19 Gennaio 2026

Controllo: il futuro di Fidi Toscana al centro dell’audizione in commissione

Nella commissione guidata da Jacopo Cellai (FdI) ascoltato il presidente della finanziaria Lorenzo Petretto

Comunicato n. 0032
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Firenze – Focus su Fidi Toscana s.p.a nella commissione Controllo guidata da Jacopo Cellai (FdI), non solo per soffermarsi sui numeri, ma anche per capire quali siano le prospettive future della società.

Nel corso dell’audizione, il presidente di Fidi Lorenzo Petretto ha sintetizzato 50 anni di vita della finanziaria della Regione Toscana, soggetto vigilato da Banca d’Italia, nata nel 1975 per volontà dell’Assemblea legislativa toscana e delle allora maggiori banche del territorio. L’obiettivo della società è coadiuvare le imprese a ottenere l’accesso al credito, attraverso il rilascio di garanzie e fornitura di consulenze, gestione di agevolazioni finanziarie per programmi di sviluppo, finanziamenti nella forma di prestiti partecipativi. Il presidente, ripercorrendo la storia di Fidi, attraversando le evoluzioni del sistema bancario e il periodo critico legato alla ipotesi di co-vendita, si è soffermato sulla necessità di riorganizzare la struttura che, dal 2019 in poi, ha sempre chiuso in utile. In tale contesto, secondo Petretto, è necessario impegnarsi per implementare l’attività, rafforzando la struttura commerciale di Fidi, anche attraverso la modifica dello Statuto e intensificando i rapporti con il terzo settore.

Molte le richieste di approfondimento nel corso della seduta, a partire da quelle del presidente Cellai riguardo al personale e al Consiglio di amministrazione, i cui costi ammontano rispettivamente a 2 milioni e 487 mila euro (per 27 dipendenti) e a 85 mila euro (per 5 consiglieri). Ma anche sul versante terzo settore, strada obbligata per guardare al futuro, come sottolineato anche dal portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) e dal consigliere Federico Eligi (Casa Riformista). In particolare, Tomasi ha legato tale necessità alla crisi del volontariato, che naturalmente si ripercuote sulla possibilità di poter erogare servizi gratuiti; mentre Eligi, visto che la Regione Toscana è l’unica ad essersi dotata di una legge sul terzo settore, ha invitato a concentrarsi sul relativo codice, per affidamenti di co-programmazione e co-progettazione.

La consigliera Lidia Bai (Pd), partendo dalla necessità di investire sul commerciale di Fidi, per poter dare risposte al territorio, ha chiesto attraverso quali procedure in particolare si possano attivare le azioni di Fidi Toscana.

Ringraziando per l’ampio approfondimento, il presidente Cellai ha assicurato l’impegno della commissione su questo importante filone: “Nella prossima seduta l’attenzione sarà rivolta a Sviluppo Toscana, per poi continuare anche con il contributo dell’assessore regionale competente, per poter acquisire il quadro delle partecipate il più possibile esaustivo”. Come spiegato nel corso dei lavori, Fidi dopo il “”Cura Italia” del 2020, con l’accesso diretto delle banche alla garanzia dello Stato, ha perso una bella fetta di mercato, e a questo si aggiunge il fatto che la Regione Toscana ha scelto di mettere in mano a Sviluppo Toscana tutta la parte più importante che riguarda l’attività di gestione e di agevolazione pubblica, quindi tutto il credito agevolato, con gli interventi a fondo perduto. “Adesso il punto vero – dopo che la Regione non ha provveduto ad alienare le proprie quote e Fidi ha presentato il nuovo piano industriale con la possibilità di aprire al terzo settore – sarà determinante comprendere la volontà politica della maggioranza; quale debba essere il ruolo e la mission di Fidi Toscana e in che rapporto questa debba interagire con Sviluppo Toscana e con le altre realtà collegate allo sviluppo del credito”. Questo il messaggio del presidente della Controllo, al presidente Eugenio Giani e all’assessore Leonardo Marras.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana