Bilancio di previsione 2026-28, approvata la prima variazione
Il documento è passato con i voti a favore di Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle, e i voti contrari di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Approvato anche un pacchetto di ordini del giorno approvati presentati dalle forze di opposizione
Firenze – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la prima variazione di bilancio di previsione 2026-2028, sostanzialmente incentrata sulla sanità, con i voti a favore di Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle e i voti contrari di Fratelli d’Italia e Forza Italia; con la stessa dinamica di voto è stato approvato anche l’emendamento presentato in mattinata dal presidente della Giunta, Eugenio Giani.
In avvio del dibattito sugli atti collegati, iniziato nel pomeriggio dopo la riunione dei Capigruppo, Marco Stella, capogruppo di Forza Italia, ha annunciato il ritiro di oltre 70 dei circa 100 ordini del giorno presentati. “Consapevoli dell’importanza della discussione che andiamo a svolgere, abbiamo scelto di accorparli e rinviarli in commissione Sanità al fine di fare una discussione più approfondita – ha spiegato – trasformando gli ordini del giorno in mozioni. Resta fermo per noi il caposaldo di abbassare l’aliquota Irpef in questa regione”. Dello stesso tenore l’intervento della capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta, che ha annunciato il ritiro di 5 ordini del giorno, auspicando “che il presidente della commissione Sanità Matteo Biffoni possa mettere in discussione questi temi anche se – ha detto La Porta – credo che nei prossimi due mesi avrà altro da fare; quindi, nutro forti dubbi che il nostro auspicio sarà esaudito”. Sia la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi che il capogruppo Pd Simone Bezzini hanno espresso apprezzamento per la scelta delle opposizioni “che consente di portare avanti i lavori del Consiglio”.
Approvati all’unanimità gli ordini del giorno presentati da Forza Italia (primo firmatario Marco Stella), a cominciare da quello illustrato da Jacopo Maria Ferri, che impegna la Giunta regionale a implementare il percorso PASS-Percorsi Assistenziali per Soggetti con bisogni Speciali in tutti i presidi ospedalieri e a potenziare, con Estar, lo sviluppo del portale SI-PASS-Sistema Informativo sanitario del programma PASS. Ancora, l’ordine del giorno in merito alla dotazione del servizio Letismart per utenti non vedenti o ipovedenti sui bus, che chiede in particolare alla Giunta di farsi promotrice presso Autolinee Toscane affinché “i mezzi in servizio nella regione vengano dotati di segnalatori radio che permettono alle persone non vedenti o ipovedenti di ricevere informazioni vocali sulla linea e sulla direzione degli autobus e di prenotare la fermate”. Il terzo ordine del giorno, emendato su richiesta di Andrea Vannucci (Pd) e su cui Marcella Amadio (FdI) ha chiesto un approfondimento tecnico, riguarda la possibilità di utilizzare droni per la consegna di farmaci salvavita nelle isole dell’Arcipelago toscano. Il quarto atto approvato si occupa dei cani di allerta medica e chiede alla Giunta “che si attivi un protocollo affinché tutti gli esercizi commerciali e gli stabilimenti balneari ne consentano l’ingresso”; chiede inoltre che questi “cani speciali” possano essere facilmente riconosciuti e che si predisponga un voucher per l’addestramento in accordo con le varie associazioni specializzate.
Approvato, sempre all’unanimità, un ulteriore ordine del giorno presentato da Forza Italia e illustrato in Aula da Jacopo Maria Ferri, in merito all’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni medico specialistiche per le vittime di violenza di genere residenti in Toscana. L’atto d’indirizzo impegna la Giunta Regionale “ad istituire un codice specifico, della durata di un anno, rinnovabile su indicazione dello specialista competente con riferimento alle prestazioni sanitarie connesse alla violenza subita, che garantisca alle vittime di violenza di genere inserite in un percorso di presa in carico presso i centri antiviolenza, residenti in Toscana, l’esenzione dal pagamento del ticket” e a “reperire le relative risorse a copertura del provvedimento e a individuare le prestazioni correlate alla violenza subita oggetto di esenzione”.
Approvato a larga maggioranza (Pd, Avs, Casa riformista e Forza Italia), con l’astensione di Fratelli d’Italia, un altro ordine del giorno in merito alla “tutela della salute mentale dei detenuti nelle carceri e dei pazienti psichiatrici autori di reati”, presentato anche questo da Forza Italia e illustrato in Aula dal capogruppo Marco Stella, che ha accolto un emendamento proposto da Partito democratico e Casa riformista. L’atto impegna la Giunta regionale “a rafforzare i servizi di tutela della salute mentale in carcere; a dotare le strutture penitenziarie di idoneo personale medico per la presa in carico delle patologie legate alla salute mentale dei detenuti; a potenziare il sistema di sorveglianza epidemiologica-clinica attraverso adeguata osservazione dei detenuti appena arrivati per attivare uno screening quanto più precoce dei disturbi mentali presenti, valutare in modo costante le situazioni di rischio e attivare programmi mirati per ridurle; a monitorare il Piano di Prevenzione Rischio Suicidario rafforzando la relativa formazione agli operatori sanitari e penitenziari; a chiedere al Governo impegno ad aumentare risorse per la tutela della salute mentale in carcere”, e, infine, “a sviluppare un approfondimento nella commissione competente”.
Passa con voto unanime un ordine del giorno di Fratelli d’Italia, presentato in Aula dalla capogruppo e prima firmataria Chiara La Porta, per “implementazione di percorsi formativi specifici per il personale medico e socio-sanitario e campagna di sensibilizzazione sull’endometriosi con particolare riferimento alla popolazione giovanile”. L’atto d’indirizzo impegna il presidente e la giunta regionale “ad implementare dei Piani di formazione del personale sanitario in tema di endometriosi, al fine di potenziarne la rete diagnostica”; ad attuare “una più precisa e puntuale campagna informativa sulla patologia dell’endometriosi, mirata in particolar modo alle giovani donne, troppo spesso ignare del fenomeno e quindi penalizzate da diagnosi tardive”; a favorire “una sinergia con tutte le realtà locali di fine di diffondere una presa di coscienza dei problemi che la patologia può avere nella vita delle donne”.
Anche l’ordine del Giorno in merito alla rimozione delle barriere architettoniche, primo firmatario Gabriele Veneri (FdI),è stato approvato all’Unanimità L’atto impegna “la Giunta regionale e l’Assessore competente in materia a valutare la possibilità di eliminare il criterio del singolo contributo per unità immobiliare che risulta fortemente limitante per disabili che hanno necessità di effettuare nuovi interventi di abbattimento barriere architettoniche all’interno della propria abitazione, non risultando utile a raggiungere gli scopi di accessibilità e inclusione universale che si propongono la normativa regionale e nazionale in materia; a rafforzare i controlli ed il coordinamento con gli enti locali al fine di razionalizzare le risorse regionali impiegate ed assicurarsi che le stesse vengano utilizzate e rendicontate nei tempi opportuni; a valutare la possibilità di rivedere i massimali erogabili dei contributi regionali per l’abbattimento delle barriere architettoniche, coinvolgendo nel processo di ridefinizione dei nuovi massimali anche le associazioni di invalidi maggiormente rappresentative a livello regionale”.
L’illustrazione dell’atto in ula e l’emendamento del presidente Giani
Al via, questa mattina, in Consiglio regionale la seduta per la discussione della prima variazione di bilancio 2026-2028, definita in 80 milioni, necessaria per chiudere i conti del 2025 della sanità toscana.
“Il provvedimento di variazione – ha detto il presidente della commissione Affari istituzionali Vittorio Salotti (Casa Riformista) – interviene esclusivamente in ambito sanitario per rendere disponibili le risorse necessarie a contribuire al raggiungimento dell’equilibrio economico del bilancio consolidato 2025 del sistema sanitario regionale”. “Per la variazione – ha spiegato – si parla di 80milioni di euro le cui risorse provengono per 30 milioni dall’adeguamento della previsione del gettito dell’addizionale Irpef; per 25,72 milioni dall’accantonamento a garanzia del pagamento di alcune rate di mutuo da parte delle aziende sanitarie non più necessario, e per 24,27milioni dal prelevamento dal fondo di riserva”.
Il presidente Eugenio Giani ha spiegato l’emendamento, a sua firma, che integra di ulteriori 32milioni le risorse già presenti nella variazione. “Queste risorse – ha detto – provengono per 25 milioni da una partita di giro che facciamo sul trasporto pubblico locale e 7 milioni dal fondo di riserva”. “Si tratta – ha aggiunto di un accantonamento di fondi di garanzia che totalmente o parzialmente possono rientrare nel bilancio in base a quanto verrà realmente speso”.
Il presidente ha ricordato che la Toscana riceve dal fondo sanitario nazionale 8miliardi273 milioni e che la Regione prevede “un’integrazione che viene dal bilancio regionale di 252 milioni”, di cui “172 milioni erano già stati versati attraverso gli atti che avevano fatto nel corso dell’anno. Ne rimanevano 80, che sono quelli previsti nella variazione di bilancio di oggi”.
“Al tavolo degli adempimenti con il Ministero di economia e finanza – ha aggiunto Giani – c’è stato detto che i conti andavano bene, sono stati fatti apprezzamenti, ma è stato segnalato che era necessario prevedere altre risorse per voci che prima di quest’anno non venivano considerate: si tratta di fondi di garanzia per responsabilità dei pronto soccorso e per la responsabilità professionale. È quindi necessario prevedere altri 32 milioni che vanno 6 per il profilo della responsabilità professionale dei pronto soccorso e 26 per la responsabilità professionale in generale”.
Il dibattito in aula
“Finalmente abbiamo l’entità del debito della sanità toscana del 2025 – ha detto il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI). – Cercare di far passare che questo disavanzo è un investimento per la sanità è una magia comunicativa”. Tomasi ha ricostruito il disavanzo : “40 milioni messi nel ‘26 nel bilancio preventivo per accendere un mutuo con interessi perché le asl avevano utilizzato 40 milioni per spese improprie, poi 132 milioni dell’Irpef e poi è iniziato un balletto di cifre, prima di 110 milioni poi di 80milioni, con cui abbiamo preparato la manovra di bilancio che abbiamo dovuto sospendere per i rilievi del Mef. E oggi si aggiungono 32 milioni. La somma di tutti questi numeri ci indica che il disavanzo è di 290milioni circa”. “Riguardo all’emendamento del presidente Giani ha aggiunto che “si pesca dal fondo di riserva sottraendo risorse al trasporto pubblico locale”. Tomasi ha parlato ancora di numeri e di ‘situazione pericolosa’: “Nel 2020 il disavanzo era di 91 milioni, nel 2021 era di 124 milioni, nel ’22 di 72milioni, nel ‘23 di 181milioni, nel ‘24 di 196milioni, nel ‘25 di 293 milioni, questi i conti dei consuntivi delle Asl di ogni anno dopo il quarto trimestre”. Tomasi solleva diversi interrogativi: “Sono investimenti? No. Sono medici in più? No. Sono medicinali in più? No. Non sono, purtroppo attività o servizi in più”. Altri numeri del bilancio, come quelle per la mobilità extra regione passiva che nel “2020 era 208milioni, nel ’22 l’avevamo ridotta a 156miloni, oggi sono 260 milioni” oppure “l’elettricità da 60 milioni del 2020 a 88milioni del 2025” questo vuol dire che “i soldi dell’Irpef sono serviti a sostenere spese impazzite e fuori controllo” e ancora, “ogni anno spendiamo 9milioni di euro d’affitto” e infine “il costo del personale dirigente non medico è stato di 83milioni nel 2020 e nel 2025 si spendono 100milioni e per il personale amministrativo si è passati da 163milioni spesi nel 2020 ai 172 milioni di oggi”. “Occorre razionalizzare il sistema – conclude – senza tagliare i servizi”.
“Sono condivisibili gli interrogativi sollevati da Tomasi sia per i quesiti che per i numeri – ha detto Jacopo Maria Ferri (Forza Italia). – C’è difficoltà a capire perché si continui ad aumentare le poste a bilancio legate alla sanità quando invece raccogliamo sul territorio un’insofferenza e una sofferenza in tante direzioni. C’è la necessità di un’impronta diversa, più manageriale, per una revisione complessiva del sistema affinché si arrivi a spendere il giusto e si taglino rivoli di spesa negativa che condizionano la scarsa efficienza di molti altri servizi”.
Secondo Ferri si tratta di “un malessere generalizzato che riguarda sia le aree più popolose che le aree più marginali dove questo si sente ancora di più”. In queste aree, “si lamenta la necessità di tamponare i tagli che vengono operati”, “rischieremo – aggiunge Ferri – a breve una crisi del 118 sia per l’assenza di volontari che per la loro qualificazione professionale anomala, sia per lo scarso trasferimento delle risorse”. “Potrei parlare della diagnostica nelle aree marginali diventata quasi una chimera, che vede l’alto spreco di macchinari spesso inutilizzati” o “gli investimenti sulle case di comunità positivi ma non supportati a dovere”. “Nonostante un quadro di difficoltà, di carenze di servizi e di sofferenza complessiva, continuiamo a vedere che la spesa sanitaria non trova la sua dimensione reale tale da poter tenere il sistema della nostra regione in equilibrio”. Ferri conclude: “Occorre fermarsi e valutare tutte le voci di spesa” e sull’emendamento di Giani afferma che “sarebbe stato utile avere un po’ di storia sulle spese che la Regione affronta quanto ai costi per le responsabilità professionali legate ai pronto soccorsi e agli ospedali, per rendere credibili i 32 milioni aggiuntivi”.
