Sanità: approvate le modifiche alle norme per le Aziende pubbliche di Servizi alla persona
La legge è stata approvata dall’aula con 22 voti favorevoli da parte della maggioranza e con 9 voti di astensione da parte dei gruppi di centro destra e del Movimento 5 Stelle
Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato le modifiche alle norme per le Aziende pubbliche di servizi alla persona. La legge è stata approvata dall’aula con 22 voti favorevoli della maggioranza e 9 astenuti (gruppi di centro destra e Movimento 5 stelle).
Il provvedimento, di iniziativa della Giunta, scaturisce dall’esigenza di introdurre una serie di modifiche alla legge regionale 43 del 2004 che ha disciplinato modalità e tempi per la trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) in aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP), ovvero in persone giuridiche di diritto privato, in analogia con quanto accaduto in altre regioni. La legge, recependo le osservazioni del Consiglio delle Autonomie locali, prevede che il Consiglio di amministrazione sia composto da tre o da cinque componenti, mantenendo in entrambi i casi la specifica secondo la quale il comune nomina la maggioranza degli amministratori. Ancora, è aggiornata la norma sull’ineleggibilità e incompatibilità degli amministratori a quanto contenuto nel decreto legislativo 39 del 2013 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico). La legge va anche ad alzare il discrimine tra organo collegiale di revisione e revisore unico da 2milioni a 10milioni di euro. Infine si prevede la figura del direttore come obbligatoria e presente in tutte le ASP.
In aula, la proposta è stata illustrata dal presidente della commissione Sanità Enrico Sostegni (Pd) che ha parlato di una “legge di manutenzione che si adegua a norme nazionali e precisa alcune indicazioni come l’obbligatorietà del direttore in tutte le ASP”.
La consigliera Elisa Tozzi (Fratelli Italia) ha chiesto “una lettura più attenta per fare più chiarezza sulle norme gestionali e sulle divisioni delle competenze. La Regione dovrebbe riuscire a dare degli indirizzi più precisi ai Comuni sulla gestione delle ASP”.
(Testo a cura di Angela Feo e Riccardo Ferrucci)




