Rigassificatore Piombino: sì a mozione per spostamento e compensazioni
Approvata a maggioranza una mozione di Avs e sottoscritta anche da M5s. Respinta una mozione FdI sullo stesso tema
Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una mozione per il trasferimento della nave rigassificatrice dal porto di Piombino. L’atto d’indirizzo, presentato nella seduta di ieri, mercoledì 14 gennaio, da Alleanza verdi e sinistra e sottoscritta anche dal Movimento 5 stelle, prima firmataria Diletta Fallani (Avs) è passato con i voti a favore di Pd, Casa riformista, Avs e M5s e l’astensione di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. La mozione conferma la contrarietà del Consiglio regionale “ad ogni ipotesi di proroga alla permanenza della nave rigassificatrice a Piombino” e impegna la Giunta regionale “a sollecitare il Governo affinché concluda quanto prima la procedura necessaria allo spostamento dell’impianto e affinché dia seguito agli impegni presi in merito alle compensazioni nei confronti del territorio ospitante il rigassificatore”. Respinta una mozione sullo stesso argomento presentata da Fratelli d’Italia, prima firmataria Marcella Amadio, con la quale si chiedeva alla Giunta regionale di “fare chiarezza sul futuro luogo della nave rigassificatrice e altresì sollecitare il Governo sullo stesso tema” e di “sollecitare Snam affinché siano realizzate e concretizzate le compensazioni promesse e che hanno costituito le condizioni basilari per l’installazione della nave rigassificatrice”.
“Chiediamo di rispettare gli impegni istituzionali assunti verso un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo”, ha detto Diletta Fallani (Avs) nell’illustrazione all’Aula. “Ricordo che il commissario Giani ottenne la riduzione da venticinque a tre anni, come condizione per autorizzare l’impianto nel porto di Piombino. Chiediamo che il governo rispetti quegli impegni, gli accordi si onorano: nessuna proroga, nessun rinvio, nessuna ambiguità. Riporto la lettera dei comitati dei cittadini di Piombino e della Val di Cornia al consigliere Tomasi, che chiede esplicitamente di sostenere la mozione di Avs e di ribadire che il rigassificato e deve lasciare Piombino entro i termini stabiliti”.
“L’impegno allo spostamento è stato preso da questo Consiglio già nella scorsa legislatura – ha dichiarato Irene Galletti (M5s) –. Avevamo paventato le problematiche che il posizionamento avrebbe potuto comportare danni. Dibattito spesso si è concentrato sulle compensazioni, che non sono più rimandabili. Il patto deve essere rispettato, la proroga non deve essere accettata, mi aspetto un gesto di coerenza unitario da parte dio questo Consiglio”.
“Riteniamo giusto andare a vedere di chi sono le responsabilità di soggetti che hanno sbagliato e non sono stati all’altezza, mentre i danni se li prendono Piombino e i suoi cittadini”, ha detto Marcella Amadio (FdI). “È bene ricordare le dichiarazioni del presidente Giani nel 2022 sulle magnifiche sorti e progressive legate alla nave, che definì anche la nave della libertà, quando diceva che la conferenza dei servizi avrebbe potuto decidere anche a maggioranza. Le condizioni della Regione Toscana prevedevano che la nave dovesse restare per tre anni, pur sapendo che quella nave non è adeguata all’offshore. Giani diceva anche che il rigassificatore poteva diventare opportunità del territorio. Draghi e Giani insistevano per installare la nave a Piombino. Sulle compensazioni si fanno speculazioni, Giani non si è mai preoccupato in questi tre anni di verificare lo stato dell’arte. La mozione della maggioranza non è emendabile, né votabile per ipocrisia e incoerenza, nemmeno una parola sulle responsabilità di Giani e di Mario Draghi”.
Alessandro Franchi (Pd) esprime “pieno accordo” del Partito democratico, “la nostra linea è chiara, coerente e non equivoca. La nave deve lasciare il porto di Piombino alla scadenza, senza ulteriori proroghe. Non siamo contrari agli impianti di rigassificazione e sappiamo che quella decisione rispondeva alla crisi energetica. In Toscana c’è già l’impianto Olt a Livorno. Per noi la richiesta di Snam è irricevibile, ora la parola passa al Governo nazionale. Né deve essere la Toscana a fare chiarezza sulla nuova destinazione, come chiede la mozione di Fratelli d’Italia. Sulle compensazioni promesse: Piombino ne ha diritto, come riconoscimento del sacrificio imposto per rispondere a un’esigenza nazionale”.
Secondo Alessandro Tomasi (FdI), seguendo il dibattito che accompagna la mozione della maggioranza, “sembra che sia colpa del Governo Meloni se la nave è stata posizionata lì e del sindaco di Piombino se non ci sono le compensazioni. Abbiamo ereditato la questione dal Governo Draghi e dal commissario che era il presidente della Regione. Ognuno prendersi le responsabilità, adoperiamoci tutti per raggiungere il risultato e ottenere le compensazioni. Chi ha sostenuto un sacrificio nell’interesse nazionale deve essere ristorato”.
“Mi sembra di assistere a un déjà-vu. Una forza di Governo regionale ci diceva che era necessario un intervento di questo tipo e dall’altra parte c’era la necessità di approvvigionarsi”, ha dichiarato Massimiliano Simoni (Lega). “Sarebbe opportuno e giusto attendere maggio 2026 e vedere la scelta del Governo, in maniera razionale e non ideologica. Invito il presidente Giani a non farne una bandiera di partito e ad avere un approccio meno di parte. Non posso condividere mozione Avs”.
Il capogruppo Rossi Romanelli (M5s) conferma il voto favorevole del Movimento 5 stelle: “Il rigassificatore è arrivato nel maggio 2023 per importare gas estratto con tecniche molto poco sostenibili. Giustissimo il tema delle compensazioni, ma la principale responsabilità del Governo Meloni è quella di rifiutare ad oggi una strada di risoluzione del conflitto a seguito dell’invasione della Russia in Ucraina, che porterebbe a monte alla soluzione del problema. Importare gas dalla Russia a un quinto del prezzo sarebbe molto vantaggioso sia per la Toscana sia per la Liguria. Il Governo adesso non ha la forza in politica internazionale. Il secondo punto riguarda il tema ambientale che dobbiamo porci per ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili, dobbiamo alimentare il percorso di transizione ecologica, accantonato da quando è ripartita la ‘bambola’ bellicista, per cui si sottraggono risorse. Stiamo tornando indietro”.
Massimiliano Ghimenti (Avs) ha osservato che la mozione “descrive la situazione di oggi, chiede di sollecitare il Governo per spostare l’impianto, senza critiche o accuse. La Regione ha sostenuto un sacrificio nell’interesse nazionale, ora devono essere prese le decisioni per arrivare allo spostamento del rigassificatore”.