Per il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, “a sentire gli interventi dell’opposizione, il tema del disallineamento tra costi e ricavi ha una soluzione molto semplice: riduzione dei costi e delle prestazioni per la cura dei cittadini toscani. Se si ritiene che non sia necessario intervenire, basta ridurre il bilancio, mentre il Governo nazionale, rispetto al rapporto tra spesa per il fondo sanitario e Pil è arrivato al livello più basso dal 2020, un livello che i tecnici al di sotto della soglia di sopravvivenza del sistema pubblico”. Al contrario, secondo il consigliere, “la soluzione in questo caso non può essere quella più semplice” e allo stesso tempo, “non si deve parlare di ‘buco di bilancio’, perché non lo è: si tratta di una modalità tecnica, assolutamente fisiologica, che prevede di individuare le risorse mancanti per chiudere l’anno precedente, rispetto a quelle già stanziate per tenere insieme il sistema sanitario pubblico di questa Regione. Gli 80milioni più 32milioni, sono pari all’1,4 per cento del bilancio regionale. Il nostro obiettivo è salvaguardare il sistema sanitario universalistico”.
A giudizio del vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci (Fratelli d’Italia), “si sta facendo una confusione grave, che meriterebbe il commissariamento della Regione Toscana. Con i soldi del 2026 si possono coprire le spese soltanto relativamente ai cosiddetti Lea, l’operazione che volevate fare non si può fare. Adesso, invece, si vanno a prendere i soldi nell’avanzo del 2025 e questo è consentito. Non siete capaci di governare la spesa pubblica e la spesa sanitaria toscana”. Riguardo alle risorse nazionali, “la storiella che il Governo taglia i fondi alla sanità è ormai patetica”, ha aggiunto Petrucci. “Il fondo sanitario nel 2010 pesava 104miliardi, nel 2019 133miliardi di euro (+9miliardi). Nel periodo del Governo Meloni, arriva a 136,5miliardi (+23,5miliardi): in quattro anni, aumentato di due volti e mezzo”. Al contrario, secondo il consigliere, “il Governo ha scoperto un altro vaso di Pandora: per il personale di emergenza-urgenza, l’indennità di Pronto soccorso – voluta dal Governo e non elargita dalle Regioni, Toscana compresa – può essere integrata. Conta come si spendono i soldi: con l’indennità di Pronto soccorso, il welfare aziendale, una delle misure più opportune per creare rapporto di fiducia col personale sanitario, con il coraggio che ci vuole per mettere mano alle regole di intramoenia”.
“Ci saremmo aspettati qualche spiegazione in più. C’è di che essere preoccupati”, ha aggiunto il presidente della commissione Controllo, Jacopo Cellai (FdI), secondo il quale “c’è troppa superficialità. Continuiamo a parlare di attingere ai fondi di riserva, ci dobbiamo chiedere come manteniamo la spesa. I numeri sulla mobilità extraregionale fanno riflettere. Una razionalizzazione è un ragionamento normale da parte di chi vuole amministrare, a meno che non si voglia mettere ulteriormente mano alle imposte sui cittadini toscani”, – ha affermato Cellai –. “La capacità di amministrare oggi richiede una razionalizzazione, è necessaria un’analisi per sostenere la spesa e non arrivare a un punto di rottura da cui sarà difficile tornare indietro”.
Enrico Tucci (FdI) ha segnalato “due singolarità e una grossa bugia”. La prima singolarità “riguarda il fatto che la Regione ha ripianato ben 40milioni di euro per spese improprie delle aziende territoriali. Lo ritengo un fatto grave che segnala uno scollamento tra dg e assessorato”. La seconda: “Nel marzo 2025 c’è stato un intervento della Regione per superare le gravi difficoltà del trasporto pubblico, ma oggi si tolgono 14milioni dal trasporto locale, con un vai e vieni di fondi che sarebbe da evitare. La grossa bugia – ha dichiarato Tucci – è che si è venduto l’addizionale Irpef come necessario, per poi si scopre che dei 250milioni dell’addizionale solo 132milioni vanno alla sanità. Questa misura addizionale è da considerare strutturale, è destinata a non diminuire mai più”. Per la sanità toscana “servono spending rieview e capacità di programmare per continuare a erogare nel tempo servizi di alta qualità. Spero che l’assessorato faccia una seria riflessione in questo senso”.
