione. Noi che possiamo fare? Dovremo mandare un messaggio chiaro al legislatore nazionale, rivediamo queste politiche perché sono sbagliate. Si continuano a fare decreti che o aumentano le pene o aggiungono nuovi reati e poi parliamo di aumento della popolazione carceraria. Vi chiedo di fermarvi. Sull’aumento degli istituti penitenziari poi il Governo ha messo un commissario senza ottenere risultati”.

Dai banchi di Forza Italia il consigliere Jacopo Maria Ferri ha chiesto di “non fare solo valutazioni politiche sull’operato del Governo perché non è corretto. Le responsabilità della politica sulla gestione delle carceri vanno distribuite bene e nei tanti anni in questi interventi si sono sviluppati senza migliorare la vita carceraria. Ma è anche sbagliato non guardare a casa nostra e su cosa possiamo provare a incidere. Il sovraffollamento è il problema, ma non ovunque. Bisogna poi concentrarsi sul reinserimento sociale e su questo la Regione fa davvero poco e i Garanti restano con il cerino in mano. Il problema va gestito in modo diverso, e gli assessorati possono fare moltissimo con progetti interessanti che devono trovare continuità. Quella contenuta nel rapporto è una fotografia attenta e puntuale, è necessario osare di più e speriamo che gli spunti di oggi ci facciano raggiungere in futuro qualche obiettivo”.

Matteo Zoppini (Fratelli d’Italia) ha detto che la realtà carceraria della Toscana “è drammatica e lo conferma il provvedimento di sequestro della procura per quanto riguarda sette padiglioni della struttura di Sollicciano. Si cerca di dare la colpa al governo in carica da poco più di tre anni, mentre i problemi di Sollicciano si trascinano da molti anni. La relazione del Garante fa emergere una situazione drammatica su cui in parte possiamo intervenire come Consiglio, in parte invece è un problema nazionale e anche di livello europeo. Quello che non accettiamo è di far cadere le colpe di politiche inadeguate sulle carceri di molti anni solo sul governo attuale”.

L’Aula ha respinto anche due emendamenti illustra dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta, uno per chiedere di estendere ad altri enti di ricerca gi affidamenti da parte del Garante oltre l’Università di Firenze e alla Società della Ragione considerando anche il coinvolgimento nel comitato scientifico della Funzionaria del Garante; e per chiedere che le ricerche portino a proposte operative concrete da realizzare e abbiano quindi una applicazione pratica.

(testo di Emmanuel Milano e Riccardo Ferrucci)

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