Agricoltura: Ente Terre, delegazione regionale in visita ad Alberese
L’allevamento di vacche maremmane, la selleria, la nursery per la spocciatura, la spiaggia di Marina di Alberese e la villa granducale, queste alcune tappe della visita alla Spergolaia della commissione Sviluppo economico e rurale guidata dalla presidente Brenda Barnini (Pd): “Tenere sempre presente la tradizione ma anche l’innovazione e la capacità di guardare al futuro”. Presenti i consiglieri Roberta Casini (Pd), Luca Minucci (FdI), Matteo Trapani (Pd), Gabriele Veneri (FdI), Lidia Bai (Pd) e l’assessore regionale Leonardo Marras
Alberese (Grosseto) – L’allevamento di vacche maremmane, la nursery per la spocciatura, i butteri a cavallo, la selleria, la spiaggia di Marina di Alberese e la villa granducale sono le tappe della visita che la commissione regionale Sviluppo economico e rurale, guidata dalla presiedente Brenda Barnini (Pd) ha effettuato oggi alla sede di Ente Terre regionali in località Spergolaia, ad Alberese, in provincia di Grosseto.
È stato il direttore dell’Ente, Giovanni Sordi, a condurre la delegazione regionale nella tenuta di Alberese a vedere l’allevamento brado tradizionale a monta buttera, aspetto peculiare della tenuta, e le razze bovina ed equina maremmana, entrambe autoctone della Toscana, tutelate nell’ambito delle politiche di conservazione della agro-biodiversità e fortemente adattate al territorio.
“La tenuta – ha sottolineato Sordi – è composta da circa 3mila 500 ettari, di cui 680 coltivati, 800 pascolati, il resto a bosco e pineta”. Entrando nel merito, Sordi ha precisato “la mandria dei bovini di razza maremmana è composta da 190 vacche nutrici, 20 manze, 9 tori, 130 vitelli nati nell’anno, 60 vitelli di un anno. La mandria degli equini di razza maremmana, invece, è composta da 50 capi tra fattrici, cavalli a servizio dei butteri, stalloni puledri e cavalli per la doma”.
Sul personale Sordi ha lamentato la carenza di dipendenti dell’ente che ha visto una contrazione negli anni. “Nel 2021 erano presenti 15 operai mentre oggi ci sono 11 operai di cui 4 butteri, 4 operai a tempo indeterminato e 1 tempo determinato nel settore produzioni agricole. Il settore agriturismo e accoglienza è stabile con 2 operai a tempo indeterminato”.
Importante ricordare, presso il centro di Rispescia, una delle sezioni della Banca Regionale del Germoplasma dove “vengono svolte prove di collaudo e innovazione sia a carattere istituzionale, sia commissionate da enti pubblici e privati”.
La dottoressa Donatella Ciofani, con passione e professionalità, ha parlato del lavoro dei butteri “impegnati nel controllo dei confini della tenuta, dello stato sanitario del bestiame, delle condizioni del pascolo, del provvedimento alimentare” e ancora “della spocciatura, del momento in cui i vitelli vengono separati dalle madri e poi vengono pesati e selezionati” e del fenomeno dell’erosione alla spiaggia di Marina di Alberese. Ciofani ha mostrato poi ai consiglieri la selleria con pezzi originali d’epoca.
Sordi ha evidenziato come la tenuta “rappresenti il più fulgido esempio di produzione agro-alimentare in cui il legame storico culturale non impedisce l’innovazione finalizzata alla valorizzazione dell’ambiente, in cui il lavoro dell’uomo ha creato uno splendido equilibrio tutt’ora vivente ed oggetto di studio da parte dei più importanti enti di ricerca internazionali”.
“La vacca maremma – ribadisce Sordi – gestita dai butteri a cavallo rappresenta non solo un esempio di tutela di una razza autoctona e di un antico mestiere, ma il vero e proprio simbolo nell’immaginario collettivo, della Maremma nel mondo”.
“Una visita preziosa per tutti i componenti della commissione – ha detto la presidente Barnini – sul campo ci si rende conto di quanto la Regione investa su Ente terre, sul parco e sull’azienda agricola, la più grande biologica della Toscana.” “Ci troveremo – ha aggiunto- già dalle prossime sedute ad affrontare provvedimenti elaborati dalla Giunta che riguardano anche la valorizzazione di questo centro. Questa visita ci darà modo di dare un contributo di merito per le future proposte di legge e ad esportare questo modello autentico legato alle tradizioni agricole della nostra regione, consapevoli che mai come in questo momento in agricoltura si sta facendo tanta innovazione. Occorre tenere sempre presente la tradizione ma anche la capacità di guardare al futuro”.
“Un’eccellenza della nostra regione” l’ha definita la consigliera Roberta Casini (Pd) – “non solo legata al biologico, ma alla nostra storia, dove si uniscono innovazione e tradizione verso l’agricoltura del futuro”.
“È importante toccare con mano una delle realtà del nostro territorio – ha evidenziato Luca Minucci (FdI) – dovremmo avvicinarla e farla conoscere ai cittadini”.
“Un luogo importante per lo sviluppo di prodotti che sono parte della tradizione – ha sottolineato Matteo Trapani (Pd) – Il mix tra tradizione e innovazione è fondamentale per la diffusione della cultura che è arte, ma anche mestieri”.
Gabriele Veneri (FdI) si è soffermato a parlare dell’importanza della figura del buttero “una tradizione che serve per lavorare, per il controllo della riproduzione della razza e per stimolare il turismo equestre in questa nostra Maremma meravigliosa”.
La consigliera Lidia Bai (Pd), in rappresentanza del territorio, ha aggiunto “la valorizzazione delle peculiarità della zona si fa con la pratica quotidiana e con il mantenimento delle vere tradizioni”.
Alla visita ha partecipato anche l’assessore regionale all’economia Leonardo Marras. “Questa è l’azienda biologica più grande della Toscana – ha detto – ed è pubblica, ha il pregio di mantenere l’allevamento della vacca e del cavallo maremmani e può essere un laboratorio a cielo aperto per l’agricoltura, deve diventare ancora di più il luogo dello sviluppo, della ricerca mantenendo vive le tradizioni”. “Abbiamo già presentato un testo di legge – ha concluso – e qui ci verrà il centro di addestramento per la conduzione dell’allevamento a cavallo, il buttero è stato già riconosciuto da un decreto ministeriale nell’elenco dai mestieri da conservare e questa realtà sarà il punto di riferimento”.
Ricordiamo che Ente Terre deriva dalla trasformazione dell’Azienda regionale di Alberese e raggruppa le aziende agricole di proprietà della Regione Toscana (tenuta di Alberese, Azienda sperimentale di Cesa ex centro di collaudo di Arisa, la tenuta di Suvignano) e altre funzioni pubbliche quali la gestione dei 110mila ettari del Pafr, la Banca della Terra, i centomila orti e il coordinamento del sistema Regionale di tutela della agro-biodiversità (legge regionale 64/04) con gestione diretta della Banca del Germoplasma vegetale ed animale. Fra le aziende agricole la più estesa è la Tenuta di Alberese una delle più grandi aziende biologiche d’Europa con i suoi 3900 ettari con oltre 700 ettari di seminativi ad indirizzo cerealicolo foraggero.