Secondo Marcella Amadio (FdI), questo intervento della Regione rappresenta la “perfetta fotografia della sanità toscana: un vero colabrodo che ha bisogno costantemente di fondi, come fosse un vampiro. Una situazione gravemente fallimentare. Il presidente continua a lagnarsi nei confronti del Governo nazionale, accusato di operare tagli che in realtà sono inesistenti: i fondi alle Regioni stanno aumentando. Non si può considerare buono e capace quell’amministratore che per la sua cattiva gestione è costretto ad aumentare le tasse ai propri cittadini”. La consigliera si è soffermata su “quello che sta accadendo a Livorno: una barzelletta, i finanziamenti per il nuovo l’ospedale un giorno ci sono, il giorno dopo non ci sono”. E sulle liste di attesa, “per interventi con la cataratta ci sono attese di oltre un anno: la Regione ha un dirigente per le liste d’attesa. È grave che il presidente della Giunta e assessora regionale – ha concluso Amadio – non seguano questo dibattito in Aula”.
“Riguardo alle fonti di finanziamento – ha detto Matteo Zoppini (FdI) –, per questa variazione si attinge per circa 11milioni sul trasporto ferroviario e per circa 14 sul trasporto pubblico locale, dopo che una mozione approvata dalla maggioranza ha chiesto di rendere gratuito il trasporto per gli under 26 con fondi dello Stato. Un altro elemento, all’interno della valutazione generale sulla coerenza delle politiche regionali è quantomeno distonico. Se questa è una variazione che certifica il problema strutturale di definanziamento della sanità, obiettivo dovrebbe individuare proposte strutturali per diminuire la spesa dei prossimi anni, ma oggi non sono state offerte dalla Giunta. Nessun piano di razionalizzazione, quando invece servirebbero Impegni necessari per risollevare la sanità, che non possono essere affrontate con misure temporanee presentate all’ultimo momento”, ha concluso il consigliere, che ha quindi chiamato la maggioranza al confronto sugli ordini del giorno preparati dall’opposizione.
Secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta (FdI), “il grande lavoro di comunicazione messo in atto dalla Giunta regionale in questi giorni non trova corrispondenza con maggiori servizi ai cittadini toscani. È evidente dai numeri, che non mentono: i buchi e le carenze di risorse, nonostante l’aumento Irpef diventato strutturale, la carenza è una emorragia che continua a perdere sangue e se continua così non potrà che portare alla morte. Le dichiarazioni vengono puntualmente disattese: il servizio di trasporto pubblico dato in sofferenza viene oggi svuotato per coprire buco sulla parte sanitaria. E non sono briciole. Siamo a chiudere il bilancio 2025, mettendo una toppa – ha proseguito la consigliera –. Si fanno annunci su ospedali e case di comunità: per quella di San Paolo, annunciata nel 2019 con posa della pietra nel 2020, sono state buttate al momento solo le fondamenta. Invito presidente e assessore a fare un po’ meno dichiarazioni, meno annunci di cose irrealizzabile promettendo ai cittadini cose che non si possono realizzare e a lavorare con i dirigenti per provare a fermare emorragia sancita dai numeri. Anche ai cittadini toscani comincia a toccare di dover andare a curarsi fuori regione”.
“Non è solo un mero esercizio contabile, qui si deve fare un ragionamento di carattere politico e di prospettiva del sistema sanitario regionale”, ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia Marco Stella. “Siamo di fronte a oltre 90, forse 150milioni di debito strutturale ogni anno. La variazione che ci portate oggi non ha un riflesso contabile, è una questione di carattere politico alla quale non sapete minimamente come dare risposta. Diciamo subito – ha aggiunto Stella – che il presidente Giani ha ereditato situazione catastrofica: venti anni di Enrico Rossi sono stati un disastro, ma ormai sono sei anni che Giani è presidente e assessore al bilancio della Regione. Dobbiamo capiremo da dove vengono queste perdite”. Il consigliere ha mosso critiche alle forze che compongono ora la maggioranza in Regione, “come Avs e soprattutto il Movimento 5 stelle, che per dieci anni ha gridato alle inefficienze delle politiche regionali: oggi che siete messi alla prova di Governo, dovrete suddividere le responsabilità. Questa maggioranza è un pessimo esercizio politico, un cartello elettorale”.
(testo di Benedetta Bernocchi e Sandro Bartoli)




