Europa: in commissione l’audizione di Anci Toscana
Il direttore Simone Gheri ha fatto il punto sul contributo dell’Associazione nazionale dei comuni italiani alla progettazione europea
Firenze – La commissione Politiche europee e relazioni internazionali presieduta da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) ha ascoltato nella seduta di lunedì 16 febbraio il direttore di Anci Toscana Simone Gheri.
“L’audizione di Anci Toscana – ha spiegato la presidente Galletti – si inserisce pienamente nella traiettoria che, fin dall’avvio dei lavori, la commissione Europa ha scelto di seguire, dedicando questa prima fase all’ascolto dei soggetti che, a diversi livelli, rendono effettive le politiche dell’Unione sui territori. Il contributo di Anci è particolarmente rilevante perché intercetta il punto in cui l’Europa diventa amministrazione concreta, capacità progettuale, servizi e investimenti per le comunità locali. Il rapporto tra Comuni e programmazione europea, sia nella partecipazione ai bandi diretti sia nel sostegno ai percorsi regionali, è oggi uno snodo strategico per non disperdere opportunità e per rafforzare la qualità della spesa. I lavori della Commissione stanno procedendo con impulso e partecipazione e intendiamo consolidare un confronto strutturato con Anci Toscana, valorizzando competenze e buone pratiche, per rendere più efficace il raccordo tra istituzioni locali, Regione e dimensione europea, in un quadro di collaborazione, trasparenza e responsabilità condivisa”.
Nel suo intervento Simone Gheri ha illustrato l’attività di Anci Toscana per quando riguarda la progettazione europea diretta, con la partecipazione dell’Associazione nazionale dei comuni ai bandi di Bruxelles, e quella indiretta con il lavoro di Anci finalizzato al sostegno delle amministrazioni comunali che intraprendono il percorso dei bandi gestiti e fatti dalla Regione sulla base dei fondi dell’Unione europea.
“I progetti diretti – ha spiegato Gheri – sono quelli a cui partecipiamo anche grazie al lavoro prezioso dell’ufficio di Bruxelles della Regione Toscana e sono fondamentali per intercettare i fondi e partecipare ai bandi. Il segno che si riesce a vincere e portare bandi in Toscana vuol dire che si riesce a fare un buon lavoro. Noi partecipiamo come associazione ombrello perché per presentare dei progetti occorre aver costruito delle reti internazionali che consentono di farlo”.
“Per prima cosa – ha proseguito – è fondamentale lavorare al meglio sui bandi che fa la Regione, anche perché con i fondi fesr si finanziano investimenti e con i fondi fse+ si finanziano le politiche. Con i progetti diretti si finanziano invece progetti pilota e sperimentazioni di nuove politiche e nuove pratiche. Associazione ombrello perché nelle proposte che noi facciamo nella partecipazione dei progetti oltre alla necessaria creazione di reti transnazionali con università e centri ricerca e altre realtà territoriali portiamo un po’ di comuni per portare il finanziamento a progetti pilota sul territorio. Il vantaggio è quello di portare risorse in Toscana che altrimenti andrebbero a qualcun altro. È fondamentale anche il confronto che abbiamo a monte nella sede del Comitato europeo delle Regioni e con i suoi rappresentanti toscani”.
Facendo un bilancio sulla programmazione passata il direttore di Anci Toscana ha spiegato che “nella programmazione 2014-2020 sono stati 29 i progetti, per un valore complessivo su scala europea di 66,6milioni di euro, con 9,8milioni di valore gestiti direttamente da Anci Toscana. Per quanto riguarda la programmazione 2021-2027 i progetti sono 20 per un valore complessivo di 61,6milioni e 10,6milioni gestiti direttamente da Anci Toscana. Complessivamente si tratta dunque di 49 progetti per un valore complessivo di 128,2milioni e 20,4milioni di euro gestiti direttamente dall’Associazione nazionale dei comuni”.
“I settori più interessanti per il futuro – ha aggiunto Simone Gheri – sono quelli del cambiamento climatico, della protezione civile, con una particolare attenzione all’informazione dei cittadini nell’allerta meteo dove abbiamo già attivato una piattaforma pubblica ‘cittadino informato’ che sarebbe importante rafforzare, dei giovani e il lavoro, della valorizzazione delle risorse, del turismo sostenibile e dell’inclusione sociale. Lavoriamo poi su progetti che hanno come obiettivo la rigenerazione urbana e gli usi transitori e con i soldi del finanziamento europeo cercheremo di fare una mappatura delle idee che ci sono in Toscana”.
“Il nostro lavoro di supporto ai comuni per i bandi regionali – ha concluso il direttore di Anci Toscana – è strutturato per accompagnarli fino all’ultimo miglio dandogli tutte le informazioni utili. Siamo una delle Regioni più avanti per spese e impegni di spesa. Un tema su cui c’è una progettazione specifica è quello delle aree interne, supportando la Regione e i comuni nell’individuazione delle opere da finanziare attraverso la concertazione”.
La responsabile dell’Ufficio Europa di Anci Toscana Elena Conti ha sottolineato un aspetto importante “quello dei modelli di lavoro congiunto dei comuni con le aziende sanitarie e le società della salute a cui gli altri Paesi europei guardano con grande interesse”. Mentre Marina Lauri che per Anci Toscana si occupa delle aree interne ha spiegato come la prima sfida nelle sei aree interne della Regione sia stata quella “di far lavorare i comuni insieme”. La seconda è stata quella “di aiutarli a presentare i progetti sui tre programmi fesr, fse+ e il feasr offrendogli tutti gli strumenti necessari. Sono stati siglati sei accordi in tutte le aree e tutti i progetti sono nella fase di realizzazione degli interventi”. “La nostra attività di supporto e orientamento a livello locale – ha concluso – è stata sviluppata attraverso gli sportelli regionali. Abbiamo iniziato con quello montagna, in sinergia con la Regione, che è una guida e un orientamento per gli Enti locali e per tutti i soggetti del territorio per capire quali siano le opportunità da sfruttare, dai bandi alle normative. Da questa esperienza sono nati degli sportelli territoriali in particolare nella montagna toscana in Lunigiana, nel Casentino e nella Montagna Pistoiese che si sono dimostrati molto utili”.




