Aree interne: sì all’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria
La risoluzione approvata con i 25 voti a favore di Partito democratico, Italia Viva e Lega e l’astensione del Movimento 5 Stelle. Non ha partecipato al voto Fratelli d’Italia
Firenze – La ‘desertificazione bancaria’ è stata al centro di un ampio dibattito nella seduta del Consiglio regionale di mercoledì 13 novembre. Al termine della discussione è stata approvata a larga maggioranza, con i 25 voti a favore di Partito democratico, Italia Viva e Lega, l’astensione del Movimento 5 Stelle e la non partecipazione al voto di Fratelli d’Italia, una risoluzione che impegna la Giunta a istituire un ‘Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria’, coinvolgendo tra gli altri le rappresentanze istituzionali, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali ed i principali soggetti del settore bancario presenti sul territorio toscano, con il compito di monitorare l’evoluzione del fenomeno, raccogliere e analizzare dati aggiornati sulle chiusure degli sportelli, nonché di promuovere soluzioni mirate a garantire la presenza di tali servizi nelle aree più svantaggiate tenendo conto delle specifiche esigenze dei territori.
L’atto illustrato dal presidente della commissione Aree interne Marco Niccolai (Pd) nasce per contrastare il fenomeno della chiusura progressiva degli sportelli bancari che come sottolineato “riduce l’accesso ai servizi finanziari per i residenti in determinati territori e ha conseguenze particolarmente rilevanti nelle aree interne, rurali e montane, dove anche le alternative digitali sono spesso insufficienti a causa della mancanza di infrastrutture adeguate”.
Durante l’illustrazione il presidente Niccolai ha ricordato come “la mancanza di questo servizio sia particolarmente grave per le persone anziane “che hanno difficile accesso ai servizi di home banking”. “Ma la desertificazione bancaria – ha aggiunto – penalizza anche le piccole e medie imprese nell’accesso al credito”. “Il dato che ci preoccupa di più – ha concluso – è che oramai il 28% dei comuni della Regione ha una filiale bancaria o non ne ha nessuna”.
“La nascita di un Osservatorio è giusta” spiega il consigliere di Fratelli d’Italia Diego Petrucci ma aggiunge “non limitiamoci a guardare, sarebbe necessario creare, grazie al contributo di fondazioni bancarie, crediti cooperativi e di Fidi Toscana, un istituto di credito o un soggetto che possa avere anche una funzione sociale operando in queste aree in condizioni antieconomiche”.
A nome della Lega annunciando il voto a favore del partito ha preso la parola il consigliere Marco Casucci. “Si tratta – ha detto – di un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Il territorio toscano ha perso troppi servizi. La digitalizzazione razionalizza le risorse, ma resta il problema dell’accesso diretto ai servizi bancari. Una perdita di servizi che si accentua nelle aree rurali e la mancanza di infrastrutture digitali rischia di aggravare il problema. Gli anziani non usano l’home banking e sarebbe fondamentale la formazione. Aree di frontiera come il Casentino vanno salvaguardate al meglio, si tratta di vallate che sono state particolarmente colpite. L’Osservatorio potrà essere uno strumento efficace di monitoraggio sulle chiusure per confrontarle con le esigenze della comunità”.
Anche il consigliere regionale del Partito democratico Marco Martini ha parlato di un’iniziativa “estremamente importante”. “Come abbiamo visto – ha aggiunto – le chiusure progressive hanno portato quasi il 30% dei comuni toscani a non avere sportelli bancari o ad averne soltanto uno, e questo vale ora anche per alcuni comuni con 10mila abitanti. Non si tratta solo di un Osservatorio per stare a guardare, ma oltre al monitoraggio la risoluzione dice che si devono promuovere soluzioni mirate per garantire i servizi. Servono risposte concrete per i territori sia fisiche che telematiche”.
A nome di Forza Italia il consigliere Marco Stella ha sottolineato come “un osservatorio in Toscana non si neghi a nessuno. Nella Regione proliferano. Per me lo strumento dell’Osservatorio non serve. Le soluzioni deve promuoverle la politica non l’osservatorio”. “L’osservatorio – ha aggiunto rivolgendosi al presidente Niccolai – è la sua commissione. È compito della politica non dell’osservatorio dare delle risposte”. “Gli Osservatori servono – ha replicato per il Partito democratico Valentina Mercanti – magari ci fossero su ogni argomento. Danno fonti statistiche e report che poi utilizziamo. Il presidente Niccolai ci ha messo l’anima sulle Aree interne e per le aree svantaggiate abbiamo creato la Toscana diffusa”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi ha sottolineato come “vada benissimo mappare la situazione della desertificazione bancaria e fare una risoluzione, ma bisogna anche dire che questo tipo di proposte restano lettera morta. La commissione Aree interne è importante, ma non abbiamo strumenti reali per incidere”.
Si ricorda nel testo che il Consiglio regionale ha già approvato una risoluzione il 21 febbraio 2023, sottolineando la necessità di interventi urgenti per mitigare gli effetti negativi della riduzione degli sportelli bancari e impegnando la Giunta regionale a promuovere azioni a livello nazionale e locale per garantire la permanenza dei servizi bancari nelle aree più svantaggiate e per sostenere le comunità che risentono maggiormente della chiusura delle filiali.
L’istituzione di un Osservatorio regionale “può essere uno strumento efficace per monitorare l’andamento delle chiusure degli sportelli e analizzare in modo puntuale le esigenze delle diverse comunità”. Questo organismo “potrebbe favorire la raccolta di dati aggiornati, l’analisi delle criticità specifiche del territorio e la promozione di iniziative mirate a mantenere una rete minima di servizi bancari anche nelle aree meno servite, coinvolgendo le istituzioni, le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali in un dialogo costante per sviluppare soluzioni innovative”. Potrebbe inoltre “contribuire a individuare buone pratiche già sperimentate in altre regioni, come la creazione di sportelli mobili o la collaborazione con altre istituzioni locali per garantire un punto di accesso ai servizi bancari, adattando tali soluzioni alle specificità del territorio toscano e favorendo il mantenimento di un servizio di prossimità per i cittadini che vivono nelle aree a rischio di desertificazione”.




