8 Aprile 2026

Economia: manifattura regionale, respinta mozione su contrasto alla deindustrializzazione e sostegno

Quattro favorevoli (FdI e FI) e quattro contrari (Pd) alla mozione che vede firmatari Chiara La Porta (FdI) e Vittorio Fantozzi (FdI) sul contrasto alla deindustrializzazione e sostegno alla manifattura regionale

Comunicato n. 0259
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Firenze Quattro favorevoli (FdI e FI) e quattro contrari (Pd) alla mozione che vede firmatari Chiara La Porta (FdI) e Vittorio Fantozzi (FdI) sul contrasto alla deindustrializzazione e sostegno alla manifattura regionale. Dopo un acceso dibattito stamani in commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Marcella Amadio (FdI) , la mozione è stata respinta (quando il voto è in parità, per effetto delle norme del Regolamento interno l’atto è respinto, ndr).

Il Partito democratico ha motivato il voto contrario con le parole di Mario Puppa (Pd) “il problema è nostro, politico, con una presidente assente, Brenda Barnini, per malattia. Riproponiamo il rinvio con la richiesta di elaborare un atto unitario partendo dai contenuti della vostra mozione”. Rinvio non accettato dai firmatari.

La presidente Amadio, infatti, sentita la volontà dei proponenti e considerato che “la mozione, datata 8 gennaio, è stata rinviata più volte, ritengo che non ci siano le motivazioni per un rinvio e vi chiedo di procedere al voto”. Amadio aveva, anche avanzato la proposta di restare in commissione per lavorare insieme ad una risoluzione condivisa.

Nell’atto si impegna il presidente della Regione e la Giunta a “definire e presentare al Consiglio regionale una strategia regionale organica di reindustrializzazione, con particolare attenzione ai territori maggiormente colpiti dai processi di deindustrializzazione, rafforzando le politiche di sostegno alla manifattura e alle PMI, favorendo investimenti in innovazione tecnologica, digitalizzazione, ricerca e sviluppo anche attraverso stanziamenti di risorse adeguati”. Nell’atto si impegna anche a promuovere un nuovo modello di collaborazione pubblico-privato, coinvolgendo enti locali, imprese, associazioni di categoria, università e centri di ricerca ed a sostenere la transizione energetica del sistema produttivo regionale, riducendo i costi energetici per le imprese e incentivando l’uso di fonti rinnovabili”. Inoltre, si chiede di “riferire periodicamente al Consiglio regionale ed alla commissione competente sullo stato di attuazione delle politiche adottate e sui risultati conseguiti e a valutare di istituire un tavolo permanente con i soggetti coinvolti nei vari distretti, dalla politica locale, ai sindacati, alle associazioni di categoria”.

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