15 Aprile 2026

Sanità: indennità di Pronto soccorso 2023-24, interrogazione di Forza Italia

L’assessora regionale Monia Monni ha risposto in Aula: “Azione della Regione pienamente conforme al quadro normativo statale”. Ferri (Fi): “Aprire confronto in commissione”

Comunicato n. 0288
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Firenze – L’assessora regionale alla sanità Monia Monni ha risposto in Aula ad una interrogazione di Forza Italia in merito alla “contestazione di non congruità della delibera della Giunta Regionale Toscana n. 245 del marzo 2026, relativa all’indennità di pronto soccorso per gli anni 2023-2024”. L’atto ispettivo ha preso spunto “dalla posizione espressa dalla Cisl FP Toscana, che evidenzia alcune criticità rispetto alle norme contrattuali e alle precedenti delibere regionali”. Gli interroganti si sono rivolti al presidente e all’assessora competente, “perché valutino, al fine di destinare risorse adeguate a compensare il lavoro del personale di pronto soccorso: di rideterminare il calcolo delle risorse nella definizione degli importi per garantire una corretta remunerazione del personale sanitario; di non applicare oneri riflessi sulla quota dei 90 euro già erogata; di non utilizzare il coefficiente del 6,30 per cento bensì applicare correttamente il 7,777 per cento previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro”. Gli importi stabiliti di “190 euro mensili per il 2023 e 310 euro mensili per il 2024” non costituirebbero “un vero aumento netto”, per il fatto di includere i 90 euro mensili già erogati negli anni precedenti.

“L’azione della Regione risulta pienamente conforme al quadro normativo statale, ai vincoli di finanza pubblica e alle disposizioni vigenti. Non emergono profili di illegittimità, né elementi idonei a configurare una riduzione delle risorse destinate al personale che opera nei servizi di pronto soccorso, e ci mancherebbe altro”, ha risposto l’assessora Monni. “Allo stato attuale, ogni diversa interpretazione non sarebbe coerente con i criteri di finanziamento del servizio sanitario nazionale”. L’assessora ha precisato che “la determinazione delle risorse disponibili deve avvenire nel rispetto dei criteri di riparto del fabbisogno nazionale”, che sono definiti a livello statale. La Regione ha correttamente determinato le risorse spettanti, utilizzando la propria quota di accesso al fondo sanitario nazionale, pari al 6,30 per cento, quale limite massimo di spesa destinabile”. Il coefficiente del 7,777 per cento, richiamato nell’interrogazione “non trova fondamento” e “non è previsto come criterio di riparto”. Le risorse destinate all’indennità di Pronto soccorso “sono per loro natura determinate secondo i criteri propri del finanziamento sanitario” nazionale, “comprensivi degli oneri riflessi e dell’Irap e non come importi netti”. Quanto agli importi delle indennità, “i valori individuati 190 euro mensili per il 2023 e 310 per il 2024 sono espressi in conformità alla normativa nazionale al lordo degli oneri riflessi e dell’Irap e rappresentano il costo complessivo aziendale”. Questi importi “non possono essere considerati integralmente corrispondenti alla quota liquidabile al dipendente, perché deve essere scorporata la parte relativa agli oneri”. Non c’è dunque una “riduzione delle risorse”, ma una “corretta applicazione dei principi contabili e delle disposizioni normative vigenti”. Anche l’importo iniziale di 90 euro mensili “non costituiva, nemmeno in quel caso, una scelta discrezionale regionale”.

Il consigliere Jacopo Ferri (Forza Italia) ha ringraziato l’assessora “per la puntuale risposta”, ma ha aggiunto di non potersi “dichiarare soddisfatto. Se quanto riferito oggi fosse tutto interpretato correttamente, sarebbe anche inutile il confronto, lo spazio di manovra sarebbe stretto – ha osservato Ferri –. La posizione delle organizzazioni sindacali è però rimasta ferma. C’è una divergenza di vedute, circa l’utilizzo dei coefficienti. I ragionamenti possono avere la loro valenza, chiedo alla commissione Sanità di andare avanti nell’intento di aprire questo dialogo e svolgerlo per arrivare a definire in modo chiaro se in effetti le indennità 2023-24 siano state erogate in modo errato, come a noi sembra, o in modo corretto”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana