2 Febbraio 2026

Fondi europei: in commissione l’audizione dell’Unione delle Province

È intervenuto il direttore generale di UPI Toscana Ruben Cheli. La presidente della commissione Europa Galletti: “La proposta di lavorare insieme a un progetto di ‘messa in rete’ delle competenze merita un confronto approfondito che coinvolga tutti i soggetti locali”  

Comunicato stampa n. 75
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Firenze – La commissione Politiche europee e relazioni internazionali presieduta da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) ha audito nella seduta di lunedì 2 febbraio il direttore generale dell’Unione delle Province italiane della Toscana Ruben Cheli.

“Siamo alla fine di un ciclo di programmazione dei fondi europei – ha sottolineato la presidente Galletti –, e i prossimi anni saranno decisivi per definire le politiche strategiche necessarie a rafforzare la competitività, l’innovazione, lo sviluppo sostenibile e la coesione territoriale della Toscana. In questo quadro diventa fondamentale consolidare le reti già esistenti e costruirne di nuove, soprattutto in vista del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea caratterizzato da una gestione più centralizzata e da una nuova architettura finanziaria”.

“I dati forniti dall’UPI – ha proseguito la presidente della commissione Europa – rappresentano uno strumento prezioso per comprendere meglio la situazione a livello locale. In particolare, emerge che, sebbene il numero dei progetti sia più che raddoppiato in quasi tutte le province, le risorse complessive si sono ridotte, con un divario molto marcato tra la capacità dei grandi comuni e delle città metropolitane di attrarre fondi e quella dei territori più piccoli. Occorre quindi garantire una diffusione equilibrata degli interventi, mantenendo al tempo stesso la visione complessiva coerente con gli indirizzi della programmazione europea e adottando un approccio più efficace alla progettazione. In questo contesto, la proposta di lavorare insieme a un progetto di messa in rete delle competenze merita un confronto approfondito che coinvolga tutti i soggetti locali, con l’obiettivo condiviso di costruire modelli comuni in grado di favorire la partecipazione del maggior numero possibile di enti alla progettazione”.

Un intervento molto ampio e dettagliato quello del direttore di UPI Toscana Ruben Cheli che ha offerto un quadro sul ruolo delle province nel passato, nel presente, ma soprattutto per il futuro nell’obiettivo di intercettare e utilizzare nel modo migliore i fondi europei anche alla luce della riforma che potrebbe penalizzare gli Enti locali e in primo lungo le Regioni.

“Come province noi guardiamo con grande interesse alle politiche, ai programmi e ai progetti che riguardano l’Unione europea – ha sottolineato Cheli -. Ci sono province che hanno già aperto degli Uffici come Lucca e Livorno, altre come Grosseto e Pisa che si stanno muovendo in questa direzione, Massa Carrara ha delle unità professionali dedicate all’interno dell’Ente e anche Siena si sta indirizzando in questa direzione, mentre le altre al momento non lo prevedono”.

“La grande novità della prossima programmazione europea – ha proseguito – sarà la creazione sul modello del Pnnr dei Ppnr, i Piani di partenariato nazionali e regionali, con una gestione delle risorse più accentrata, questo sta creando agitazione soprattutto nel mondo agricolo, e potrebbe avere le maggiori ripercussioni sulle Regioni nella capacità di portare fondi sul territorio. Un modello basato sul raggiungimento degli obiettivi che vede al momento con il Pnnr l’Italia faticare anche se la Toscana si distingue rispetto alla media nazionale, registrando comunque una capacità di attrazione diversa, con alcuni territori più dinamici. Non aggregando i bisogni del territorio o senza una strategia di progettualità si perdono occasioni importanti”.

Il direttore Cheli ha poi fotografato la situazione attuale evidenziando alcuni dati che riguardano le performance degli Enti locali. “I comuni fino a mille abitanti hanno presentato 11mila progetti per un valore di 813milioni di euro, quelli sopra i 250mila, 912 progetti per un valore complessivo di 7,5miliardi di euro”.

Sulle proposte il direttore di UPI Toscana ha detto di non avere un modello per il futuro ma che “è fondamentale immaginarne uno omogeneo per creare una rete con il contesto territoriale.

Sostenendo i comuni medio piccoli dandogli una strategia territoriale, traducendola poi nella progettualità. Serve una cabina di regia tra Regione, Anci e UPI per trattare e capire i cambiamenti. Servono poi dei Piani strategici e al momento ne esiste uno solo per la città Metropolitana di Firenze. È fondamentale poi sostenere, dove già esistono, gli Uffici provinciali dedicati all’Europa, e investire per la creazione dove non esistono. Gli Uffici per l’Europa potrebbero portare a terra progetti di maggiore dimensione e con maggiore capacità di impatto e il progetto che abbiamo presentato con Anci va proprio in questa direzione”.

Ad aprire la discussione l’intervento del consigliere Francesco Casini di Casa riformista che ha sottolineato “l’importanza della Regione nel garantire le scelte strategiche dei comuni e nell’aiutarli nella ricerca dei finanziamenti europei”. Sul ruolo delle province il consigliere Casini ha sostenuto che serve un percorso di riforma che le tolga dal limbo creato dalla legge Delrio. Un’idea che ha trovato il sostegno da parte degli altri consiglieri. A partire da Marco Guidi di Fratelli d’Italia che ha definito la riforma “una delle meno logiche mai fatte”. “Ora – ha proseguito – necessario ripensarle, dandogli il ruolo che meritano, e soprattutto metterci i soldi per farle funzionare. Sul Piano strategico è fondamentale evitare la polverizzazione degli investimenti con una visione più ampia per il rilancio del territorio nella sua globalità”.

Il collega di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi ha ribadito l’importanza di aprire una Sessione europea nel Consiglio regionale anche per mettere sul tavolo problematiche come questa. “La fase della rendicontazione – ha aggiunto parlando dei bandi per accedere ai Fondi europei – è quella più complicata e serve un ufficio gare centralizzato a livello provinciale per garantire i comuni più piccoli”. “Sulla riforma della province – ha concluso – sarebbe utile tornare alla rielezione degli organi per dargli un’importante legittimazione”.

La consigliera del Partito democratico Serena Spinelli ha approvato l’idea “di una cabina di regia con Regione, Anci e UPI anche alla luce delle preoccupazioni che solleva il tema della centralizzazione della nuova programmazione dei Fondi europei, con l’accorpamento per temi che cambierà l’approccio delle politiche. E all’eccessiva centralizzazione si può rispondere solo andando alla contrattazione con le idee molto chiare”. “Bene i piani strategici – ha concluso – ma sarà fondamentale in campo sociosanitario il ruolo dei 28 ambiti territoriali presenti in Toscana. Non mi preoccupa continuare a ragionare per obiettivi come abbiamo fatto con il Pnnr, una filosofia che mi piace perché evita l’eccesso di deroga”.

Il consigliere Matteo Trapani (Pd) ha ricordato come molte volte l’UPI abbia posto il tema di una riforma “che ha indebolito le province”. “La Toscana – ha aggiunto – è una Regione di piccoli territori e oggi la mancanza delle province è compensata dalle Unioni dei comuni. I progetti dell’Unione europea vivono di target che sono spesso gestiti da grandi società in house che non percepiscono bene le differenze territoriali e per questo rafforzare il ruolo delle province sarebbe importante e per questo è importante capire come UPI intenda affrontare il tema della disomogeneità territoriale”.

A concludere gli interventi il consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri che ha detto di condividere molti degli stimoli arrivati durante la discussione, “come la creazione di una cabina di regia tra Regione, Anci e UPI per dare risposte coordinate”. “La polverizzazione delle risorse – ha però sottolineato – non è di per sé un difetto, ma per alcuni piccoli comuni è stata un’ancora di salvezza per realizzare progetti che non trovavano un finanziamento”.

Rispondendo alle domande dei consiglieri il direttore di UPI Toscana Ruben Cheli ha messo in evidenza alcuni aspetti: “Ci preoccupa la capacità del sistema di fare fronte a un modello Pnnr reso ordinario. Una pubblica amministrazione impoverita e che subisce continui tagli dovrà farsi trovare pronta ed efficiente di fronte alle nuove sfide. Sarà complicato raccogliere la sfida di un Piano nazionale di ripresa e resilienza reso ordinario su tutte le materie coperte oggi dai fondi dell’Unione europea”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana